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P2P in Italia in forte calo secondo Agcom che propone licenze collettive e non leggi punitive

La proposta di Agcom di nuove licenze collettiva. A cosa servono



L’Agenzia per le Garanzie nelle Comunicazioni cambia direzione e punta ad un quadro normativo più equilibrato: se da un lato, infatti, è giusto garantire i diritti di copyright e un giusto compenso, dall'altra bisognerebbe rispettare privacy e diritti di accesso alla Rete.

Così, a differenza di Francia e Inghilterra che mirano ad filosofia repressiva, Agcom propone la soluzione delle cosiddette ‘licenze collettive estese’ contro la pirateria online, sostenendo che l'accertamento degli illeciti dovrebbe rimanere nelle mani della magistratura e non essere demandato ad altre strutture o provider. Con le licenze collettive gli enti specializzati negoziano con i distributori di contenuti un forfait che su base volontaria che sarà pagato dagli utenti finali.

E Agcom è convinta che le licenze collettive estese possano funzionare meglio rispetto alla guerriglia online delle major. Con l’estensione all’utenza delle licenze collettive, gli utenti potrannon subire limitazioni soltanto se proporzionate a quanto strettamente necessario ad assicurare un’effettiva tutela del diritto d’autore, che non può essere disgiunta dalla tutela della privacy.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il