Bonus 2021 per assunzione donne come dipendenti a tempo indeterminato. Lista sgravi fiscali aggiornata

Possono fruire del bonus 2021 per assunzione donne anche gli enti che per effetto dei processi di privatizzazione si sono trasformati in società di capitali

Bonus 2021 per assunzione donne come dip

Cosa prevede il bonus 2021 per assunzione donne?

Per facilitare l'assunzione di donne a tempo indeterminato, il bonus 2021 prevede la cancellazione di tutti i contributivi dovuti dal datore di lavoro. Condizione fondamentale è appunto il coinvolgimento di donne prive di impiego o disoccupate con più di 50 anni.

Assumere una lavoratrice donna è nel 2021 diventato più conveniente. Le facilitazioni già previste nel sistema legislativo italiano sono state rafforzate fino al punto da spingere l'esecutivo all'azzeramento della contribuzione. Ma con due importanti precisazioni.

In prima battuta non sono coinvolte tutte le donne, ma solo quelle che rispondono a ben precisi requisiti anagrafici. In seconda battuta, non tutte le aziende possono accedere a questa opzione.

La novità dell'ultim'ora sono le nuove istruzioni sul bonus per assunzioni donne come dipendenti a tempo indeterminato fornite dall'Inps per il biennio 2021-2022.

L'Istituto di previdenza ha infatti trasmesso la circolare ai dirigenti centrali e territoriali, ai responsabili delle agenzie, ai coordinatori generali, centrali e territoriali delle aree dei professionisti, al coordinatore generale, ai coordinatori centrali e ai responsabili territoriali dell'area medico legale. Vediamo quindi:

  • Lista sgravi fiscali con bonus 2021 per assunzione donne
  • Bonus 2021 per assunzione donne: chi può chiederlo

Lista sgravi fiscali con bonus 2021 per assunzione donne

Per facilitare l'assunzione di donne a tempo indeterminato, il bonus 2021 prevede la cancellazione di tutti i contributivi dovuti dal datore di lavoro. Condizione fondamentale è appunto il coinvolgimento di donne prive di impiego o disoccupate con più di 50 anni.

Più esattamente, le donne senza impiego retribuito da almeno 6 mesi, le donne over 50 disoccupate da almeno 12 mesi, le donne senza impiego retribuito da almeno 24 mesi. Nel primo caso la lavoratrice deve risultare occupata in settori o professioni caratterizzati da un tasso di disparità tra uomo e donna maggiore del 25% o residente in regioni considerate aree svantaggiate.

Per quanto riguarda le donne over 50 disoccupate da almeno 12 mesi, lo stato di inattività lavorativa deve essere dichiarato al Centro per l'impiego con successiva sottoscrizione della dichiarazione di disponibilità al lavoro. Nel caso delle donne senza impiego retribuito da almeno 24 mesi non contano la residenza o il comparto lavorativo.

Il bonus può essere sfruttato per assumere una lavoratrice donna a tempo indeterminato, a tempo pieno o parziale, ma anche a tempo determinato fino a un massimo di 12 mesi. Così come per convertire un contratto a tempo indeterminato di un precedente rapporto di lavoro o per un'assunzione in somministrazione.

Bonus 2021 per assunzione donne: chi può chiederlo

Possono fruire della possibilità del bonus 2021 per assunzione donne gli enti che per effetto dei processi di privatizzazione si sono trasformati in società di capitali, anche a capitale interamente pubblico; gli enti pubblici economici; le aziende speciali costituite anche in consorzio.

E ancora: i consorzi industriali; gli Istituti autonomi case popolari trasformati in base alle diverse leggi regionali in enti pubblici economici; gli enti morali; i consorzi di bonifica e gli enti ecclesiastici. E infine le ex Ipab trasformate in associazioni o fondazioni di diritto privato, in quanto prive dei requisiti per trasformarsi in Asp, ed iscritte nel registro delle persone giuridiche.

Non c'è invece alcuna possibilità di accedere al bonus 2021 per assunzione donne per gli Istituti autonomi per case popolari e gli Ater comunque denominati che non siano qualificati dalla legge istitutiva quali enti pubblici non economici e gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali.

Ma anche per le Regioni, le Province, i Comuni, le Città metropolitane, gli enti di area vasta, le Unioni dei comuni, le comunità montane, le comunità isolane o di arcipelago e loro consorzi e associazioni. Stessa cosa per le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale; le aziende e amministrazioni dello Stato a ordinamento autonomo; l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche Amministrazioni.

E infine per le amministrazioni dello Stato, compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado, le Accademie e i Conservatori statali, nonché le istituzioni educative; le Università; le Camere di commercio.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il