
www.businessonline.it
Articolo originale: http://www.businessonline.it/3/LavoroeFisco/867/Il_condono_fiscale_permanente.html ( Vedi )
Autore: LaVoce.info.
Pubblicato il 13/01/2006
L’istituto della programmazione fiscale non è solo l’ennesima variante del concordato preventivo già presente nelle precedenti Finanziarie
L’istituto della programmazione fiscale non è solo l’ennesima variante del concordato preventivo già presente nelle precedenti Finanziarie. Questa volta il legislatore (articolo 1, commi da 499 a 520, della Finanziaria 2006, legge 23 dicembre 2005, n. 266) propone un’offerta commerciale combinata: la programmazione fiscale triennale a decorrere dal periodo d’imposta 2006 e l’adeguamento fiscale per i periodi d’imposta 2003 e 2004. Poiché però la definizione preventiva degli obblighi tributari non sembra essere molto più appetibile rispetto a quella dell’edizione 2005, la cosiddetta pianificazione fiscale programmata, la vera novità è che, nonostante i ripetuti dinieghi, si reintroduce un nuovo condono per annualità ancora scoperte: il 2003 e il 2004.
La programmazione fiscale per il 2006-2008
Destinatari potenziali dell’offerta sono i contribuenti interessati agli
studi di settore e ai parametri, cioè la stragrande maggioranza delle imprese
(incluse le società di capitali) e la quasi totalità dei professionisti operanti
in Italia, circa 3,5 milioni di soggetti.
A costoro l’amministrazione finanziaria proporrà nei prossimi mesi una
determinazione preventiva delle basi imponibili ai fini delle imposte sul
reddito e dell’Irap per un triennio. (1)
A chi accetterà, entro il 16 ottobre 2006, per tre anni sarà accordata una
riduzione di 4 punti percentuali delle aliquote dell’imposta personale per
la parte di imponibile che eccede quello programmato (nessuno sconto per i
contribuenti Irpef che si collocano nell’ambito dell’aliquota del 23 per cento,
cioè fino a 26mila euro). Le basi imponibili ai fini dell’Irap e dei contributi
saranno solo quelle programmate. Per rendere più allettante la proposta, il
fisco rinuncia agli accertamenti sia analitici che induttivi ai fini
delle imposte sui redditi, salva la possibilità di accertamento analitico quando
l’infedeltà sia superiore al 10 per cento del dichiarato o la condotta sia
punibile sul piano penale. La programmazione proposta al contribuente per il
triennio 2006-2008 prenderà a riferimento quanto dichiarato nel 2004. Se
successivamente verrà accertata la difformità degli elementi a suo tempo
dichiarati rispetto a quelli effettivi, non si avranno conseguenze per il
contribuente se ciò comporterà una variazione inferiore al 5 per cento degli
importi proposti.
I valori che saranno calcolati dal fisco nei primi mesi del 2006 per determinare
la base imponibile soggetta ad aliquota ordinaria del triennio 2006-2008 non
potranno tenere seriamente conto dei futuri effettivi andamenti dei diversi
settori economici e si baseranno, per forza di cose, sulla situazione che il
contribuente aveva (o, meglio, dichiarava di avere) nel 2004. In definitiva,
quindi, la programmazione fiscale si risolverà, per il contribuente,
nell’impegno a pagare nel triennio le imposte corrispondenti agli imponibili
calcolati sulla base degli studi di settore, beneficiando per l’eventuale
eccedenza di imponibile delle riduzioni fiscali e contributive. (2)
Stando così le cose, è prevedibile che beneficeranno della programmazione fiscale soprattutto i soggetti con attività in crescita, preferibilmente costituiti in forma di società di capitali. (3)
Come già nelle precedenti versioni, si tratta di una riduzione delle tasse offerta ad una elite di contribuenti, con evidente disparità di trattamento rispetto agli altri tipi di reddito, tenuti al pagamento integrale delle imposte sulla base delle aliquote ordinarie. A essa non si accompagna nessun concreto recupero strutturale delle basi imponibili evase. Anche sotto questo profilo, i precedenti dell’istituto sono infatti tutt’altro che lusinghieri: nessuna applicazione ha avuto la pianificazione fiscale concordata per il triennio 2005-2007, che viene ora abrogata e di cui la programmazione costituisce poco più che una rimasticatura, mentre ha provocato solo perdite di gettito il concordato preventivo biennale per il 2003-2004.
Va poi sottolineato che, questa volta, con buona pace del federalismo fiscale, il legislatore statale sottrae risorse alle Regioni, senza preoccuparsi di assicurare alcuna contropartita. Il nuovo sistema, infatti, diversamente dai precedenti, comporterà certamente una perdita di gettito in termini di Irap, perché è prevista la sterilizzazione ai fini di tale imposta dei maggiori imponibili dichiarati rispetto a quelli calcolati sulla base degli studi di settore.
L’adeguamento fiscale per gli anni 2003 e 2004
All’istituto della programmazione fiscale il Governo, con il maxiemendamento, ha abbinato la possibilità di definire i periodi d’imposta 2003 e 2004 in modo agevolato.
Agli stessi contribuenti destinatari della proposta di programmazione fiscale sarà, infatti, inviata anche una proposta di adeguamento fiscale per tali annualità. Al di là delle ipocrisie terminologiche, si tratta di un vero e proprio condono, che consentirà di definire con una sensibile riduzione di aliquota (in luogo delle imposte personali, delle addizionali e dell’Irap sarà applicata un’imposta sostitutiva del 23 per cento, elevata al 28 per cento per le società di capitali che non hanno optato per la cosiddetta trasparenza fiscale) e senza alcuna applicazione di sanzioni e interessi i suddetti periodi d’imposta. Quanto ai meccanismi che saranno adottati per il confezionamento delle proposte, la previsione legislativa è del tutto generica, rinviando ai "maggiori ricavi o compensi determinati a seguito di elaborazioni effettuate dall’anagrafe tributaria con i criteri previsti dal comma 501" (comma 510). Sarà pertanto l’anagrafe tributaria, o meglio la Società generale d’informatica, a definire concretamente i criteri di quantificazione delle proposte di adeguamento fiscale, con buona pace della riserva di legge stabilita dall’articolo 23 della Costituzione.
Le previsioni di gettito
Le previsioni di entrata indicate (1.930 milioni di euro nel 2006 e 990 milioni di euro in ciascuno degli anni 2007 e 2008) hanno carattere puramente virtuale, nulla essendo stato ancora deciso sui criteri cui si ispireranno le "proposte" per il passato e per il futuro che verranno inviate ai contribuenti. Non a caso l’anno scorso, quando la Finanziaria per il 2005 introdusse la pianificazione fiscale programmata, non fece su di essa, correttamente, nessuna previsione di gettito. Ma la pianificazione fiscale programmata non si affiancava a un condono. Le entrate previste quest’anno potrebbero invece divenire maggiormente credibili se l’adeguamento fiscale 2003-2004, verrà sganciato della programmazione fiscale e trasformato in un condono con ancora minori vincoli (e, perchè no, magari esteso al 2005). Questo è il passaggio che l’attuale maggioranza si tiene in serbo in caso di vittoria elettorale. In caso di sconfitta, sarà l’attuale opposizione a dover trovare una entrata effettiva in luogo di quella virtuale prevista nella Finanziaria 2006.
Nulla di nuovo, quindi, rispetto alla politica dell’accertamento attuata nell’ultimo quinquennio: condoni per il passato e per il futuro, nessuna reale razionalizzazione del sistema, nessuna semplificazione, l’equità sempre più lontana.
In conclusione, se la logica dei condoni perseguita in questi anni è da respingere senza esitazioni, finendo per minare la credibilità del sistema fiscale e compromettendo la possibilità di migliorare la adesione dei contribuenti, diverso potrebbe essere il ragionamento su effettive forme di semplificazione dei controlli per particolari categorie di contribuenti di contenute dimensioni economiche e che svolgano attività notevolmente omogenee. Ma su questo tema l’attuale Governo non sembra aver mai avuto un reale interesse.
(1) La programmazione ha effetto anche ai fini Iva, applicando alla
eventuale maggiore base imponibile l’aliquota media.
(2) In teoria, secondo quanto stabilito dal comma 501, nella
determinazione degli imponibili ordinari si dovrebbe tenere conto anche
"dell’andamento dell’economia nazionale per distinti settori economici di
attività". Come ciò possa essere fatto per il futuro, resta alquanto oscuro.
(3) Come si è detto, la riduzione di 4 punti dell’aliquota Ires per la
parte di reddito eccedente quello programmato opera sempre, mentre nel caso
dell’Irpef opera solo se l’eccedenza si colloca negli scaglioni oltre i 26mila
euro.
Articolo stampato da www.Businessonline.it
Tutti i diritti sono riservati all'autore