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Titoli di Stato e Obbligazioni: quali scegliere con la crisi della Grecia e della Spagna?

I migliori investimenti in tempi di crisi. La situazione



I titoli di stato tanto amati stanno diventando meno prevedibili di quanto ci si poteva immaginare qualche tempo fa: i loro prezzi sono risaliti e i rendimenti scesi. Ciò su cui si punta l’attenzione sono le durate brevi per evitare d'assumere il rischio tassi che entro il 2011 potrebbero risalire. E anche perché, senza attendere la scadenza di questi titoli, se le quotazioni dovessero beneficiare del migliorato clima di mercato, è consigliabile cederli per consolidare i nuovi incrementi di prezzo. 

Nel panorama economico decisamente frantumato dei Paesi dell’Euro, dopo Grecia e spagna sembrano risentire notevolmente delle loro crisi interne, sul tavolo dei potenti questi giorni, Stati Uniti e Regno Unito appaiono politicamente sono molto più forti di chi ha aderito alla moneta unica europea. E i parametri parlano chiaro: il totale del debito pubblico greco supera il 120% del prodotto lordo, mentre il rapporto tra deficit annuale e stesso prodotto lordo è di poco superiore al 12%, a fronte di un livello del 3% fissato dall'Unione Europea.

Il debito spagnolo è pari a circa il 70% del prodotto lordo e sale poco sopra il 10% il rapporto tra deficit annuale e prodotto lordo. L'Irlanda, il cui debito totale è pari all'80% circa del Pil, evidenzia un rapporto tra deficit e reddito nazionale superiore al 14%. Per restare in ambito italiano, i due dati sono, rispettivamente, del 118% e del 5% circa.

Le crisi economiche sono scaturite dalle bolle immobiliari, dai sistemi bancari e dai problemi nel comprato auto portando a veri e propri fallimenti bancari. Dunque, per chi volesse investire oggi, in questo clima, qual è la forma migliore da scegliere? Molti consigliano le care vecchie obbligazioni. Puntando sempre, però, sull’attenzione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il