Bonus e detrazioni per rifare il bagno 2020. Quali esistono e tipologie lavori

Cosa prevedono le normative in vigore? Tra bonus per interventi ordinari e straordinari e la nuova maxi detrazione al 110%, quale è possibile fruire? Quali lavori sono agevolabili?

Bonus e detrazioni per rifare il bagno 2

Ci sono bonus e detrazioni per rifare il bagno?

Le spese per gli interventi di rifacimento del bagno in una casa ristrutturata sono detraibili al 50%: le condizioni sono tre. Innanzitutto l’acquisto o l’assegnazione dell’unità abitativa deve avvenire 18 mesi. Quindi l’immobile acquistato o assegnato deve far parte di un edificio sul quale sono stati eseguiti interventi di restauro e di risanamento conservativo o di ristrutturazione edilizia riguardanti l’intero edificio.

Tra bonus e detrazioni non è mai troppo chiaro quali sono le reali possibilità per ristrutturare parte della casa alle migliori condizioni. Il riferimento va al bagno, uno degli ambienti di appartamenti e ville che in via periodica necessitano di aggiustamenti.

Non si tratta di semplici miglioramenti estetici, ma di vere e proprie necessità, anche alla luce degli inevitabili segni del tempo. Non dimentichiamo come questa sia una zona utilizzata tutti i giorni da tutti gli abitanti della casa e che allo stesso tempo tra acqua e umidità è tra quelle più impegnative da gestire.

Cosa prevedono allora le normative adesso in vigore? Tra i bonus per interventi ordinari e straordinari e la nuova maxi detrazione al 110%, quale è possibile fruire? Ma soprattutto, quali sono i lavori agevolabili?

Come è noto, le disposizioni in materia delimitano confini ben precisi entro i quali muoversi in termini di interventi da effettuare. E anche nel caso dei lavori per il bagno vale la stessa regola. Analizziamo allora i provvedimenti attivi per capire quali sono bonus e detrazioni per rifare il bagno:

  • Rifare il bagno, bonus e detrazioni
  • Quali lavori nel bagno con agevolazione

Rifare il bagno, bonus e detrazioni

Le spese per gli interventi di rifacimento del bagno in una casa ristrutturata sono detraibili al 50%: le condizioni sono tre. Innanzitutto l’acquisto o l’assegnazione dell’unità abitativa deve avvenire 18 mesi.

Quindi l’immobile acquistato o assegnato deve far parte di un edificio sul quale sono stati eseguiti interventi di restauro e di risanamento conservativo o di ristrutturazione edilizia riguardanti l’intero edificio.

L’agevolazione trova pertanto applicazione a condizione che gli interventi edilizi riguardino l’intero fabbricato e non solo una parte di esso, anche se rilevante.

Infine, il termine immobile deve essere inteso come singola unità immobiliare e l’agevolazione non è legata alla cessione o assegnazione delle altre unità immobiliari, costituenti l’intero fabbricato, così che ciascun acquirente può beneficiare della detrazione con il proprio acquisto o assegnazione.

In caso di stipula del compromesso, infine, è indispensabile che il rogito avvenga entro i termini previsti. Il decreto Rilancio fa ruotare il nuovo bonus al 110% intorno ad alcuni interventi ben precisi.

Si tratta della sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti negli edifici unifamiliari o nelle parti comuni degli edifici e l'isolamento termico con materiali isolanti che rispettino i criteri ambientali minimi.

Ecco dunque che se i lavori per rifare il bagno rientrano in questa tipologia, la percentuale dell'agevolazione più che raddoppia. Non solo, ma può essere utilizzata anche come sconto diretto in fattura o cessione del credito.

Quali lavori nel bagno con agevolazione

Può rivelarsi un’operazione più semplice del previsto, oltre che non particolarmente costosa, se si hanno le idee chiare e se il progetto di lavoro viene ben programmato. In caso contrario, ristrutturare il bagno richiede un grande impegno in termini di risorse e di tempo impiegato.

Ecco allora che la prima cosa da fare è decidere dove intervenire. Se limitarsi a sostituire le piastrelle del pavimento o a cambiare i sanitari, se trasformare il box doccia in una vasca o rifare gli impianti idrico ed elettrico. I tre aspetti da prendere preliminarmente in considerazione sono le dimensioni del bagno, la posizione dei tubi esistenti e dei cavi elettrici, le misure dei sanitari.

Un buon consiglio per chi intende sostituire i sanitari i tempi più rapidi e limitando i lavori è quello di scegliere i nuovi elementi con attacchi agli impianti compatibili con le predisposizioni esistenti. Lo stesso ragionamento può essere applicato anche a rubinetti, doccia e vasca.

Poi, in base agli spazi e alle preferenze, decidere se affiancare bidet e vaso, se sistemarli uno di fronte all’altro, se optare per quelli sospesi. Con l’assunzione di un tecnico e potendo sfruttare il bonus del 50% (e magari quello del 110%) è tutto più semplice e il tempo dei lavori è inferiore.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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