Assegni familiari, importi e requisiti per il 2019. Cosa Cambia

Chi può richiedere gli assegni familiari: modalità di richiesta dell’assegno, regole e requisiti e importi 2019 stabiliti

Assegni familiari, importi e requisiti per il 2019. Cosa Cambia

La circolare Inps di maggio 2018 ha riportato chiarimenti in merito ai nuovi livelli reddituali degli assegni familiari a partire dal primo luglio 2018 e fino al 30 giugno 2019. Vediamo di cosa si tratta e cosa è previsto.

Assegni familiari 2019: importi

Come di consueto, la rivalutazione dei livelli reddituali per l'erogazione degli assegni familiari avviene annualmente con decorrenza dal primo luglio. La rivalutazione si basa sulla variazione dell'indice dei prezzi al consumo Istat per le famiglie di operai e impiegati tra anno di riferimento dei redditi per l'erogazione dell'assegno e anno subito precedente.

Per quanto riguarda gli importi degli assegni familiari fino al prossimo 30 giugno 2019 è stabilito che nei nuclei familiari con entrambe i genitori e almeno un figlio minore in cui non sia presente, però, un disabile, il limite di reddito è di 14.541,59 euro. L'importo dell'assegno familiare non è fisso ma varia a seconda del numero di minori presenti nel nucleo familiare e se ci sono figli disabili.

Assegni familiari 2019: requisiti e regole

Gli assegni familiari vengono corrisposti per figli o equiparati anche se non conviventi di età inferiore a 18 anni; apprendisti o studenti di scuola media inferiore fino all’età di 21 anni, ma solo in nuclei familiari con 4 o più figli; figli che vanno all’Università fino all’età di 26 anni e nel limite del corso legale di laurea, ma solo in nuclei familiari con 4 o più figli; e inabili al lavoro senza alcun limite di età.

Per quanto riguarda i requisiti richiesti per presentare domanda per l’assegno familiare, quest’ultimo viene erogato se il reddito familiare proviene per almeno il 70% da lavoro dipendente o pensione da lavoro dipendente. Il reddito familiare corrisponde al reddito di chi richiede l’assegno familiare e al reddito di tutti gli individui facenti parte della famiglia e ogni variazione del reddito e/o della composizione del nucleo familiare deve essere comunicata entro 30 giorni al datore di lavoro o all’Inps, soggetti che si occupano dell’erogazione dell’assegno stesso.

E’ bene chiarire che nei casi di genitori conviventi e non sposati, il convivente non viene considerato tra i componenti del nucleo familiare e il suo reddito non fa cumulo rispetto al reddito dell’altro genitore, che può richiedere l’assegno familiare. Per gli assegni familiari, infatti, si considera il nucleo fiscale e non quello familiare, con riferimento cioè ai familiari indicati nella dichiarazione dei redditi e non a quelli risultanti dallo stato di famiglia.

L’assegno deve essere richiesto ogni anno al proprio datore di lavoro o all’Inps, a seconda che il richiedente sia addetto ai servizi domestici, operaio agricolo dipendente a tempo determinato, lavoratore iscritto alla gestione separata, e sarà lo stesso datore di lavoro a provvedere all’erogazione mensile dell’assegni familiare. Gli assegni familiari possono essere erogati anche se arretrati ma per questo caso è bene sapere che per percepire gli assegni familiari arretrati e spettati al nucleo familiare, bisogna presentare richiesta entro 5 anni dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si è maturato il diritto a percepirli, perchè trascorso questo termine il diritto si prescrive e decade.

Ti è piaciuto questo articolo?







Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
Ultime Notizie