Dopo 22 anni di carcere, scoperto innocente grazie ad indagini della madre

L'accusa, palesemente falsa, era quella, infamante, di omicidio. La giustizia terrena ha inteso riconoscere l'errore solo dopo ventidue anni. Anni che Christopher Tapp ha trascorso in carcere

L’ennesima storia, e che storia, di malagiustizia questa volta arriva dagli Stati Uniti d’America. Dallo stato dell’Idaho per la precisione. Dove solo l’amore infinito e potente di una madre in cerca di verità ha salvato la vita al presunto assassino della figlia. Una vicenda intricata, che ha dell’incredibile e che per Christopher Tapp, si è risolta solo dopo un calvario durato ventidue anni. Anni trascorsi in cella per un’accusa infamante, omicidio, che era palesemente falsa, ma che la giustizia terrena ha inteso riconoscere tale solo a distanza di ventidue anni. L’uomo, oggi quarantaduenne, che all’epoca dei fatti aveva appena venti anni, deve ringraziare la madre della vittima, una ragazza di nome Angie Dodge trovata senza vita il 13 giugno del 1996 trafitta da alcune coltellate nella sua abitazione a Falls. Sono state infatti le indagini condotte in maniera privata dalla donna a svelare il tremendo errore della giustizia. E a restituire la libertà a Christopher Tapp.

Decisive le indagini della madre

Proprio grazie alle indagini condotte in maniera privata dalla madre, la verità è venuta a galla e Christopher ha potuto riassaporare il gusto della libertà dopo ventidue anni trascorsi in cella con la consapevolezza di essere innocente. Un destino tragico, che sembrava ormai segnato se non fosse stato per il coraggio di Carol, la madre di Angie Dodge, la ragazza assassinata con una coltellata la sera del 13 giugno 1996. La tragedia scuote la comunità di Falls, un piccolo paesino dello stato americano dell’Idaho anche perché sul corpo della ragazza vengono trovati i segni di una violenza sessuale.

Il caso diventa subito scottante e gli inquirenti impiegano circa un anno per arrestare uno stupratore armato di coltello che potrebbe essere lo stesso uomo che ha accoltellato la giovane Angie. Per verificare le eventuali attinente gli agenti convocano Christopher Tapp in qualità di amico della vittima per capire se, anche secondo lui, può essere la pista giusta. Ma questa mossa, che sorprende Christopher al punto da non consentirgli di rendere una deposizione serena, sarebbe coincisa con l’inizio del calvario per l’uomo.

Le sue indecisioni insospettiscono gli inquirenti e da testimone, ben presto Christopher diventa l’unico indiziato. Viene arrestato immediatamente e nonostante il test del Dna dica che non è stato lui l’autore della violenza sessuale, per il giovane, allora ventenne, si apriranno le porte del carcere. Fine pena, mai.

Scoperto innocente dopo 22 anni di carcere

Una sentenza che non poteva saziare la sete di giustizia di Carola, la madre della ragazza uccisa e stuprata. Era evidente che l’assassino della figlia era ancora in circolazione e dunque non restava che condurre le indagini privatamente per scardinare la versione dei fatti totalmente infondata che aveva inchiodato all’ergastolo l’incolpevole Christopher Tapp e giungere alla verità provata dai fatti. Nel 2014 la donna riesce finalmente a far valere la prova del Dna che era stata trascurata in maniera davvero incredibile dal tribunale in virtù della confessione dell’uomo. Ma nonostante questo sul capo di Tapp pende ancora l’accusa di omicidio, sebbene il movente della violenza sessuale fosse chiaramente infondato. La madre di Angie non si è arresa e dopo aver assoldato un esperto di genealogia è riuscita ad inchiodare il vero colpevole. Un uomo che, all’epoca dei fatti, abitava davanti alla casa di Angie e che non ha esitato a confessare, a distanza di ventidue anni, appena la polizia ha bussato alla sua porta.