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Vestiti H&M negli inceneritori bruciati per produrre energia

La catena di abbigliamento H&M ha accolto con favore questa iniziativa proprio perché si tratta di scarti di lavorazione sapientemente riciclati.

Vestiti H&M negli inceneritori bruciati

Vestiti H&M negli inceneritori bruciati



Alla fine dei giochi sembrano tutti contenti. Lo è la centrale elettrica di Vasteras che ha trovato una fonte di approvvigionamento alternativa al carbone e ai combustibili fossili. E lo è H&M, multinazionale dell'abbigliamento low cost che vede smaltiti i capi inutilizzabili. Succede in Svezia dove gli scarti tra magliette, gonne e pantaloni sono adesso impiegati per produrre energia elettrica pulita. In che modo? Bruciandoli nell'inceneritore. Provando a dare qualche numero, a oggi, sono state bruciate 15 tonnellate di vestiti, insieme ad altre 400.000 tonnellate di rifiuti vari raccolti nel paese o importati dal Regno Unito. Numeri che riflettono l'avvio concreto di un nuovo percorso, tutto basato sulla combustione di legno riciclato e rifiuti, comprese i vestiti con il marchio H&M.

Vestiti H&M per produrre energia: perché?

Tutto nasce dall'esigenza di fornire energia elettrica alle circa 150.000 case di questo centro che si trova a un centinaio di chilometri a nord della città di Stoccolma. A distanza di 50 anni dalla sua attivazione, si pone adesso il problema di come produrre energia pulita per evitare di rimanere ancorata all'utilizzo del carbone. Il Paese scandinavo è infatti un convinto sostenitore della tutela ambientali e tra i suoi programmi c'è l'abbandono entro il 2020 delle fonti inquinanti o comunque delle non rinnovabili. E la scommessa della centrale elettrica di Vasteras passa appunto dal bruciare i vestiti inutilizzati dei magazzini della catena di abbigliamento H&M, diffusa anche in Italia. Come spiegato da Jens Neren, responsabile per l'approvvigionamento dei combustibili, questo materiale è semplicemente adatto allo scopo.

La posizione di H&M

Al contrario di quanto si possa apparentemente pensare, H&M ha accolto con favore questa iniziativa proprio perché si tratta di scarti di lavorazione sapientemente riciclati. Ma con una raccomandazione: l'attenzione che gli abiti contaminati da muffe o non conformi ai parametri sul trattamento chimico dei tessuti siano distrutti. Viene allora da chiedersi quale sarebbe l'impatto se anche altre aziende di abbigliamento consegnassero i loro scarti, se non diversamente utilizzabili. Per rendere la Svezia così come qualsiasi altro Paese, più ecosostenibile, serve anche altro e altri. L'impianto di Vasteras è stato formalmente convertito da generazione a petrolio e carbone ed è destinato a diventare una struttura senza combustibile fossile entro poco più di due anni. Il precedente è stato creato e ora staremo a vedere se scatterà l'effetto contagio.

In questo contesto di attenzione per le emissioni inquinati, di cui il Paese svedese vuole farsi capofila della Scandinavia e dell'Europa del nord, a detta dell'Epa (Environmental Protection Agency ovvero l'agenzia statunitense per la protezione ambientale), la maggior parte delle cose bruciate nei processi termici, come la carta, il cibo, il legno e altri oggetti cose creati dalla biomassa, rilasciano l'anidride carbonica incorporata nel tempo, come parte del ciclo naturale del carbonio della Terra.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il