Bollette luce e gas, telefono non pagate, quando scatta pignoramento e recupero dal Crif

Quando scatta il pignoramento per le bollette non pagate? Ed è vero che è prevista la segnalazione al Crif come cattivo pagatore? Ecco le regole aggiornate 2019.

Bollette luce e gas, telefono non pagate, quando scatta pignoramento e recupero dal Crif

Un mix di fattori tra aumento costante del costo delle bollette di luce, gas e telefono e un livello medio di ricchezza che anche in questo 2019 tende costantemente verso il basso sta facendo aumentare il numero dei clienti morosi. Se in tanti casi si tratta di ripetuta dimenticanza poco giustificabile, in altri c'è di mezzo una vera e propria difficoltà economica a fare fronte alle spese.

Non pagare le bollette di luce, gas e telefono significa anche andare incontro a conseguenze ben precise come i tentativi di recupero crediti. E la decisione del legislatore di ridurre i tempi di prescrizione bollette da cinque a due anni (tranne per le bollette del telefono) ha comportato un'azione più pressante da parte della Centrale rischi finanziari fino al punto da arrivare al pignoramento.

Bollette non pagate, quando scatta il pignoramento

Vale subito la pena precisare che nessun agente di riscossione del credito per bollette di luce, gas e telefono non pagate può pignorare alcunché. O meglio, non lo può fare senza avere in mano un decreto ingiuntivo. Ed è più semplice a dirsi che a farsi perché per ottenerlo serve appunto la sentenza di un giudice che arriva in seguito a un dibattimento nel corso del quale la società gestrice del servizio avrà investito tempo e denaro.

E considerato che spesso si tratta di cifre contenute e tenuto conto del numero di inadempienti, si tratta di una strada poco percorribile e sostenibile. Di conseguenza la minaccia di pignoramento per bollette di luce, gas e telefono non pagate è fondata ma non verosimile.

I gestori cercano altre strade come l'accordo bonario tra le parti o la temporanea sospensione del servizio per evitare che la cifra diventi più elevata. L'interruzione non è comunque istantanea perché la società gestrice provvede prima a diffidare l'utente moroso con una raccomandata con tanto di indicazione di un termine entro il quale mettersi in regola. Solo in seguito provvede alla sospensione del servizio. E anzi, se l'utente contesta formalmente la bolletta e presenta ricorso al Garante, i servizi non possono essere interrotti prima della pronuncia finale.

Segnalazione al Crif per bollette non pagate

E non spaventi la minaccia di segnalazione al Crif per bollette non pagate perché si tratta solo di un tentativo di incutere timore nell'utente. La ragione è semplice: Crif è una società privata che si occupa dell'affidabilità bancaria dei clienti delle banche sulla base di mutui accesi, finanziamenti richiesti e conti correnti e non di certo di bollette non saldate. E allo stesso tempo non c'è il rischio di ricevere una cartella esattoriale perché i gestori dei servizi luce, gas, acqua e telefono sono enti privati e non società pubbliche.

E solo quest'ultime possono avvalersi dei servizi dell'Agenzia delle entrate Riscossione per il recupero crediti tramite cartella esattoriale. Il recupero degli importi insoluti avviene tramite società esterne di recupero crediti. Il tutto ribadendo ancora i tempi di prescrizione: cinque anni per le bollette del telefono,due anni per quelle di luce, acqua e gas.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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