Affitto troppo basso, si rischiano controlli Agenzia Entrate? Tutti i casi 2021 secondo norme in vigore

Diversi i casi in cui possono scattare controlli fiscali per affitti troppo bassi: quali sono in particolare e cosa prevedono norme in vigore

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Si possono rischiare controlli da Agenzia delle Entrate per affitti troppo bassi?

Stando a quanto previsto dalle norme in vigore, i controlli fiscali da parte dell’Agenzia delle Entrate per affitti troppo bassi si rischiano o solo nel caso in cui l’inquilino della casa in affitto denuncia, previa presentazione di documenti prova, di pagare un importo di affitto più alto rispetto a quello effettivamente dichiarato nel contratto, o se emergono incongruenze tra prezzi medi praticati in specifiche zone e quello applicato dal singolo proprietario di casa.
 

Si rischiano controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate per canoni di affitto troppo bassi? Quando si stipula un contratto di affitto, proprietario di casa e inquilino pattuiscono l’importo del canone di locazione che l’inquilino deve regolarmente versare al proprietario e che si definisce in base a criteri precisi secondo zone, andamento di mercato, tipo di immobile, grandezza, ecc. 

Spesso si applicano prezzi di affitto più alto rispetto alla media di una singola e specifica zona, spesso, però, si applicano anche prezzi di affitto anche molto più bassi rispetto a quelli applicati nella zona e si tratta di casi che possono risultare decisamente dubbi agli occhi del fisco. Vediamo allora quali sono i casi in cui potrebbero scattare controlli da parte delle Entrate per affitti troppo bassi.

  • Quando si rischiano controlli dall’Agenzia delle Entrate per affitti troppo bassi
  • Affitti troppo bassi cosa prevedono norme in vigore


Quando si rischiano controlli dall’Agenzia delle Entrate per affitti troppo bassi

Stando a quanto previsto dalle norme in vigore, se in una determinata zona di una città dovessero emergere affitti troppo bassi rispetto alla media dei costi richiesti in quella specifica zona, si rischiano accertamenti e controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate per evasione fiscale.

Secondo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, infatti, un affitto molto più basso rispetto alla media applicata nella stessa zona cittadina rappresenta un indizio sufficiente per avviare un’indagine fiscale nei confronti del proprietario di casa e spetta a lui poi giustificare e fornire documentazione valida della regolarità dell’affitto e che non sussista alcun problema con il Fisco.
 
L’evasione fiscale non sussiste, infatti, solo quando si affitta una casa in nero, non stipulando cioè e registrando all’Agenzia delle Entrate relativo contratto di affitto e pagandone regolarmente le tasse previste, ma anche quando si dichiara un canone di affitto più basso rispetto a quello effettivamente percepito.

Non è raro, infatti, che proprietari di casa riportino sui contratti di affitto importi del canone di locazione facendosi dare una differenza ulteriore in contanti. Possono, infatti, esserci casi di contratti di locazione a 500 euro ma sono in realtà 700 quelli effettivamente pagati ai proprietari di casa.

La maggiorazione, in tal caso, è comunque un provente in nero e costituisce un illecito, per cui l’Agenzia delle Entrate può avviare un accertamento fiscale nei confronti del proprietario di casa. 

Nel caso di canone di affitto pagato in parte con strumenti tracciabili perché regolarmente registrato e in parte in nero, il proprietario di casa ci guadagna perché percepisce maggiori entrare a fronte di tasse inferiori da pagare perché calcolate sull’importo più basso dichiarato. 

Se, però, il canone di affitto troppo basso che il proprietario di casa percepisce è solo frutto di un calcolo di tanto tempo fa o errato, non resta che adeguarsi ai prezzi di mercato per evitare problemi con il Fisco.

Affitti troppo bassi cosa prevedono norme in vigore

Eventuali controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate per affitti troppo bassi potrebbero scattare a seguito di una denuncia diretta da parte dell’inquilino della casa in affitto che deve, però, sempre provare il fatto che, per esempio, l’importo del canone di locazione riportato sul contratto di affitto è inferiore rispetto a quello che lui effettivamente paga, o per le nuove norme sulla locazione.

Stando, infatti, a quanto prevedono le norme in vigore sugli affitti, controlli fiscali per affitti troppo bassi potrebbero scattare nei seguenti casi:

  • nel caso di imposte dirette, se il valore del canone imponibile risulta inferiore al 10% del valore catastale;
  • nel caso dell'imposta di registro, se il canone d'affitto risulta inferiore al 10% del valore catastale.

Per valore dell'immobile si intende la rendita catastale rivalutata del 5% e moltiplicata per i coefficienti singoli fissati dalla legge per ogni immobile. In ogni caso è bene precisare che controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate per affitti troppo bassi non scattano mai per contratti di locazione a canone concordato.


 

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il