Aspettativa non retribuita come incide su importo e calcolo contributi pensioni in base a norme 2021 in vigore

Versamento di contributi figurativi o volontari per considerare aspettativa non retribuita ai fini pensionistici: cosa prevedono norme in vigore

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Come incide l’aspettativa non retribuita su importo e calcolo contributi pensioni?

Secondo le norme 2021 in vigore, l’aspettativa non retribuita a lavoro incide sul calcolo dei contributi validi ai fini dell’importo di pensione finale solo se il relativo periodo di astensione dal lavoro viene riscattato tramite versamento di contributi volontari o contributi figurativi, a seconda del motivo per cui l’aspettativa è stata richiesta.
 

L’aspettativa è quel periodo di impiego durante il quale il lavoratore, per legge, ha la possibilità di astenersi dal servizio, anche per periodi relativamente lunghi, ma conservando il suo posto di lavoro. E’ possibile chiedere l’aspettativa a lavoro per diversi motivi e a seconda della motivazione per cui l’aspettativa si chiede, può essere retribuita e non retribuita. Vediamo di seguito come incide l’aspettativa non retribuita su importo e calcolo contributi pensioni? 

Come incide l’aspettativa non retribuita su importo e calcolo contributi pensioni

Secondo le norme 2021 in vigore, l’aspettativa non retribuita incide su importo e calcolo dei contributi bloccandone la maturazione se non riscattati. L’aspettativa non retribuita a lavoro, infatti, oltre a non prevedere la retribuzione per tutta la durata dell’assenza dal lavoro, non prevede la decorrenza dell'anzianità nel caso in cui l’aspettativa sia richiesta per motivi personali.

Anche nel caso di richiesta di aspettativa non retribuita a lavoro per motivi di studio, il lavoratore ha diritto a conservare il posto ma non ha diritto alla retribuzione e neppure a maturare anzianità di servizio e né l’aspettativa è cumulabile con le ferie, con la malattia e con altri congedi ma può riscattare il periodo dell’aspettativa con il versamento di contributi volontari.

Se, invece, l’aspettativa viene richiesta per cariche pubbliche, elettive e attività sindacali, e anche in tal caso di tratta di aspettativa non retribuita per tutta la durata del mandato, si tratta di periodi di aspettativa sono in ogni caso considerati utili, su richiesta dell'interessato, ai fini del riconoscimento del diritto e della determinazione della misura della pensione, ma solo per riconoscimento di contributi figurativi.

Perchè, dunque, in tal caso, l'aspettativa non retribuita possa incidere sull'importo di pensione finale con ulteriori contributi da calcolare, è necessario che il lavoratore che si assenta dal lavoro per aspettative per cariche pubbliche, elettive e attività sindacali presenti apposita richiesta di riconoscimento dei contributi figurativi per i periodi di aspettativa fruita.

E' l'entità dei contributi figurativi riconosciuti che incide sull'importo di pensione in base al loro valore riconosciuto.

Dunque, per riassumere, l’aspettativa non retribuita a lavoro incide sul calcolo dei contributi validi ai fini dell’importo di pensione finale solo se il relativo periodo di astensione dal lavoro viene riscattato tramite versamento di contributi volontari o contributi figurativi, a seconda del motivo per cui l’aspettativa è stata richiesta.

Se non vengono riscattati i periodi di aspettativa con versamenti contributivi richiesti direttamente dal lavoratore, allora per il periodo di assenza dal lavoro non viene riconosciuto alcun contributivo e nulla si aggiunge all’importo di pensione finale. 


 

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il