Avvocato del lavoro: chi è, cosa fa, quando serve

Cosa rappresenta la figura dell’avvocato del lavoro e ruolo ricoperto: quando viene interpellato e per che cosa

Avvocato del lavoro: chi è, cosa fa, quando serve

Cosa fa l’avvocato del lavoro?

L’avvocato del lavoro è un professionista che ha profonda preparazione specifica nel campo del diritto del lavoro e rappresenta una figura oggi sempre più importante perché sono molte le situazioni e le circostante in cui diventa necessario rivolgersi ad un esperto nel settore del lavoro.

 

L’avvocato del lavoro è un avvocato professionista specializzato in diritto del lavoro che si occupa di controversie fra dipendenti (o ex dipendenti) e datori di lavoro, assistendo i lavoratori nelle vertenze aziendali o offrendo la propria consulenza e assistenza all’impresa. Si tratta di una figura professionale che  deve essere sempre aggiornato, considerando che le leggi sul lavoro si evolvono di continuo.

Avvocato del lavoro: cosa fa

L’avvocato del lavoro, dunque, assiste il lavoratore o il datore di lavoro nei casi in cui tra queste due vi sia una diatriba di tipo economico, sulle regole di comportamento da seguire in azienda, sulla nascita o sulla chiusura del rapporto di lavoro, e interviene in caso di:

  1. licenziamenti;
  2. licenziamenti collettivi;
  3. contratti di lavoro;
  4. trasferimento di azienda;
  5. appalti;
  6. sicurezza sul lavoro;
  7. lavoro autonomo e rapporti di agenzia;
  8. lavoro in nero;
  9. procedimenti disciplinari e provvedimenti disciplinari contestati;
  10. dimissioni per giusta causa;
  11. demansionamento e mobbing;
  12. infortuni sul lavoro.

Avvocato del lavoro: quando serve

L’avvocato del lavoro, dunque, serve nel caso dovessero verificarsi tipologie di problemi appena riportati. E’ bene sapere che è importante rivolgersi tempestivamente agli avvocati del lavoro nel caso in cui si abbia bisogno di loro. Prima di portare il caso in tribunale, l’avvocato del lavoro, quando possibile, consiglierà di risolvere il contrasto per via stragiudiziale, tramite la conciliazione o in sede amministrativa, rivolgendosi cioè alle commissioni di conciliazione istituite presso la Direzione Territoriale del Lavoro, o in sede sindacale. In ogni caso, il ‘cliente’ sarà sempre assistito dall’avvocato del lavoro e lo aiuterà nella raccolta dei documenti necessari che sono:

  1. lettera di assunzione; buste paga;
  2. lettera di licenziamento o di dimissioni;
  3. documentazione relativa al rapporto di lavoro.

Prima di arrivare in tribunale, altra strada che sarà consigliata dall’avvocato del lavoro è quella dell’arbitrato, procedura di risoluzione delle controversie in cui le parti rimettono la decisione ad un terzo soggetto, che deve essere assolutamente imparziale. Anche in tal caso, l’avvocato del lavoro assisterà sempre il suo assistito nella scelta del rappresentante arbitrale e nella preparazione di tutta la documentazione necessaria richiesta dal lavoro.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il