Aiuti economici e bonus a negozi, bar e ristoranti. Ecco quali sono dopo Decreto Rilancio coronavirus

Tra gli aiuti ricordiamo i prestiti a fondo perduto, il credito d'imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro e quello per gli affitti, gli sconti in bolletta.

Aiuti economici e bonus a negozi, bar e

Se c'è una categoria profondamente danneggiata dall'emergenza coronavirus è stata quella di bar, ristoranti e negozi. Per via della chiusura forzata hanno interrotto improvvisamente l'attività azzerando i ricavi.

Al di là delle tempistiche di intervento, non sempre coincidenti con l'urgenza delle esigenze di chi esercita attività di piccola impresa, il governo ha previsto una serie di aiuti per accompagnare la ripresa. Pensiamo ad esempio ai prestiti garantiti dallo Stato fino a 25.000 euro con piano di ammortamento a due anni e restituzione a 6 anni e alle concessioni a fondo perduto.

Poi c'è la possibilità di sfruttare la maxi detrazione fino al 110% per lavori di ristrutturazione e di efficientamento energetico e il non meno importante credito d'imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro.

Ma c'è anche un altro credito d'imposta ben visto ed è quello gli affitti, senza dimenticare gli sconti in bolletta e la sospensione dei termini di versamento delle imposte. In tutti i casi ci sono requisiti ben precisi da possedere per accedere agli aiuti. Entriamo nei dettagli e vediamo

  • Negozi, bar e ristoranti, gli aiuti economici
  • Altri bonus nel decreto Rilancio per coronavirus

Negozi, bar e ristoranti, gli aiuti economici

Sul versante liquidità, la possibilità è duplice. Negozi, bar e ristoranti possono chiedere un prestito a fondo perduto con tre fasce di ristori: 20% per perdite entro la soglia di 400.000 euro di fatturato, 15% fino a 1 milione di euro e 10% fino a 5 milioni di euro. Oppure c'è il prestito garantiti dallo Stato fino a 25.000 euro.

Ecco quindi il credito d'imposta per gli affitti pari al 60% del canone mensile relativo ai mesi di marzo, aprile e maggio purché i ricavi non siano maggiori di 5 milioni di euro e il calo di fatturato sia di almeno il 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. 

Confermato il blocco dei versamenti Iva, Inail e Inps ovvero lo spostamento di questi adempimenti fiscale dal 30 giugno al 16 settembre e senza dimenticare la sospensione dell'Irap per le imprese e gli esercizi commerciali con ricavi fino a 250 milioni di euro. Approvato anche lo sconto sulla bolletta della luce per tre mesi.

Altri bonus nel decreto Rilancio per coronavirus

Doppia possibilità di fruizione del credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro. Il decreto Rilancio approvato dal governo permette infatti di seguire due strade per limitare l’impatto economico derivante dall’obbligo di adottare le misure necessarie per la prevenzione del contagio e la limitazione del rischio di diffusione del coronavirus negli ambienti di lavoro.

In prima battuta c’è bonus per favorire la riapertura delle attività economiche in sicurezza. Quindi c’è il rinnovo del credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di mascherine.

Nel primo caso è concesso nella misura del 60% fino a un massimo di 80.000 euro per beneficiario e può essere utilizzato anche per il rifacimento spogliatoi e mense, la realizzazione di spazi medici, la creazione di ingressi e spazi comuni, l’installazione di arredi di sicurezza. L’agevolazione può essere utilizzata in compensazione in 10 anni.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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