A quale banca o a Poste Italiane conviene cedere credito bonus 110%

Il ventaglio delle opportunità per la cessione del credito 110% è quindi molto ampio e l'attenzione deve essere rivolta all'individuazione della proposta più interessante.

A quale banca o a Poste Italiane convien

A chi cedere credito bonus 110% tra banche e Poste?

La scelta della soggetto a cui cedere il credito tra banche e Poste, nell'ambito del bonus del 110% non è quindi scontata perché tiene in considerazione vari fattori. La proposta di Poste Italiane, ad esempio, si basa sul rimborso in una unica soluzione del 103%. Da parte sua, Banca Intesa propone il 90,91% del valore nominale del credito per il superbonus al 110% e l'80% del valore nominale del credito per ecobonus, sismabonus, ristrutturazione edilizia, bonus facciate. Ma ci sono anche altre opzioni.

Tempo di scelte per chi intende fruire del bonus 110% per i lavori di ristrutturazione casa per il miglioramento dell'efficienza energetica. Fino al 31 dicembre 2021 resta infatti in piede la possibilità di fruire di questo maxi sconto anche attraverso la formula della cessione del credito. Anche alle banche, a Poste italiane o comunque a intermediari finanziari abilitati.

A titolo di completezza, ricordiamo che la medesima operazione può essere disposta sia con i fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione degli interventi ovvero con l'impresa incaricata di eseguire i lavori e sia ad altri soggetti da coinvolgere tra esercenti attività di lavoro autonomo o d'impresa, società, enti e persone fisiche.

Ecco che l'operazione da fare è scegliere la soluzione migliore ovvero quella che più si adatta alla personale esigenze. In prima battuta occorre però fare un passo indietro e fare presente che l'opzione può essere esercitata relativamente alle detrazioni spettanti per le spese per gli interventi di recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti e riqualificazione energetica rientranti nell'ecobonus.

Ma anche per l'adozione di misure antisismiche rientranti nel sismabonus e per il recupero del patrimonio edilizio. Infine, semaforo verde pure per l'installazione di colonnine per la ricarica di auto elettriche e l'installazione di impianti fotovoltaici.

Il ventaglio delle opportunità è quindi molto ampio e l'attenzione deve essere rivolta all'individuazione della proposta più interessante, ben sapendo che altre opportunità potrebbero aggiungersi nelle prossime settimane. Vediamo quindi

  • A chi cedere credito bonus 110% tra banche e Poste
  • Allargamento della cessione del bonus 110% casa

A chi cedere credito bonus 110% tra banche e Poste

La scelta del soggetto a cui cedere il credito tra banche e Poste, nell'ambito del bonus del 110% non è quindi scontata perché tiene in considerazione vari fattori. La proposta di Poste Italiane, ad esempio, si basa sul rimborso in una unica soluzione del 103%.

Da parte sua, Banca Intesa propone il 90,91% del valore nominale del credito per il superbonus al 110% e l'80% del valore nominale del credito per ecobonus, sismabonus, ristrutturazione edilizia, bonus facciate.

Ma potremmo ricordare anche le tre offerte di Unicredit: 102 euro per ogni 110 euro di credito fiscale acquistato per le persone fisiche e i condomini, 100 euro per ogni 110 euro di credito fiscale acquistato per le imprese, 78 euro per ogni 100 euro di credito fiscale acquistato non riferito al superbonus al 110%

Allargamento della cessione del bonus 110% casa

La normativa sulla cessione del bonus 110% casa contenuta nel decreto Rilancio e a più ripresa chiarita dall'Agenzia delle entrate si arricchisce costantemente di nuovi passaggi. Pensiamo ad esempio all'incluso del familiare convivente del possessore o detentore dell'immobile sul quale sono effettuati i lavori.

Può fruire di questa agevolazione fiscale a patto che abbia sostenuto le spese richieste e che, al momento in cui iniziano i lavori ovvero del sostenimento dei costi per la detrazione, se antecedente all'avvio dei lavori, esista la convivenza.

Quest'ultima non va dichiarata a parola, ma va dimostrata con una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, nell'unità immobiliare su cui fare i lavoro, che può essere anche diversa da quella destinata alla prima casa. Ma devono in ogni caso essere a disposizione. In questo contesto, il via libera è ammesso per i condomini per interventi sulle parti comuni e le persone fisiche, al di fuori dell'esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari.

Stessa cosa per gli Istituti autonomi case popolari e le cooperative di abitazione a proprietà. Possono usufruire della cessione del bonus anche le organizzazioni non lucrative di utilità sociale, le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale così come associazioni e società sportive dilettantistiche per i lavori sugli spogliatoi.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il