Affitto casa 2020, leggi in vigore

Tipologie di contratti in vigore, spese da pagare, imposte, bonus e detrazioni fiscali di cui si può usufruire: tutto quello che c’è da sapere per affitto casa 2020

Affitto casa 2020, leggi in vigore

Quali sono le leggi in vigore per affitto casa 2020?

Le leggi in vigore per affitto casa 2020 sono diverse tra regole relative a contratti che si possono stipulare, a bonus di cui possono usufruire gli inquilini, a spese e imposte da pagare.

 

Oggi nel nostro Paese sono tantissime le persone che vivono in affitto: complice la difficoltà crescente ad ottenere mutui, singole persone e famiglie spesso decidono di rinunciare alla richiesta del mutuo e prendere una casa in affitto. Secondo le ultime notizie, in Italia, il 18,7% delle famiglie paga l’affitto per la casa in cui vive. E’ bene sapere che anche per l’affitto di una casa sono previsti diversi costi e oneri che incidono molto sul bilancio familiare. Vediamo, dunque, quali sono le leggi in vigore 2020 per affitto casa.

  • Affitto casa 2020: leggi per registrazione contratto e tasse previste
  • Detrazioni affitto casa 2020: quali sono
  • Affitto casa 2020 con contratto canone libero o concordato: come funziona
  • Cedolare secca per affitto casa 2020: come funziona
  • Bonus ristrutturazioni casa e altri bonus per chi affitta casa 2020
  • Bonus mobili ed elettrodomestici per chi affitta casa 2020
  • Detrazioni fiscali ecobonus per affitto casa 2020
  • Spese condominiali per chi affitta casa 2020
  • Affitto casa 2020: regole per pagamento Imu, Tasi e Tari

Affitto casa 2020: registrazione contratto e tasse da pagare

Un contratto per affittare casa 2020 deve essere, come previsto dalla legge, regolarmente registrato. In particolare, è previsto che i contratti di affitto di durata superiore ai 30 giorni siano registrati presso l’Agenzia delle Entrate da proprietario o inquilino entro i 30 giorni successivi alla data della stipula dello stesso contratto, riportando tutte le informazioni di proprietario e affittuario e tutti i dati catastali della casa.

E’ possibile procedere alla registrazione del contratto di affitto sia in maniera cartacea presentandosi personalmente presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate, sia in maniera telematica sul sito online delle Entrate, sia tramite intermediario abilitato.

Per la registrazione del contratto di affitto bisogna pagare:

  • imposta di registro, che dipende dall’immobile locato e per gli immobili in affitto per uso abitativo è del 2% del canone annuo, moltiplicato per le annualità del contratto;
  • imposta di bollo, di 16 euro ogni 4 facciate scritte del contratto da registrare e, comunque, ogni 100 righe.

Detrazioni affitto casa 2020: quali sono

Sono diverse le detrazioni previste per chi affitta una casa 2020: chi ha una casa in affitto 2020 ha diritto, infatti, ad una detrazione del 19% sulle spese sostenute nel corso del 2019 per i canoni di affitto. I contribuenti che vivono in affitto possono indicare le spese da portare in detrazione nel rigo E71-E72 del Modello 730 per la dichiarazione dei redditi.

Per inquilini a basso reddito che affittano casa adibita ad abitazione principale a canone concordato è prevista una detrazione Irpef di:

  • 300 euro, se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro;
  • 150 euro, se il reddito complessivo è superiore a 15.493,71 euro e compreso entro i 30.987,41 euro.

Per chi ha un’età compresa tra 20 e 30 anni che affitta una casa è possibile portare in detrazione fino a 991,60 euro per i primi 3 anni di affitto, solo se si soddisfano, però, particolari condizioni che sono:

  • la casa deve essere adibita ad abitazione principale;
  • la casa deve essere diversa dall’abitazione principale dei genitori;
  • il reddito imponibile dell’affittuario deve inferiore a 15.493,71 euro.

Nel caso di affitto con cedolare secca, le detrazioni previste sono di:

  • 495,80 euro, se il reddito dell’inquilino è fino ai 15.493,71 euro;
  • 247,90 euro, per redditi tra 15.493,72 e 30.987,41 euro.

Sono previste, poi, particolari detrazioni fiscali per l’affitto casa 2020 di studenti fuori sede. Stando alle leggi in vigore, infatti, è prevista una detrazione fiscale Irpef pari al 19% su un importo massimo detraibile di 2.633 euro per tutti i giovani studenti fuori sede.

Per poter beneficiare della detrazione fiscale per affitto 2020 per studenti fuori sede è necessario che l’Università frequentata si trovi in un Comune diverso da quello di residenza, distante da quest’ultimo almeno 100 chilometri o in una provincia diversa.


Affitto casa 2020 con contratto canone libero o concordato: come funziona

L’affitto casa prevede ancora la possibilità di scegliere tra affitto 2020 a canone libero o a canone concordato. L’affitto a canone libero prevede solitamente una durata di 4+4 rinnovabili alla scadenza in maniera automatica se inquilino e proprietario non danno alcuna disdetta anticipata.

L’affitto a canone concordato prevede, invece, una durata di tre anni più due anni di rinnovo automatico se entro il termine dei primi tre anni non viene data disdetta nei tempi previsti da proprietario o inquilino. Il costo del canone di locazione nel caso di affitto casa con canone concordato viene stabilito da Comuni e associazioni per inquilini e proprietari ed è solitamente più basso di quelli di mercato.

Cedolare secca per affitto casa 2020: come funziona

Per l’affitto casa 2020 anche per il prossimo anno si potrà applicare il regime della cedolare secca senza alcun cambiamento come paventato. Nessun aumento dell’aliquota della cedolare dal 10% al 12,5% per i contratti a canone concordato (3+2 e rispettando le condizioni contrattuali stabilite a livello locale). L’aliquota della cedolare secca resta, dunque, al:

  • 10% per contratti a canone concordato (3+2);
  • 21% per i contratti a canone libero (4+4)

La cedolare secca permette di riunire in un’unica imposta:

  • Irpef;
  • addizionale comunale e regionale;
  • imposta di registro;
  • imposta di bollo.

Quando si sceglie la cedolare secca, è bene che sia proprietari sia inquilini sappiano che il prezzo del canone di locazione che viene stabilito non può essere modificato nel corso del tempo, nemmeno per adeguamento ai valori Istat. Ciò significa che con la cedolare secca il costo del canone di affitto 2020 resta sempre lo stesso.

Bonus ristrutturazioni casa per chi affitta casa 2020

Chi affitta una casa anche per il 2020 può usufruire del bonus ristrutturazioni casa, prorogato ancora dalla Legge di Bilancio 2020 e che prevede detrazioni Irpef del 50% su lavori di ristrutturazione edilizia fino a un limite di spesa di 96mila euro.

Le detrazioni fiscali valgono, infatti, non solo per i proprietari di casa ma per tutti i contribuenti che versano le imposte sui redditi, residenti o non residenti in Italia, che sostengono le spese di ristrutturazione della casa e che possono essere inquilini come anche comodatari o titolari di un diritto reale di godimento, come uso, usufrutto, abitazione o superficie, soci di cooperative divise e indivise o imprenditori individuali. Insieme al bonus ristrutturazioni casa, chi affitta casa nel 2020 può usufruire anche di altri bonus come sismabonus o bonus caldaie, a condizione di dimostrare di aver sostenuto le relative spese con strumenti di pagamento tracciabili, come bonifici, bancomat, carte di credito.


Bonus mobili ed elettrodomestici 2020 per chi affitta casa

Chi ha una casa in affitto anche il prossimo anno può usufruire di bonus mobili ed elettrodomestici nel caso in cui decida di ristrutturare casa. Il bonus mobili ed elettrodomestici, che come quello per le ristrutturazioni edilizie vale sia per proprietari che per inquilini e comodatari, usufruttari, ecc, prevede una detrazione Irpef al 50% per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni). La detrazione vale su una spesa massima di 10mila euro e viene divisa dieci quote annuali di pari importo

Ecobonus per chi affitta casa 2020: regole

Gli inquilini che affittano casa possono nel 2020 usufruire anche delle detrazioni fiscali al 65% e al 50% previste dall’ecobonus per lavori volti a migliorare l’efficienza energetica di casa. Anche in questo caso, come per bonus ristrutturazioni casa, bonus mobili ed elettrodomestici, il bonus viene erogato in dichiarazione dei redditi in 10 rate annuali di pari importo.

L’ecobonus vale per:

  • proprietari, inquilini, condomini per gli interventi sulle parti comuni, inquilini, chi ha un immobile in comodato, familiari o conviventi che sostengono le spese;
  • contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali);
  • associazioni tra professionisti;
  • enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.

Spese condominiali per chi affitta casa 2020

Chi affitta una casa anche nel 2020 sarà soggetto al pagamento delle spese condominiali relative alla manutenzione ordinaria. Stando, infatti, alle leggi in vigore, tocca all’inquilino pagare per una lunga serie di spese condominiali che, tra le altre, prevedono:

  • manutenzione ordinaria e piccole riparazioni dell’ascensore;
  • manutenzione ordinaria dell'autoclave;
  • manutenzione ordinaria dell’impianto comune di illuminazione e di suoneria e allarme;
  • manutenzione ordinaria dei citofoni e videocitofoni e impianti di videosorveglianza;
  • manutenzione ordinaria degli impianti di riscaldamento;
  • lettura dei contatori;
  • manutenzione ordinaria della rete di fognatura, compresa la disostruzione dei condotti e pozzetti;
  • manutenzione ordinaria di pareti, corrimano, ringhiere di scale e locali comuni;
  • spese per le pulizie appaltate a ditta.

All'inquilino spetta il pagamento di alcune spese relative anche all’appartamento, se dovute, come eventuale tinteggiatura di pareti, o sostituzione di vetri, o manutenzione ordinaria dell’impianto di riscaldamento e condizionamento.

Affitto casa 2020: regole per pagamento Imu, Tasi e Tari

Per quanto riguarda i pagamenti delle imposte sugli immobili, è bene spiegare che chi affitta casa non deve pagare l’Imu, imposta su possesso degli immobili, che è sempre e unicamente a carico del proprietario, ma è tenuto al pagamento di Tasi sui servizi indivisibili comunali e Tari sui rifiuti. Gli inquilini, dunque, pagano in ogni caso e in misura intera sia la Tasi (quando dovuta) sui la Tari ma non l’Imu.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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