Aprire SAS, conviene o no questa tipologia di societÓ

Quando conviene aprire una Sas: quali sono adempimenti da rispettare e tasse da pagare. Cosa prevede, informazioni e chiarimenti

Aprire SAS, conviene o no questa tipologia di societÓ

Quando conviene aprire una Sas?

La convenienza di apertura di una Società in Accomandita Semplice, Sas, dipende dalla ragione per cui si apre una società. In linea generale, la sua convenienza dipende da un punto di vista di gestione, perché prevede costi minori e minori adempimenti da osservare rispetto ad altre tipologie di società. Non offre, però, alcuna tutela per il patrimonio personale dei soci.

 

La Sas, Società in Accomandita Semplice, è una tipologia di società che rientra nelle Società di Persone e che prevede la presenza di un socio che diventa responsabile in maniera limitata e di un socio che diventa responsabile in maniera illimitata. Vediamo quale convenienza offre una Sas.

  • Conviene o no aprire una Sas
  • Quali sono le tasse che si pagano per una Sas

Aprire Sas: conviene o no

Prima di aprire una Sas è bene valutare la convenienza della sua apertura che dipende sostanzialmente dal fine per cui questa tipologia di società viene scelta. E’ vero, infatti, che prevede molti aspetti convenienti da un punto di vista gestionale andando ad abbattere una serie di costi che invece bisogna sostenere per altre tipologie di società.

Per la Sas sono, inoltre, previste spese di costituzione minime rispetto ad una società di capitali e una serie di adempimenti in meno che semplificano e limitano i costi di gestione. Per la Sas, infatti, è previsto:

  • esenzione dal bilancio che non si fa trattandosi di una società di persone;
  • esenzione dalla prima nota;
  • esenzione dall’imposta di registro;
  • non avere necessariamente un capitale minimo perché i soci sono responsabili anche con il patrimonio personale.

Per una Sas bisogna, infatti, solo prevedere:

  • costi per le spese notarili;
  • costi di iscrizione di tutti i soci alla gestione Inps;
  • costi per le spese bancarie per l’apertura di un conto corrente aziendale dedicato.

Di contro, però, c’è da considerare che in una Sas vi è un socio che è illimitatamente responsabile, con tutte le conseguenze che questa condizione possono risultare e in qualsiasi momento, per cui bisogna capire fino a che punto conviene correre il rischio.

Costituendo una Sas, infatti, per i soci non è previsto alcun genere di protezione patrimoniale per le obbligazioni assunte dalla società per cui sono illimitatamente e in solido responsabili di eventuali insolvenze o fallimenti con i propri capitali. Potremmo, dunque, dire che la Sas conviene per redditi relativamente bassi e perché permette risparmiare migliaia di euro di contributi previdenziali dividendo l’utile su più soci accomandanti (a responsabilità limitata) che non sono obbligati ad iscriversi all’Inps.

A fronte di questo rischio, che è decisamente notevole, potremmo dire che oggi, a differenza di qualche anno fa quando la Sas era forse prediletta in alcuni casi per minori adempimenti gestionali e costi, oggi si tende a preferire la Srls, considerata tra le più semplici società di capitali che però prevede protezione per il patrimonio da eventuali rischi derivanti dall’attività imprenditoriale, a differenze dalla Sas che non prevede alcuna tutela come detto.

Le Srls, a differenza delle Sas, non rientrano nelle società di persona, hanno capacità giuridica e sono considerate distinte dagli individui (i soci) che la compongono, sia fiscalmente che civilmente. Rispetto alla Sas, un Srl è meno conveniente per costi e gestione e prevede anche costi più elevati per il commercialista ma è in grado di assicurare protezione.

Quali sono le tasse che si pagano con la Sas

Per la Sas è previsto il pagamento delle seguenti tasse:

  • Irap, calcolato in percentuale (3,9%) sull’utile di impresa a fine anno;
  • Irpef, a seconda dell’utile della società pro quota (aliquote Irpef);
  • Inps artigiani o commercianti al 24% solo per i soci accomandatari (cioè quelli responsabili illimitatamente) in base all’utile della società pro quota.

Non è, invece, previsto il pagamento di Ires e Ire.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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