Bonus Renzi 80 euro 2019, regole aggiornate. Cosa cambia

Le norme per il 2019 prevedono il riconoscimento automatico del bonus da parte del datore di lavoro in busta paga sulla base dei dati reddituali di cui dispone.

Bonus Renzi 80 euro 2019, regole aggiornate. Cosa cambia

Sono sei le fasce di reddito di cui tenere conto per sapere quale parte dei famosi 80 euro finisce in busta paga. Fino a 8.000 euro non viene percepito alcunché in busta paga ovvero il cosiddetto bonus Renzi nel 2019 è pari a zero. L'importo è pieno solo tra 8.000 e 24.600 euro: 960 euro netti all'anno da distribuire nell'arco dei 12 mesi. Oltre questa cifra, il bonus Irpef 2019, come da regole aggiornate, subisce un décalage. Più esattamente, ammonta a 912 euro per redditi annuali lordi fino a 24.700 euro, a 768 euro all'anno fino a 25.000 euro, a 528 euro all'anno fino a 25.500 euro. Da 26.600 euro in poi, il bonus Renzi 2019 viene annullato. Si tratta dello schema applicato nei prossimi 12 mesi. La cifra può quindi subire piccole variazioni, che dipendono dal reddito preciso lordo percepito nell'anno in corso.

A chi spetta il bonus Renzi 2019 con le nuove regole

Ricordando come siano ancora esclusi i redditi da pensione e quelli da lavoro autonomo, le rendite vitalizie o gli assegni periodici, il bonus Renzi 2019 viene percepito da tutti i lavoratori dipendenti e a chi incassa redditi assimilati al lavoro dipendente. Tanto per essere precisi, si tratta dei collaboratori coordinati e continuativi e quelli a progetto, dei disoccupati che percepiscono l'indennità di disoccupazione, dei titolari di borse di studio e assegni di formazione professionale, dei soci lavoratori delle cooperative, dei lavoratori impiegati in lavori socialmente utili, dei lavoratori in mobilità e in cassa integrazione. Da segnalare come abbiano diritto al bonus 80 euro anche colf e badanti, ma solo dietro presentazione della dichiarazione dei redditi. Significa che rispetto agli lavoratori coinvolti in questo provvedimenti rinnovato anche per i prossimi 12 mesi, finiscono per percepire la somma aggiunta solo l'anno successivo.

Attenzione ai casi particolari del bonus Irpef

Le regole aggiornate per il 2019 prevedono il riconoscimento automatico del bonus da parte del datore di lavoro in busta paga sulla base dei dati reddituali di cui dispone. Tuttavia o stesso lavoratore è chiamato a fare luce su eventuali situazioni particolari. Ad esempio se percepisce più redditi da lavoro che producono un reddito superiore a quello che dà diritto al bonus. In questo caso è chiamato a mettere a conoscenza ciascun datore di lavoro di non applicare il bonus, altrimenti l'anno successivo sarà chiamato a restituirlo con la dichiarazione dei redditi. Ma anche se guadagna fino a 8.000 euro all'anno ma ha lavorato solo alcuni mesi. Obbligo di comunicazione pure se percepisce redditi da locazioni su cui paghi la cedolare secca che, aggiunti a quelli da lavoro, fanno superare la soglia di reddito massimo per averne diritto al bonus Irpef 2019.

Infine, stesso obbligo di comportamento se si cambia lavoro nel corso dell'anno. In questo specifico caso, il nuovo datore di lavoro deve conoscere l'importo del bonus percepito fino a quel momento così da applicare il giusto importo e riconoscere il bonus residuo cui il lavoratore ha eventualmente diritto.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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