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Giornali e contenuti gratis o a pagamento? Intanto il NYT torna in positivo grazie all'online

Mentre si dibatte ancora sulla possibilità di far pagare o meno le news online, il New York Times annuncia l'uscita dalla crisi



Preferire i contenuti online a pagamento o free? Far pagare le news delle testate online o no? Mentre continua la querelle su quale sia il metodo migliore da adottare, il direttore del The Guardian, Alan Rusbridger, nelle sue riflessioni e proposte sul nuovo giornalismo di qualità, parte dallo spiegare che in passato direttori e giornalisti non si occupavano di modelli di business e non ne scrivevano semplicemente perché questo non era il loro lavoro.

“Il loro compito era pubblicare dei grandi giornali, affidabili, autorevoli, apprezzati dai lettori. Altre persone si occupavano di come sostenerli, con un modello di business che ha alimentato con successo l’informazione negli ultimi due secoli: abbonamenti, vendite in edicola e vendite di spazi pubblicitari. Oggi, invece, entrato in crisi quel modello, giornalisti e editori di tutto il mondo, afflitti dall’insicurezza sul futuro dei media, si pongono un’unica pressante domanda: “Qual è il business model dell’informazione?”.

E’ una domanda a cui però nessuno sembra saper dare la giusta risposta. Negli ultimi mesi l’unica proposta che è riuscita a catturare l’attenzione di editori e giornalisti è stata quella sostenuta dall’editore australiano Rupert Murdoch, secondo cui gli utenti dovranno abituarsi a pagare per leggere anche i contenuti online.

“Questa posizione potrebbe essere giusta in termini di business, dice anche Rusbridger, ma simultaneamente rischia di ridurre gli accessi e l’influenza di un sito in termini editoriali. Mettere una barriera economica di accesso, per quanto bassa, può rendere più isolati nel mondo interconnesso del web.

L’industria dei quotidiani, spiega ancora, deve imparare valutando le strategie di diversi soggetti che sperimentano modelli economici diversi, compreso quello che prevede la gratuità dell’informazione generalista accanto al pagamento per il mobile o per i contenuti di carattere specialistico”.

Ma, nel frattempo, a dimostrare quanto i soldi del web possano giovare, ecco arrivare il New York Times fuori dalla crisi grazie alla pubblicità online. Dopo aver denunciato nel 2008 un deficit di 57 milioni di dollari, l’autorevole quotidiano torna in attivo, dichiarando un utile di 19,9 milioni di dollari nel corso del 2009.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il