Amministratore condominio poteri, responsabilità e compiti secondo normativa e leggi

Come viene nominato l’amministratore di condominio e quali compiti e responsabilità ha: requisiti per diventare amministratori condominiali

Amministratore condominio poteri, responsabilità e compiti secondo normativa e leggi

Come viene nominato l’amministratore di condominio?

L’amministratore di condominio viene nominato dall’assemblea di condominio e il voto è valido ufficialmente se espresso dalla maggioranza dei condomini presenti all’assemblea stessa che rappresentano almeno la metà del valore dell’edificio.

 

L'amministratore di condominio è colui che ha poteri esecutivi all'interno del condominio con il compito di amministrare e gestire i beni comuni e di dare esecuzione alle delibere dell'assemblea condominiale. L’amministratore condominiale viene nominato dall’assemblea di condominio per cui serve la maggioranza dei condomini presenti all’assemblea stessa che rappresentano almeno la metà del valore dell’edificio.

La maggioranza così calcolata è necessaria sia nel caso di nomina obbligatoria sia nel caso di nomina facoltativa e, una volta nominato, il nominativo dell’amministratore deve essere riportato in un apposito registro, il registro delle nomine e delle revoche, che viene conservato dallo stesso amministratore. Ma quali sono, nel dettaglio, compiti e responsabilità dell’amministratore di condominio? E chi può diventare amministratore condominiale?

Compiti e responsabilità dell'amministratore di condominio

Quali sono compiti e responsabilità di un amministratore di condominio? Stando a quanto previsto dalla legge, una volta nominato, l’amministratore di condominio ha i compiti di:

  1. controllare periodicamente le parti comuni dei condomini;
  2. decidere di adottare eventuali misure e lavori necessari per tutelare i condomini e prevenire pericoli per la incolumità pubblica derivanti dalle cose comuni;
  3. fare osservare a tutti i condomini le regole di condominio;
  4. aprire uno specifico conto corrente dedicato al condominio e far transitare su tale conto le somme ricevute (a qualunque titolo) dai condomini o da terzi e quelle erogate per conto del condominio;
  5. gestione finanziaria del condominio;
  6. convocazione dell’assemblea dei condomini almeno una volta ogni anno;
  7. eseguire le delibere;
  8. riscuotere dai condomini le spese condominiali per ognuno fissate e agire contro i morosi che non pagano le spese condominiali;
  9. eseguire tutti gli adempimenti fiscali a carico del condominio;
  10. curare la tenuta del registro dei verbali delle assemblee, del registro di nomina e di revoca dell’amministratore, e del registro di contabilità;
  11. conservare tutti i documenti relativi alla propria gestione condominiale;
  12. fornire documentazione sullo stato dei pagamenti degli oneri condominiali e allo stato delle cause in corso, se richiesta dei condomini;
  13. presentare il rendiconto annuo del condominio e convocare l'assemblea per la sua approvazione entro 180 giorni.
  14. Per lo stesso amministratore di condominio sono previste una serie di responsabilità se non osserva e svolge correttamente i suoi compiti: se, per esempio, si rende inadempiente per lavori che avrebbero dovuti essere eseguiti per la sicurezza del condominio e a causa delle sue omissioni avvengono incidenti, lui stesso ne è penalmente responsabile.

L’amministratore è, infatti, responsabile per l’omissione di lavori di manutenzione ordinaria, indispensabili per evitare pericoli derivanti dalle parti comuni dell’edificio. E’, inoltre, responsabile, civilmente e penalmente, nei casi di:

  1. ingiuria se nel corso di un’assemblea condominiale insulta, diffama o offende l’onore di qualche condomino;
  2. se non mantiene discrezione e riservatezza dei dati informativi relativi a condominio e condomini.
  3. di ogni genere di problema dichiaratamente, e provatamente, derivante dalla sua condotta.

Chi può diventare amministratore di condominio?

Possono diventare amministratori condominiali, previa frequentazione di apposito corso di formazione e conseguimento di relativa attestazione, tutti coloro che:

  1. hanno conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado;
  2. godono dei diritti civili;
  3. non sono mai stati condannati per delitti nei confronti della pubblica amministrazione, della giustizia, la fede pubblica;   
  4. non sono sottoposti a misure di prevenzione divenute definitive, ad eccezione di una eventuale riabilitazione;
  5. non rientrano nell’elenco dei protesti cambiari;
  6. non sono interdetti o inabilitati;
  7. hanno i cosiddetti requisiti di onorabilità, formazione e professionalità, partecipano, cioè, a corsi di formazione continua come da normativa previsto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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