Badante in nero chiede soldi e vuole denunciare. I rischi e come tutelarsi

Come si svolge il lavoro della badante e regole previste per assunzione: rischi e tutele per chi lavora in nero. Chiarimenti

Badante in nero chiede soldi e vuole denunciare. I rischi e come tutelarsi

Chi sono le badanti e come lavorano?

Le badanti sono persone che si occupano specificatamente di assistenza a persone anziane, malate o non autosufficienti, spesso dimorando presso il loro domicilio, per garantire un servizio personalizzato di cura, di compagnia e di sorveglianza. Il loro ruolo è regolamentato da un contratto nazionale.

 

Nonostante vi sia un contratto, per colf e badanti, che regola e disciplina il lavoro delle badanti prevedendo stipendio minimo, quote di pagamento per contributi previdenziali Inps e che stabilisce una serie di altri diritti, oltre che doveri, sono tantissime le persone che svolgono il lavoro di badante ma in nero. Vengono cioè pagate, spesso meno di quanto previsto da un regola contratto, non godono di nessun’altra tutela, ma è come se non lavorassero. Cosa accade, però, se una badante in nero vuole denunciare il suo datore di lavoro per irregolarità e quali sono i rischi per il datore di lavoro?

Badante in nero chiede soldi

Non capita di rado, infatti, che le badanti vengano assunte in nero e ciò significa che non hanno regolare contratto di assunzione con relativi diritti e doveri né tanto meno vi sono tracce dei soldi che mensilmente l datore di lavoro eroga alla badante. Né il datore di lavoro né la badante hanno, infatti, nella stragrande maggioranza dei casi documenti che attestino gli avvenuti pagamenti.

Potrebbe, però, capitare che se la badante chiede soldi e minaccia di denunciare bisogni trovare un compromesso. E’ possibile anche che la badante possa citare il datore di lavoro anche fino a cinque anni dopo il termine del rapporto di lavoro dicendo che non ha mai ricevuto stipendi, permessi, ferie, Tfr, tredicesima.

Se la badante chiede soldi e arriva a citare il datore di lavoro sostenendo di non aver mai ricevuto nulla o ricevuto molto meno rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale, il datore di lavoro, nel caso in cui non riuscisse a dimostrare il contrario, è tenuto al versamento di quanto dovuto sia per le mensilità di lavoro sia per i contributi previdenziali.

Badante in nero quanto costa

La badante in nero costa decisamente molto meno rispetto ad una regola badante assunta con contratto. Nel primo caso, infatti, oltre alla somma che si pattuisce per il lavoro con lo stesso datore di lavoro, quest’ultimo, non dichiarando nulla e non assumendola regolarmente, non paga né ulteriori tasse, né contributi previdenziali, né Tfr.

I soli soldi che paga sono quelli dello stipendio che comunque è inferiore alla cifra prevista dal CCNL colf e badanti, quindi la badante in nero per il datore di lavoro significa certamente risparmio, da una parte, ma dall’altra, sono diversi i rischi che si possono correre assumendo una badante in nero.

Badante in nero come tutelarsi

Per tutelarsi dai rischi che comporta l’assunzione di una badante in nero, il datore di lavoro dovrebbe proprio evitare questa strada e scegliere di percorrere quella dell’assunzione regole per non incorrere in alcuna sanzione, o quanto meno dovrebbe provvedere ad una scrittura privata che riporti i pagamenti effettivamente versati alla badante.

Dal canto suo, la badante in nero per tutelarsi dovrebbe chiedere assunzione regolare al datore di lavoro e se non riuscisse ad averla, avere la certezza di pagamenti di stipendi che siano congrui con il lavoro svolto e quanto previsto almeno dal minimo stabilito nel contratto nazionale.

Badante in nero sanzioni 2019

Se il datore assume una badante in nero rischia importanti sanzioni che scattano per mancata comunicazione dell’assunzione e per omessa iscrizione all’Inps. Nel primo caso, la sanzione va da 200 a 500 euro per ogni lavoratore, da pagare al centro per l’impiego, e non è una sanzione penale ma amministrative; nel secondo caso la sanzione va da 1.500 euro a 12mila per ciascun lavoratore in nero, maggiorata di 150 euro per ogni giornata di lavoro effettivo, cumulabile con le altre sanzioni amministrative e civili previste contro il lavoro in nero.

Per l’omesso pagamento dei contributi previdenziali, le sanzioni 2019 sono pari al tasso del 30% su base annua calcolate sull’importo dei contributi evasi con un massimo del 60% e un minimo di 3mila euro, indipendentemente dalla durata del lavoro svolto effettivamente. Il datore di lavoro può, infatti, avere una sanzione di 3mila euro anche per una sola giornata di lavoro in nero.

Badante in nero senza permesso di soggiorno

I rischi per chi assume una badante in nero sono, dunque, diversi ma aumentano e diventano più importanti se la badante in nero è anche irregolare, cioè non ha regolare permesso di soggiorno per stare in Italia. Stando a quanto previsto dall’attuale normativa, chi ha una badante in nero irregolare rischia l’arresto da tre mesi a un anno e una sanzione pecuniaria di 5mila euro per ogni lavoratore impiegato.

Badante in nero chiede liquidazione

Se la badante in nero chiede la liquidazione non c’è da meravigliarsi perché le spetta e il datore di lavoro e tenuto a versarla. E se la liquidazione non viene versata, la badante può presentare denuncia all’ispettorato del lavoro.

Per avere la liquidazione spettante, infatti, la badante può chiedere al giudice del lavoro territorialmente competente il riconoscimento del trattamento di fine rapporto.

Ti è piaciuto questo articolo?







Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
Puoi Approfondire
Ultime Notizie