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Studi di settore: migliaia di aziende non si sono adeguate. La situazione.

325mila i potenziali evasori nel mirino del fisco. Situazione e dati



Il Fisco contro gli evasori. Sarebbero, infatti, ben 325mila i potenziali evasori emersi con gli studi di settore e finiti nell’occhio del mirino del Fisco. In totale sarebbero 890mila i soggetti che non si sono adeguati agli studi, di cui 265mila sono quelli che hanno avuto la possibilità di motivare il mancato adeguamento e quindi non possono essere considerati del tutto evasori mentre altri 300mila sono quelli che hanno presentato situazioni di marginalità economica, cioè troppo piccoli per essere rappresentati dagli studi.

Resta fuori da questo gruppo una fetta cospicua e sospetta di 325mila soggetti che non si sono adeguati e che non hanno motivato, su cui si concentrerà l’impegno dell'Agenzia delle Entrate, servendosi di tutti gli strumenti a propria disposizione. Giampiero Brunello, presidente della Sose, società che si occupa degli studi di settore, e il direttore dell'Accertamento dell'Agenzia delle Entrate, Luigi Magistro, hanno spiegato che gli studi “non sono solo uno strumento di accertamento, ma anche una bussola che indica come muoversi.

Una volta emersa una quota di potenziali evasori spetta all'Agenzia delle Entrate approfondire con tutti gli strumenti a disposizione, che non sono soltanto gli studi di settore”. Ma le novità non finiscono qui perché il Parlamento europeo avrebbe dichiarato guerra agli evasori e a chi tenta di aggirare le regole sull'euroritenuta, cavallo di battaglia del ministro dell'Economia Giulio Tremonti.

Con una risoluzione approvata in questi giorni, l'aula di Strasburgo ha chiesto alla Commissione guidata da Barroso e al Consiglio europeo di modificare in chiave restrittiva la nuova direttiva sulla cooperazione fiscale nel settore fiscale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il