Aiuti e sostegni se si chiude attività commerciale. Lista aggiornata 2022

Alla ricerca delle agevolazioni economiche per chi i titolari di negozi, bar e attività che cessano di lavorare. Requisiti e importi.

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Chiusura attività commerciale, quali aiuti nel 2022?

A chi chiude definitivamente l'attività commerciale, che sia essa un negozio o un bar, ad esempio, spetta un sostegno economico da parte dell'Inps legato al possesso di alcuni requisiti. Con il decreto sostegni ter, il settore del commercio è quindi destinatario di specifiche agevolazioni.

Che si tratti di un negozio o di un bar, nel caso di chiusura dell'attività scattano i sostegni economico. O meglio, sono previsti aiuti nel caso di maturazione dei requisiti richiesti. Vediamo in dettaglio tra:

  • Chiusura attività commerciale, quali aiuti nel 2022

  • Altri sostegni per chi chiude negozi, bar e attività

Chiusura attività commerciale, quali aiuti nel 2022

A chi chiude definitivamente l'attività commerciale, che sia essa un negozio o un bar, ad esempio, spetta un sostegno economico da parte dell'Inps legato al possesso di alcuni requisiti.

In particolare, possono richiederlo gli iscritti alla Gestione commercianti che esercitano attività commerciale al minuto in sede fissa, anche abbinata ad attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, in qualità di titolari o coadiutori; attività commerciale su aree pubbliche, anche in forma itinerante, in qualità di titolari o coadiutori.

Semaforo verde anche per gli esercenti attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, in qualità di titolari o coadiutori; gli agenti e rappresentanti di commercio. L'importo del sostegno economico equivale al trattamento minimo di pensione previsto per gli iscritti alla Gestione speciale commercianti. Viene erogato dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda e fino a tutto il mese di compimento dell’età per la pensione di vecchiaia vigente nella Gestione commercianti.

Le condizioni richieste per accedere all'aiuto economico sono 3. Per prima cosa devono aver cessato definitivamente l'attività commerciale con tanto di consegna al Comune della licenza o dell'autorizzazione e richiedendo la cancellazione dal registro di appartenenza presso la Camera di commercio o dal Repertorio economico e amministrativo. Quindi al momento della domanda di indennizzo devono aver compiuto almeno 62 anni se uomini, o almeno 57 anni se donne.

Infine, al momento della cessazione dell'attività devono essere iscritti da almeno 5 anni nella Gestione speciale commercianti. Va da sé che l'indennizzo è incompatibile con lo svolgimento di qualsiasi attività di lavoro sia dipendente sia autonomo. Se avviata, deve essere comunicata all'Inps entro 30 giorni.

Altri sostegni per chi chiude negozi, bar e attività

Con il decreto sostegni ter, il settore del commercio è destinatario di specifiche agevolazioni. Innanzitutto un contributo a fondo perduto a favore delle imprese di commercio al dettaglio per le attività economiche con codice Ateco 47.19, 47.30, 47.43, 47.5 e 47.6, 47.71, 47.72, 47.75, 47.76, 47.77, 47.78, 47.79, 47.82, 47.89 e 47.99.

L'aiuto spetta alle imprese con un ammontare di ricavi riferito al 2019 non superiore a 2 milioni di euro, che hanno subito una riduzione del fatturato nel 2021 non inferiore al 30% rispetto al 2019.

La cifra è determinata in misura pari all'importo ottenuto applicando una percentuale pari alla differenza tra l'ammontare medio mensile dei ricavi relativi al periodo d’imposta 2021 e l'ammontare medio mensile dei medesimi ricavi riferiti al periodo d'imposta. Per essere più precisi, lo schema seguito è il seguente:

  • 60% con ricavi relativi al 2019 non superiori a 400.000 euro

  • 50% con ricavi relativi al 2019 superiori a 400.000 euro e fino a un milione di euro

  • 40% con ricavi relativi al 2019 superiori a un milione di euro e fino a 2 milioni di euro

Le imprese interessate devono presentare in via telematica la domanda al Ministero dello Sviluppo economico. Se le risorse stanziate di 200 milioni di euro non sono sufficienti a soddisfare tutte le imprese, il Mise riduce in modo proporzionale il contributo sulla base dei fondi disponibili e del numero di domande ammissibili pervenute, tenendo conto delle diverse fasce di ricavi.

Un'agevolazione a parte è quella che è stata riconosciuta ai titolari di partita Iva che, nel periodo della pandemia, hanno sospeso l'attività per almeno 100 giorni tra il primo gennaio e il 25 luglio 2021.

Per quanto riguarda i requisiti previsti per l'accesso all'aiuto, se l'attivazione della partita Iva è avvenuta prima del 23 luglio 2021, l'attività prevalente è quella del codice Ateco 2007 "93.29.10 – Discoteche, sale da ballo, night-club e simili". Se prima del 26 maggio 2021, l'attività prevalente svolta alla data del 26 maggio 2021 è una di quelle individuate dagli altri codici Ateco, così come individuato nello specifico decreto interministeriale.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il