Agevolazioni per dipendenti pubblici per mutuo prima casa 2021. Elenco aggiornato

Acquistare la tua prima casa può essere un momento così eccitante e allo stesso tempo stressante. Ci sono tante cose da considerare, anche del caso dei dipendenti pubblici.

Agevolazioni per dipendenti pubblici per

Mutuo prima casa 2021, quali sono le agevolazioni per gli statali?

La principale agevolazione per dipendenti pubblici per mutuo prima casa 2021 è il cosiddette mutuo Inps. Si tratta della nuova formula del precedente mutuo Inpdap. Si tratta di un finanziamento ipotecario di importo massimo pari a 300.000 euro da restituire in 10, 15, 20, 25 o 30 anni.

L'appuntamento con l'acquisto di una nuova casa è tra i più importanti nella vita di un uomo. Anche nel 2021 che potrebbe rivelarsi un anno favorevole per la compravendita di immobili dopo un anno in chiaroscuro.

Tuttavia ci sono alcune categorie di lavoratori, come i dipendenti pubblici, che hanno maggiore facilità di accendere un mutuo. Per via della disponibilità di un reddito fisso e sicuro, quasi sempre associato a un contratto a tempo indeterminato, le banche sono più propense a concedere un prestito per l'acquisto di una casa.

Non solo, ma specificatamente per gli statali, il mercato offre specifiche facilitazioni per la sottoscrizione di un mutuo per la prima casa. Analizziamo in quadro della situazione:

  • Mutuo prima casa 2021, quali agevolazioni per statali
  • L'acquisto della prima casa per i dipendenti pubblici

Mutuo prima casa 2021, quali agevolazioni per statali

La principale agevolazione per dipendenti pubblici per mutuo prima casa 2021 è il cosiddette mutuo Inps.

Si tratta della nuova formula del precedente mutuo Inpdap, l'Istituto nazionale di previdenza e assistenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica assorbito negli scorsi anni dall'Istituto di previdenza. Destinatari di questa misura sono i dipendenti pubblici a tempo indeterminato, a cui aggiungere i pensionati iscritti da almeno tre anni alla Gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali.

In termini pratici si traduce in un finanziamento ipotecario di importo massimo pari a 300.000 euro da restituire in 10, 15, 20, 25 o 30 anni. Se il valore della casa rientra in questa cifra, il dipendente pubblico può di conseguenza farsi finanziare tutto l'importo. Il lavoratore statale può scegliere tra tasso fisso o variabile e conservano la possibilità di effettuare l'operazione di surroga.

Per la presentazione della richiesta occorre compilare il modulo apposito, mostrare la busta paga ed esibire il certificato medico che confermi la buona salute del richiedente.

In seconda battuta, segnaliamo le stesse proposte delle banche che con buona frequenza propongono condizioni facilitate per i dipendenti pubblici per l'accensione di un mutuo prima casa nel 2021.

L'acquisto della prima casa per i dipendenti pubblici

Acquistare la prima casa può essere un momento così eccitante e allo stesso tempo stressante. Ci sono così tante cose da considerare e il rischio è di provare la sensazione di sentirsi sopraffatto da un impegno finanziario così grande.

Anche nel caso dei dipendenti pubblici che, per definizione, hanno la certezza di uno stipendio sicuro. La ricerca è fondamentale per scegliere la proprietà giusta. Cose come la posizione, l'accessibilità economica e le differenti alternative a disposizione.

Allo stesso tempo è importante non farsi mai cogliere impreparati, a iniziare dall'attenta lettura del contratto di vendita. Si tratta del documento legale che stabilisce i termini e le condizioni concordate tra l'acquirente e il venditore.

Occorre invece concordare con la propria banca le condizioni della compravendita ovvero la scelta tra mutuo a tasso fisso e mutuo a tasso variabile. Nel primo caso il tasso di interesse non cambia fino a che non viene estinto il debito con l'istituto di credito che ha concesso il prestito. Il tasso di interesse varia invece alle condizioni del mercato.

Significa che i rimborsi possono cambiare nel corso della durata del prestito e, anzi, lo faranno senz'altro. Il tasso può aumentare o diminuire e potrebbe essere necessario essere pronti a effettuare rimborsi più elevati se il tasso sale o inferiori quando scende.

Gli acquirenti di case possono scegliere una combinazione di componenti fisse e variabili per il loro prestito che combina la flessibilità di un tasso di interesse variabile e la certezza di un tasso di interesse fisso. La scelta non è scontata e non c'è una soluzione migliore dell'altra.

Quando si tratta di acquistare una casa, stabilire un budget è molto importante. Sapere quanto è possibile prendere in prestito e quali saranno i rimborsi da effettuare è fondamentale per non sbagliare.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il