Bonus disabili 2020 covid regionali e nazionali. Ecco quali sono e chi può fare domanda

Ci sono alcune regioni che, nell'ambito dell'autonomia di cui dispongono, hanno previsto provvedimenti ad hoc in favore delle famiglie con disabili.

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Quali sono i bonus disabili 2020 covid regionali e nazionali?

Anche se il governo non ha introdotto un vero e proprio bonus disabili sono numerosi i provvedimenti collegati. Tra le misure più importanti rientra senz'altro l'aumento dei giorni di permesso retribuiti in base alla legge 104. Oltre ai 3 giorni mensili già previsti era stata data la possibili fruire di ulteriori 12 giorni complessivi. Ma si tratta solo di uno dei tanti.

Il governo non ha previsto un vero e proprio bonus disabili ovvero un contributo economico specifico a favore di chi si trova in questa condizione oppure per i familiari che li assistono. Tuttavia ci sono alcune facilitazioni da segnalare introdotte nelle settimane più critiche di diffusione del Covid-19 e ancora adesso in vigore.

Allo stesso modo ci sono alcune regioni che, nell'ambito dell'autonomia di cui dispongono, hanno previsto provvedimenti ad hoc. I casi più noti sono quelli delle regioni Campania e Puglia.

La prima delle due ha introdotto un contributo per a tutte le persone con disabilità e non solo, come inizialmente previsto, per le famiglie in cui sono presenti figli con più di 16 anni alle prese con disabilità gravi. Nel dettaglio si tratta di un aiuto economico di 600 euro. Contributo economico straordinario anche nella regione Puglia: 800 al mese per 7 mensilità a per un importo massimo pari a 5.600 euro.

Destinato alle persone in condizione di gravissima non autosufficienza per richiederlo era necessario il possesso di credenziali di accesso alla piattaforma web dell'Assessorato al Welfare della Regione Puglia e del codice famiglia. Ed era possibile anche accedere tramite credenziali Spid intestate al richiedente o beneficiario così come risultava nel codice famiglia da utilizzare.

Le istanze di accesso al contributo straordinario Covid-19 dovevano essere compilate e inviate esclusivamente via web e sono state prese in carico dalla Asl di riferimento.

Utilizziamo il passato perché i tempi per la presentazione della domanda sono scaduti, ma siamo comunque davanti a un tentativo concreto di arginare la crisi derivante dalla diffusione dell'emergenza sanitaria. Vediamo quindi

  • Quali sono i bonus disabili 2020 covid regionali e nazionali
  • Bonus disabili 2020 covid: chi può fare domanda

Quali sono i bonus disabili 2020 covid regionali e nazionali

Se passiamo i rassegna i bonus concessi in questo periodo di emergenza sanitaria per via della diffusione del Covid segnaliamo la proroga dei termini di decadenza e interruzione della prescrizione in materia previdenziale e assistenziale.

Il governo aveva poi equiparato le assenze dei lavoratori dipendenti pubblici e privati con disabilità grave al ricovero ospedaliero che ha comportato lo stop al calcolo ai fini del calcolo del comporto (il periodo in cui il lavoratore conserva il posto nonostante l'assenza per malattia).

Per i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, disabili gravi o comunque impegnati nell'assistenza di una persona con disabilità grave appartenente al proprio nucleo familiare è stato previsto il diritto al lavoro in remoto, a patto naturalmente che l'attività sia gestibile con questa nuova modalità di lavoro.

Via libera quindi all'estensione dei permessi per i disabili e per la loro assistenza.

Bonus disabili 2020 covid: chi può fare domanda

Tra le misure più importanti rientra senz'altro l'aumento dei giorni di permesso retribuiti in base alla legge 104. Oltre ai 3 giorni mensili già previsti era stata data la possibili fruire di ulteriori 12 giorni complessivi, anche frazionabili in ore e da fruire consecutivamente nello stesso mese.

Destinatari sono stati lavoratori pubblici e privati che assistono un familiare con handicap grave. Il lavoratore privato che aveva già un provvedimento di autorizzazione ai permessi non doveva presentare una nuova domanda, ma fruire delle nuove giornate con i datori di lavoro che dovevano considerare validi i provvedimenti di autorizzazione già emessi.

Il lavoratore privo di provvedimento di autorizzazione in corso di validità era invece chiamato a presentare domanda secondo le consuete modalità. Il provvedimento di autorizzazione emesso era considerato valido dal datore di lavoro ai fini della concessione del numero maggiorato di giorni.

Infine, i lavoratori dipendenti per i quali era previsto il pagamento diretto dell'indennità da parte dell'Inps dovevano presentare una nuova domanda secondo le consuete modalità solo nel caso in cui non era già stata presentata una istanza relativa ai mesi per cui era previsto l'aumento delle giornate fruibili.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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