Agevolazioni per lavoratori che vogliono rientrare in Italia. Lista aggiornata 2021-2022

Incentivi fiscali e riduzione della base imponibile: quali sono le agevolazioni per lavoratori che vogliono rientrare in Italia

Agevolazioni per lavoratori che vogliono

Quali sono le agevolazioni per lavoratori che vogliono rientrare in Italia?

La lista aggiornata 2021-2021 delle agevolazioni previste per i lavoratori che vogliono rientrare in Italia comprende, nel dettaglio un aumento dal 50 al 70% della riduzione della base imponibile, l’estensione dell’agevolazione anche ai redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e ai redditi di impresa prodotti dai soggetti impatriati che avviano una attività di impresa in Italia, e una tassazione del 10% per i lavoratori che trasferiscano la residenza fiscale nelle Regioni del Centro-Sud d’Italia, come Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia.
 

Quali sono le agevolazioni per i lavoratori che vogliono rientrare in Italia? Negli ultimi anni, per evitare che il fenomeno della cosiddetta fuga dei cervelli dal nostro Paese potesse crescere, il governo è ricorso a incentivi per far rientrare i lavoratori dall’estero e impiegare le ‘nostre’ menti come risorse. Vediamo allora qual è la lista aggiornata 2021-2022 delle agevolazioni spettanti ai lavoratori che decidono di tornare in Italia.

  • Quali sono le agevolazioni per lavoratori che rientrano in Italia
  • Agevolazioni per lavoratori che rientrano in Italia condizioni previste

Quali sono le agevolazioni per lavoratori che rientrano in Italia

La lista aggiornata 2021-2021 delle agevolazioni previste per i lavoratori che vogliono rientrare in Italia comprende, nel dettaglio:

  • aumento dal 50 al 70% della riduzione della base imponibile;
  • estensione dell’agevolazione anche ai redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e ai redditi di impresa prodotti dai soggetti impatriati che avviano una attività di impresa in Italia.

Se il lavoratore che vuole rientrare in Italia decide di stabilire la propria residenza ina una regione del Mezzogiorno, tra Molise, Abruzzo, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, l’agevolazione relativa alla base imponibile sale al 90% e ciò significa che e il reddito prodotto in Italia concorre limitatamente al 10% della base imponibile per il calcolo delle imposte.

Le agevolazioni valgono per ulteriori cinque periodi di imposta sia per i lavoratori con almeno un figlio minorenne o a carico, anche in affido preadottivo, e sia per i lavoratori che diventano proprietari di almeno una casa in Italia, successivamente al trasferimento in Italia o nei dodici mesi precedenti al trasferimento.

In particolare, nei casi appena riportati, negli ulteriori cinque periodi di imposta, i redditi prodotti concorrono alla formazione del reddito imponibile per il 50% del loro ammontare e per i lavoratori che abbiano almeno tre figli minorenni o a carico, anche in affido preadottivo, i redditi agevolati prodotti, negli ulteriori cinque periodi di imposta, concorrono alla formazione del reddito imponibile solo per il 10%, risultando così detassati del 90%.

Altra agevolazione per i lavoratori che vogliono rientrare in Italia è quella che prevede che i redditi di lavoro dipendente di ricercatori o docenti residenti all’estero che vogliono svolgere la loro attività in Italia siano imponibili solo per il 10%.

L’agevolazione interessa docenti o ricercatori, sia italiani che stranieri, che abbiano un titolo di studio universitario equiparato (se conseguito all’estero deve essere riconosciuto) e che:

  • abbiano svolto all’estero attività di ricerca o docenza per almeno 2 anni continuativi presso centri di ricerca pubblici o privati o università e appositamente documentati,
  • siano stati non occasionalmente residenti all’estero;
  • svolgano attività di docenza e ricerca in Italia, dove acquisiscono la residenza fiscale. 

Agevolazioni per lavoratori che rientrano in Italia condizioni previste

Per usufruire delle agevolazioni per i lavoratori che vogliono rientrare in Italia è necessario soddisfare specifiche condizioni. In particolare, il lavoratore che vuole usufruire delle agevolazioni fiscali previste deve trasferire la residenza nel territorio italiano con conseguente iscrizione all’Aire, in modo che per il calcolo delle imposte sui redditi si considerino residenti le persone che per la maggior parte del periodo di imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza.

Per legge, sono considerate persone residenti in Italia le persone fisiche che trascorrono nel territorio dello Stato più di 183 giorni all’anno (184 giorni negli anni bisestili). Inoltre, per poter fruire delle agevolazioni, i lavoratori non devono essere residenti in Italia nei due periodi d’imposta precedenti il trasferimento, devono risiedere in Italia per almeno due anni e devono prestare il proprio lavoro prevalentemente in Italia. 





Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il