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Eutelia: Landi e alti dirigenti accusati di frode finanziaria. 33 mln di euro portati all'estero

Associazione per delinquere, falso in bilancio, appropriazione indebita e frode fiscale: le accuse per la famiglia Landi. La vicenda Eutelia



La famiglia Landi, fondatrice di Eutelia, famosa azienda di telecomunicazioni, sotto inchiesta, accusata di associazione per delinquere finalizzata a una serie di reati societari e fiscali, falso in bilancio, appropriazione indebita e frode fiscale.

Sotto accusa il presidente onorario di Eutelia, Angiolo, l'ex amministratore delegato Samuele, i fratelli Raimondo e Isacco, il figlio di Raimondo, Sauro, e il figlio di Angiolo, Alessandro, tutti accusati dell'appropriazione indebita di 33 milioni di euro, più 3 milioni di sterline, che secondo l'accusa sarebbe andata avanti dal 2003 al 2008, fino a quando cioè non scattò il blitz della Guardia di finanza nella sede aretina di via Calamandrei, nelle sedi sparse in Italia, nelle abitazioni e perfino negli aerei della flotta aziendale.

Secondo la ricostruzione del pubblico ministero, somme ingenti sarebbero state stornate anche dirottate in Svizzera tramite triangolazioni societarie in Inghilterra, Isole del Canale, Romania e Bulgaria, verso banche estere. La vicenda Eutelia è una delle più scottanti tra quelle per le quali è stato chiesto dai lavoratori l'intervento del governo, a causa anche dell’elevato numero di cessioni del personale prima e licenziamenti poi cui sono stati sottoposti i suoi dipendenti.

Ma l’inchiesta non finisce qui, perché un altro filone riguarda la cessione alla 'Voiceplus' srl del ramo d'azienda relativo ai numeri telefonici a valore aggiunto. In questo caso, secondo gli inquirenti, si tratterebbe di 62 milioni mai contabilizzati e dunque sottratti al fisco. La subornazione di teste, in questo filone, è stata contestata al solo Sauro Landi che avrebbe fatto pressione su un testimone affinché desse la versione più favorevole ai Landi.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il