Aiuti 2019 per chi assiste un familiare malato. Quali sono disponibili

Di cosa si occupano coloro che assistono i familiari disabili e quali sono gli aiuti cui hanno accesso: informazioni e chiarimenti

Aiuti 2019 per chi assiste un familiare malato. Quali sono disponibili

Quali sono gli aiuti previsti per chi assiste un familiare malato?

Chi assiste un familiare malato, chiamato caregiver, pur non essendo per legge riconosciuto come figura gode di diversi aiuti come possibilità di congedo per due anni, detrazioni fiscali, riconoscimento dei contributi figurativi.
 

Chi assiste un familiare malato si chiama caregiver, ruolo non ancora riconosciuto dalla legge nazionale italiana che invece dovrebbe occuparsi di svolge attività di cura di un familiare malato o anziani. I cargiver possono beneficiare di diverse agevolazioni che gli permettono di prendersi cura del convivente malato nel miglior modo possibile.

I compiti di chi assiste un familiare malato possono essere molti, dall’assistenza diretta, come lavare e cambiare l’assistito, preparare il cibo seguendo le prescrizioni mediche ed eventualmente imboccarlo, somministrare i farmaci, alla sorveglianza passiva, controllare cioè il familiare malato costretto a letto o che possa essere causa situazioni di pericolo per sé o per gli altri.
Nonostante la figura del caregiver non sia ufficialmente per legge riconosciuta e tutelata sono doversi gli aiuti di cui può usufruire chi assiste un familiare malato come:

  1. congedo per gravi motivi familiari;
  2. detrazione fiscale del 19% per le spese di assistenza;
  3. aiuti ed eventuali agevolazioni previsti dalla Legge 104;
  4. riconoscimento contributi figurati.

Congedo per gravi motivi familiari

Chi assiste un familiare malato ha la possibilità di richiedere il congedo per gravi motivi familiari, che devono riguardare coniuge o l’altra parte dell’unione civile, figli, genitori, generi e nuore, suoceri, fratelli e sorelle anche non conviventi, portatori di handicap parenti o affini entro il terzo grado, valido per lavoratori dipendenti, pubblici o privati, della durata massima di due anni e può essere fruito anche in maniera frazionata. Questa tipologia di congedo, però, non è sempre retribuita ma si tratta di un periodo in cui comunque il lavoratore ha diritto a conservare il suo posto.
 
Tra i gravi motivi familiari per cui si può richiedere il congedo ci sono situazioni che comportano un impegno particolare del dipendente o della propria famiglia nella cura o nell’assistenza di familiari o situazioni di grave disagio personale, ad esclusione della malattia, nelle quali incorra il dipendente medesimo.
 
Il datore di lavoro può rifiutare la concessione del congedo per gravi motivi familiari. Durante il periodo di congedo per gravi motivi familiari, il dipendente conserva il posto di lavoro, non ha diritto alla retribuzione e non può svolgere alcun tipo di attività lavorativa.

Detrazione fiscale 19% per spese di assistenza

Chi assiste un familiare malato disabile o comunque una persona non autosufficiente ha diritto a una detrazione fiscale del 19% per le spese di assistenza fino a un massimo di 10.000 euro. L'agevolazione spetta anche a chi assiste un familiare di almeno 80 anni che sia un familiare entro il terzo grado di parentela, convivente da almeno 6 mesi, che abbia un Isee inferiore a 25.000 euro e a condizione che il familiare non abbia reddito.
I requisiti per beneficiare delle detrazioni sono:

  1. assistere un familiare malato, entro il terzo grado di parentela, che risulti convivente e di età pari o superiore agli ottant’anni;
  2. avere la certificazione dello stato di famiglia in cui risultino i nomi del familiare assistito e del soggetto che se ne prende cura;
  3. assenza di reddito o Isee del nucleo familiare inferiore ai 25000 euro anni;
  4. avere una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) in corso di validità.

Agevolazioni Legge 104 per chi assiste un familiare malato

In base alla malattia del familiare e al fatto se sia invalidante, chi assiste un familiare malato può beneficiare delle agevolazioni previste dalla Legge 104, dai giorni di permesso al mese coperti da contributi ma solo se assiste un familiare malato in casa affetto da patologia invalidante e non autosufficiente; alla possibilità di scegliere la sede di lavoro della sua azienda, se questa avesse più sedi, più vicina a casa dove si trova il familiare malato.

Inoltre, il lavoratore che assiste un familiare malato con i requisiti della legge 104 non può essere obbligato a svolgere lavoro notturno.

Riconoscimento contributi figurativi per chi assiste un familiare malato

Colui che assiste un familiare malato ha, inoltre, il diritto al riconoscimento dei contributi previdenziali figurativi a partire dal momento in cui al familiare viene riconosciuto un hanpicap grave e per tutta la durata del periodo di assistenza, e all’indennità di accompagnamento se il familiare malato ha una certificata invalidità civile.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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