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A che età si può incominciare a lavorare in base alla legge?

Età minima per lavorare in Italia e obblighi scolastici. Tutele previste per i minori e le normative specifiche sul lavoro.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
e aggiornato con informazioni attualizzate il
A che età si può incominciare a lavorare

Qual è l'età minima per iniziare a lavorare secondo la legge?

L'età minima per iniziare a lavorare in Italia è 16 anni, dopo aver completato la scuola dell'obbligo. Tuttavia, dai 14 anni è possibile svolgere lavori leggeri con specifiche restrizioni, come stabilito dalle normative per la tutela dei minori.

La normativa italiana stabilisce restrizioni precise sull'età minima per il lavoro con l'obiettivo di garantire la sicurezza e il benessere dei giovani. Con l'aumento dell'età minima e l'obbligatorietà dell'istruzione, l'accesso al mondo del lavoro è attentamente regolato. Tuttavia, esistono eccezioni che consentono ai minorenni di lavorare in condizioni particolari, come attraverso contratti di apprendistato e in alcuni settori specifici. 

Età minima per lavorare in Italia

In Italia, l'età minima per accedere legalmente al lavoro è fissata a 16 anni. Questo limite è correlato al completamento dell'istruzione obbligatoria di dieci anni. Tuttavia, esistono deroghe specifiche che consentono ai giovani di iniziare a lavorare prima, in particolari condizioni contrattuali e settori.

Normativa di riferimento 2024

La normativa di riferimento per l'età minima lavorativa in Italia è principalmente rappresentata dalla legge 977/1967 e dal d.lgs. 345/1999. Queste leggi stabiliscono che i giovani possono iniziare a lavorare a 16 anni, purché abbiano completato l'istruzione obbligatoria. Nel corso degli anni, la normativa è stata aggiornata per garantire una maggiore tutela dei diritti dei minori. 

Queste normative prevedono anche specifiche misure per ambienti lavorativi sicuri per i minorenni, vietando lavori che possano compromettere la loro salute o che richiedano lavoro notturno, salvo eccezioni specifiche come attività culturali o artistiche. Inoltre, la legge prevede eccezioni mediante il Contratto di Apprendistato, consentendo ai giovani di iniziare a lavorare con una formazione professionale integrata. Questo contratto è ben definito dal decreto legislativo 81/2015, che regola le particolari condizioni per sottoetà.

L'applicazione di queste normative viene supervisionata dall'Ispettorato del Lavoro, per garantire che i datori di lavoro rispettino tutte le disposizioni previste per la tutela dei lavoratori minorenni. 

Requisiti di età e istruzione

I requisiti per accedere al lavoro in Italia sono strettamente legati sia all'età del candidato sia al suo percorso educativo. Innanzitutto, il giovane deve aver raggiunto i 16 anni di età e aver completato la scuola dell'obbligo, che in Italia si estende per dieci anni. Questo periodo comprende cinque anni di scuola primaria e tre di scuola secondaria di primo grado, seguiti da almeno due anni di scuola superiore.

In specifiche circostanze, i giovani che non hanno ancora compiuto 16 anni possono comunque intraprendere esperienze lavorative. Se hanno completato i dieci anni di istruzione obbligatoria, possono essere coinvolti in percorsi di apprendistato, regolamentati dal decreto legislativo 81/2015, che combinano istruzione e formazione professionale. Durante questo apprendimento, il minore non solo acquisisce competenze pratiche ma continua a ricevere una formazione scolastica, garantendo un'istruzione completa.

Anche i cittadini stranieri sono soggetti agli stessi requisiti, e il percorso educativo seguito nel loro paese deve essere equivalente a quello italiano per garantire l'accesso al lavoro. Inoltre, per lavori che coinvolgono attività artistiche, culturali o sportive, è possibile impiegare minori di 16 anni, ma solo con autorizzazione da parte dell'Ispettorato del Lavoro e consenso dei genitori.

Categorie di lavoratori minorenni

Esistono due categorie principali di lavoratori minorenni in Italia: bambini, sotto i 15 anni e ancora soggetti all'obbligo scolastico, e adolescenti, di età compresa tra 15 e 18 anni. Ogni categoria è soggetta a specifiche restrizioni e deroghe previste dalla normativa vigente.

Bambini (sotto i 15 anni)

I bambini sotto i 15 anni di età sono generalmente esclusi dal mondo del lavoro, con eccezioni limitate e regolamentate. In alcuni settori specifici, come quello artistico, culturale, sportivo o pubblicitario, è possibile impiegare bambini, purché vengano rispettate le tutele legali necessarie. Queste attività, tuttavia, richiedono l'autorizzazione preventiva sia dell'Ispettorato del Lavoro sia dei genitori o tutori legali, garantendo che il lavoro non comprometta lo sviluppo psicofisico del minore o interferisca con l'istruzione obbligatoria.

Per ogni attività consentita a questa categoria, è fondamentale che vengano rispettati rigidi standard di sicurezza e che il lavoro non esponga i bambini a rischi fisici o ambientali. I datori di lavoro sono obbligati a garantire un ambiente sicuro e ad adattare le mansioni al livello di maturità del minore.

Inoltre, la legge impone che le attività lavorative per i bambini non siano tali da compromettere la loro capacità di partecipare alla vita scolastica e formativa o attività di orientamento. In caso di impiego, è obbligatorio garantire adeguate pause e limitarne l'orario secondo quanto stabilito dalle normative vigenti per evitare sovraccarichi o stress eccessivi.

Adolescenti (15-18 anni)

Gli adolescenti di età compresa tra 15 e 18 anni possono entrare nel mercato del lavoro sotto determinate condizioni stabilite dalla legge. Una volta compiuta l'età di 15 anni, possono essere impiegati in lavori temporanei o stagionali, purché si rispetti il limite massimo di ore lavorative giornaliere e settimanali. La normativa italiana vieta loro di lavorare più di 8 ore al giorno o 40 ore a settimana.

Per quanto riguarda la protezione legale, è obbligatorio che i datori di lavoro garantiscano condizioni di lavoro sicure. Gli adolescenti non possono essere impiegati in attività che comportano rischi specifici per la loro salute o sicurezza, come l'esposizione a sostanze chimiche pericolose o ambienti di lavoro insalubri. Devono ricevere una formazione adeguata riguardante le pratiche di sicurezza e i potenziali pericoli associati al loro impiego.

In aggiunta, questi lavoratori minori possono intraprendere contratti di apprendistato che permettono loro di combinare l'istruzione con l'esperienza lavorativa. Tale contratto è particolarmente valorizzato, in quanto consente ai giovani di acquisire competenze professionali pratiche utili per il loro futuro inserimento nel mercato del lavoro.

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