Buoni pasto: a chi spettano e come funzionano

Come funzionano i buoni pasto, chi li eroga e a chi spettano: regole da rispettare e novità in vigore da quest’anno

Buoni pasto: a chi spettano e come funzionano

Cosa sono i buoni pasto?

I buoni pasto sono sistemi di pagamento che hanno un valore determinato che vengono erogati dai datori di lavoro ai propri dipendenti destinati all’esclusivo acquisto di un pasto o prodotti alimentari e possono essere in forma di libretto cartaceo in forma di tagliandi, ma anche sotto forma di tessera con microchip.

 

I buoni pasto sono strumenti di pagamento che vengono erogati dai datori di lavoro a favore dei propri dipendenti, sia a tempo pieno sia part-time, anche nel caso in cui l’orario di lavoro non stabilisca una pausa per il pasto. I buoni pasto possono essere utilizzati:

  1. presso le mense aziendali ed interaziendali;
  2. supermercati e bar;
  3. mercati vari;
  4. agriturismi.

I buoni pasto emessi in forma cartacea devono riportare:

  1. codice fiscale o ragione sociale del datore di lavoro;
  2. codice fiscale della società di emissione o ragione sociale;
  3. valore facciale espresso in valuta corrente;
  4. termine ultimo di utilizzo;
  5. uno spazio per l’apposizione della data di utilizzo, della firma del titolare e del timbro dell’esercizio convenzionato dove il buono viene usato.

Dal 10 settembre 2017 sono entrate in vigore le nuove regole relative ai Buoni Pasto 2017 che hanno introdotto novità interessanti in materia di esercizi presso i quali possono essere usati i buoni pasto e titolari degli esercizi convenzionabili.

Buoni pasto: le caratteristiche

Le caratteristiche dei buoni pasto sono le seguenti:

  1. sono parzialmente deducibili;
  2. hanno un valore massimo di 5,29 euro (con una media di 4 euro però);
  3. non sono soggetti a tassazione;
  4. non sono cedibili;
  5. sono cumulabili entro un limite di 8 buoni;
  6. non possono essere convertiti in denaro;
  7. sono utilizzabili solo dal titolare e per l'intero valore
  8. devono essere datati e firmati.

Stando alle ultime novità in vigore, i buoni pasto possono essere usati in mense aziendali e interaziendali; bar, ristoranti e alimentari; mercati e mercatini; spacci aziendali; agriturismi e ittiturismi. L’importo massimo esentasse dei ticket elettronici sale invece a 7 euro, per circa 400 euro di spesa annua, dunque.

Buoni pasto: a chi spettano

I Buoni pasto, stando a quanto stabilito, vengono erogati sia a lavoratori part-time che full-time e possono essere erogati anche quando l’orario di lavoro non prevede pausa pranzo. Vengono erogati anche a coloro che sono assunti con contratto di collaborazione. Cambiano, però, le regole di erogazione dei buoni pasto per i lavoratori in base ai loro contratti di assunzioni:

  1. i lavoratori full time percepiscono buoni pasto del valoriale compreso tra i 2 e i 10 euro;
  2. i lavoratori assunti con contratto part-time non impiegati per l’intera giornata non hanno generalmente diritto ai buoni pasto ma quando ne hanno diritto li percepiscono in base ad orario di lavoro che copre la fascia oraria di un pasto e distanza tra l’abitazione e luogo di lavoro che non permette al lavoratore di pranzare a casa propria.

Buoni pasto: chi li eroga

La lista degli esercizi che possono erogare il servizio sostitutivo di mensa sono:

  1. somministrazione di alimenti e bevande;
  2. attività di mensa aziendale ed interaziendale;
  3. vendita al dettaglio, sia in sede fissa che su area pubblica, dei prodotti appartenenti al settore merceologico alimentare;ù
  4. vendita al dettaglio dei prodotti alimentari, anche trasformati, nei locali adiacenti a quelli di produzione nel caso di soggetti esercenti l’attività di produzione industriale.
  5. vendita al dettaglio nei locali di produzione e nei locali attigui dei prodotti alimentari previa iscrizione all’Albo;
  6. vendita al dettaglio e per il consumo sul posto dei prodotti provenienti dai propri fondi effettuata dagli imprenditori agricoli, dai coltivatori diretti e dalle società semplici esercenti l’attività agricola, iscritti nella sezione speciale del registro delle imprese;
  7. nell’ambito dell’attività di agriturismo; ittiturismo e spacci industriali.



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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