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Musk, vinta scommessa conclusa batteria più grande al litio. E ulteriori iniziativa avanzano

C'è grande curiosità anche intorno alla scuola privata dell'imprenditore sudafricano: ecco tutto ciò che sappiamo e le informazioni raccolte.

Musk, vinta scommessa conclusa batteria

Elon Musk, batteria più grande del mondo



Musk va avanti e riesce a realizzare la più grande batteria al litio in tempi da record come aveva scommesso con il primo cittadino della città a cui darà energia. E Musk non si fermerà certo qui con tutte le sue iniziative. 

Verrebbe da dire che non trascorre una settimana senza notizie dal mondo che ruota attorno a Elon Musk. L'imprenditore sudafricano di nascita e statunitense di adozione è di fatto un fiume in piena sotto il profilo dell'inventiva e della caccia a nuove opportunità. In buona sostanza mantiene vivo lo spirito imprenditoriale. E anche se le tempistiche indicate non sono sempre così puntuali, resta il dato di fatto che riesce a mantenere le promesse, come quella della realizzazione della batteria più grande del mondo. Sono stati sufficienti 100 giorni per realizzare quella agli ioni di litio da 129 megawattora. Le funzioni sono naturalmente ben differenti da quelli dell'alimentazione di un mezzo elettrico perché in questo caso c'è di mezzo il tentativo di risolvere, seppure parzialmente, i problemi di energia che caratterizzano il sud dell'Australia. I blackout degli ultimi tempi sono sempre più frequenti.

Batteria agli ioni di litio, promessa mantenuta

Come accennato, la puntualità non è mai stato il punto di forza di Musk. E, anzi, è proprio su questo versante che subisce gli attacchi più pesanti da parte dei suoi detrattori. Questa volta è stato diverso e forse c'è una ragione ben precisa. Gli accordi prevedevano che nel caso di sforamento dei tempi concordati nella realizzazione della maxi batteria agli ioni di litio, avrebbe svolto il lavoro gratuitamente. L'obiettivo è stato centrato fin al punto che il capo dell'esecutivo australiano, Jay Weatherill, è arrivato ad affermare con un punta di trionfalismo che il suo Paese sarà leader delle energie rinnovabili. Non resta che attendere per scoprire se si tratta di un proclama azzardato o meno, tuttavia la prima mossa è stata fatta. Il sistema di accumulo energetico è stato piazzato proprio accanto a un impianto eolico, a pochi chilometri dalla città di Adelaide, pronto per essere messo in funzione.

E c'è anche la scuola privata

Che quella di Elon Musk sia una mente in fermento è dimostrato da quella che non può che rappresentare una iniziativa spiazzante. Chi se l'aspettava che avrebbe messo in piedi una scuola privata? Si chiama Ad Astra e per dimostrare che fa tremendamente sul serio, ha già ritirato i suoi figli da un istituto privato di Los Angeles, peraltro noto per ospitare le piccole menti più brillanti. In realtà non è così semplice riuscire a iscrivere i propri pargoli perché l'unica formula è quella dell'invito. Il concetto è dunque molto più restrittivo rispetto a quello del numero chiuso. Le informazioni che circolano sono ben poche, così come quelle sul rapporto con il sistema dell'istruzione pubblica. Pare comunque che la scuola privata di Elon Musk possa ospitare solo 31 bambini, comunque sottoposti a una procedura preliminare di selezione.

Ma naturalmente è sul metodo didattico che vanno concentrate le attenzione e in effetti non mancano le sorprese. A ispirare l'azione degli insegnanti non è il nozionismo ma l'accompagnamento dei bambini al problem solving. Come dire, poca teoria e molta pratica. E a quanto pare si affronterebbero sin dalla più giovane età delle grandi questioni etiche e contemporanee. Scontato ricordarlo, ma non esistono le classi e la classica divisione e per ogni allievo il programma è personalizzato sulla base della proprie attitudini e abilità. Nonostante la grande curiosità intorno alla scuola privata di Elon Musk, sono però piuttosto scarne le informazioni che circolano sull'argomento e il tutto sembra ammantato da elitarismo ed estrema riservatezza. Quasi che non l'istituto scolastico non voglia contaminazioni dall'esterno.

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di Luigi Mannini pubblicato il