Bonus prima casa si può avere anche per ampliamento appartamento? Tutti i casi 2022

Per accedere al bonus prima casa, l'immobile deve trovarsi nel territorio del Comune in cui l'acquirente ha la residenza. E poi? Cos'altro serve?

Bonus prima casa si può avere anche per

Ampliamento appartamento: spetta il bonus prima casa?

Il contribuente può fruire una seconda volta del bonus prima casa proprio quando acquista un appartamento adiacente con il fine di allargare gli spazi. Ma attenzione alle categorie catastali.

Il bonus prima casa rappresenta una delle più interessanti agevolazioni per i contribuenti italiani in quanto si traduce nella possibilità di accedere a una serie di agevolazioni. Purché l'immobile che si acquista appartenga a determinate categorie catastale e si trova nel Comune in cui l'acquirente ha o intende stabilire la residenza o lavora. Allo stesso acquirente è poi richiesto il possesso di determinati requisiti.

In parallelo, il bonus prima casa può essere perso e di conseguenza il contribuente può essere chiamato a versare le imposte risparmiate, gli interessi e una sanzione del 30% delle imposte. Approfondiamo allora in questo articolo alcuni aspetti specifici della normativa vigente nel 2022 e più esattamente:

  • Ampliamento appartamento: spetta il bonus prima casa o no

  • Casi particolari di applicazione delle agevolazioni per la casa

Ampliamento appartamento: spetta il bonus prima casa o no

Per accedere al bonus prima casa, l'immobile deve trovarsi nel territorio del Comune in cui l'acquirente ha la propria residenza. Ovvero nel territorio del Comune in cui l'acquirente svolge la propria attività, anche se svolta senza remunerazione, come, per esempio, per le attività di studio, di volontariato, sportive.

Oppure nell'intero territorio nazionale, purché l'immobile sia acquisito come prima casa sul territorio italiano, se l'acquirente è un cittadino italiano emigrato all'estero. Ma anche nel territorio del Comune in cui ha sede o esercita l'attività il proprio datore di lavoro, se l'acquirente si è dovuto trasferire all'estero per ragioni di lavoro.

Solo per il personale delle Forze armate e delle Forze di polizia non è richiesta la condizione della residenza nel Comune di ubicazione dell’immobile acquistato con le agevolazioni prima casa.

Emerge quindi con chiarezza come il concetto chiave attorno a cui ruota questa agevolazione è quello di prima casa. Ed è quindi inevitabile che sorgano dubbi rispetto alla possibilità di fruirne per l'ampliamento di un appartamento.

A dimostrazione della complessità della questione c'è il coinvolgimento dei tribunali per decidere una volta per tutte se il bonus prima casa si può avere anche per ampliamento appartamento.

Per la Cassazione, il contribuente può fruire una seconda volta del bonus prima casa proprio quando acquista un appartamento adiacente con il fine di allargare gli spazi. L'immobile deve comunque appartenere a una delle seguenti categorie catastali:

  • A2: abitazioni di tipo civile

  • A3: abitazioni di tipo economico

  • A4: abitazioni di tipo popolare

  • A5: abitazioni di tipo ultra popolare

  • A6: abitazioni di tipo rurale

  • A7: abitazioni in villini

  • A11: abitazioni e alloggi tipici dei luoghi

In pratica sono escluse le case appartenente alle categorie catastali A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (abitazioni in ville) e A9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici).

Casi particolari di applicazione delle agevolazioni per la casa

Disposizioni 2022 alla anno riferite alle agevolazioni per la casa, il Superbonus si applica agli interventi effettuati da condomìni; persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, che possiedono l’immobile oggetto dell’intervento; persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, proprietari di edifici costituiti da 2 a 4 unità immobiliari; Istituti autonomi case popolari o enti che rispondono ai requisiti in materia di “in house providing”.

L’agevolazione riguarda le spese entro il 30 giugno 2023, se alla data del 31 dicembre 2022, siano stati effettuati lavori per almeno il 60% dell’intervento; cooperative di abitazione a proprietà indivisa; Onlus, associazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale; associazioni e società sportive dilettantistiche, per i lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi. I soggetti Ires rientrano tra i beneficiari nella sola ipotesi di partecipazione alle spese per interventi trainanti effettuati sulle parti comuni in edifici condominiali.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il