Accompagnamento per malati psichici viene riconosciuto o no. Tutti i casi 2022 previsti per leggi in vigore

L'indennità di accompagnamento è concessa ai cittadini nei cui confronti sia stata accertata una inabilità totale per affezioni fisiche o psichiche.

Accompagnamento per malati psichici vien

Malati psichici possono ricevere l'indennità di accompagnamento?

L'indennità di accompagnamento spetta anche al malato psichico che sia in grado di camminare, mangiare e lavarsi da solo, se non ha la capacità di organizzarsi autonomamente per la sopravvivenza.

L'indennità di accompagnamento rappresenta uno strumento di sostegno economico per chi si trova in una situazione di evidente difficoltà. Rispetto ad altri aiuti presenti nel nostro ordinamento, si caratterizza per l'azzeramento dei requisiti legati al reddito e all'età.

In buona sostanza, nel caso in cui siano rispettare le condizioni di salute richieste, ecco che scatta l'indennità, previa naturalmente richiesta dell'interessato. L'importo varia - seppur di poco - di anno in anno e si aggira intorno a 500 euro al mese, ma l'aspetto che ci interessa adesso approfondire riguarda i destinatari di questa misura.

Più precisamente, possono accedere solo coloro che sono alle prese con difficoltà di carattere fisico oppure anche chi è affetto da malattie mentali. Approfondiamo tutto in questo articolo, anche grazie alle sentenze dei giudici della Corte di Cassazione che hanno delimitato il perimetro di applicazione della misura:

  • Malati psichici possono ricevere l'indennità di accompagnamento o no
  • Casi 2022 indennità di accompagnamento per malati mentali

Malati psichici possono ricevere l'indennità di accompagnamento o no

L'indennità di accompagnamento spetta anche ai malati psichici. I requisiti richiesti per sono l'impossibilità a deambulare senza aiuto permanente di un accompagnatore e l'incapacità a compiere gli atti quotidiani della vita senza continua assistenza. Tuttavia una eventuale interdizione non dà diritto in automatico al ricevimento di questa misura economica se il richiedente è in grado di compiere gli atti essenziali della vita quotidiana

Diventa quindi indispensabile precisare che per atti quotidiani si intendono quelle azioni elementari che espleta quotidianamente un soggetto normale di corrispondente età e che rendono il minorato che non è in grado di compierle, bisognevole di assistenza. Non solo legate a funzioni lavorative, tese al soddisfacimento di quel minimo di esigenze medie di vita rapportabili a un individuo normale di età corrispondente.

Per capacità di deambulare in autonomia si fa riferimento alla funzione complessa che comporta il regolare sviluppo e la sufficienza di apparati e sistemi anatomo-funzionali diversi che vi partecipano in rapporto alla integrità delle singole parti e alle loro possibilità di coordinamento.

La Cassazione ha quindi parlato chiaro rispetto all'applicazione di questa misura economica: l'indennità di accompagnamento spetta anche al malato psichico che sia in grado di camminare, mangiare e lavarsi da solo, se non ha la capacità di organizzarsi autonomamente per la sopravvivenza.

Per ricevere l'indennità di accompagnamento non è necessario essere disoccupati ed è ammessa la compatibilità con una residua capacità lavorativa. Sempre per i giudici della Cassazione, è legittimo l'avviamento per l'assunzione obbligatoria di soggetto affetto da minorazioni psichiche per il quale sia stata accertata la sussistenza di una residuale capacita lavorativa e la possibilità di svolgere determinate mansioni sussistenti in astratto all'azienda.

Casi 2022 indennità di accompagnamento per malati mentali

L'indennità di accompagnamento è concessa ai cittadini nei cui confronti sia stata accertata una inabilità totale per affezioni fisiche o psichiche e che si trovino nella impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore o, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, abbisognano di una assistenza continua.

Come spiegato dalla Corte di Cassazione, la totale inabilità non va intesa come assoluta incapacità di attendere a un lavoro ma quale situazione che comporti gravissimi condizionamenti, per cui spetta anche ai soggetti che pur non essendo in grado di deambulare autonomamente possano tuttavia, in quanto dotati di adeguata capacità psichica, svolgere un'attività lavorativa, anche al di fuori del proprio domicilio.

In pratica la persona totalmente inabile è quella totalmente incapace di svolgere un'attività lavorativa generica e non quella totalmente incapace di qualsiasi attività lavorativa.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il