Calcolo ed esempi conguaglio di fine anno busta paga 2020 con o senza trattenute

L'Irpef in busta paga ai fine del conguaglio è una imposta progressiva e viene calcolata sull'imponibile secondo il meccanismo degli scaglioni ovvero delle fasce di reddito.

Calcolo ed esempi conguaglio di fine ann

Conguaglio di fine anno busta paga: come funziona?

Proprio nel mese di dicembre viene effettuato il conguaglio sulla base degli scaglioni annui. La voce da osservare in busta paga è quella della retribuzione effettiva. Si tratta dell'importo che deriva dalla retribuzione mensile rapportata al proprio orario di lavoro svolto nel mese. L'importo viene ridotto nel caso di impiego a tempo parziale o di aspettative non retribuite. E solo nella busta pagar di fine anni ovvero quella di dicembre tiene conto anche delle eventuali trattenute.

Uno degli appuntamenti più importanti per lavoratori e datori è quello con la busta paga di fine anno. Non è da meno questo 2020 in quanto non si scappa dal conguaglio in busta paga. In estrema sintesi, si tratta di quell'operazione con cui viene rideterminato l'importo che spetta al dipendente, utilizzando l'imponibile fiscale definito per l'anno in corso.

Il risultato può essere di due tipi: accredito o addebito delle eventuali differenze. Il tutto senza dimenticare le trattenute.

Non è affatto detto che facciamo sempre la loro comparsa perché sono legate a una serie di fattori. In particolare sono indicate in busta paga con conseguente decurtazione dello stipendio mensile nel caso di contributo sindacale, aspettativa, permessi non retribuiti, quali assenze per sciopero.

Ma anche giornate di sospensione volontaria dell'attività lavorativa e mancata prestazione lavorativa ovvero flessibilità oraria non recuperata e ritardi non compensati.

Si tratta di norme che, al netto di eventuali particolarità contenute nei vari Contratti collettivi nazionali di lavoro (terziario e servizi, edilizia e legno, alimentari, credito e assicurazioni, tessili, trasporti, meccanici, agricoltura e allevamento, enti e istituzioni private, chimica, poligrafici e spettacolo, marittimi, enti pubblici), sono applicati a tutti i dipendenti. Vediamo quindi:

  • Conguaglio di fine anno busta paga: come funziona
  • Calcoli ed esempi busta paga lavoratori fine anno

Conguaglio di fine anno busta paga: come funziona

Proprio nel mese di dicembre viene effettuato il conguaglio sulla base degli scaglioni annui. Il calcolo è necessario per stabilire l'importo Irpef che il lavoratore deve corrispondere sulla base della retribuzione erogata nei 12 mesi dell'anno da parte dell'azienda. Il risultato finale può essere di due tipi: un rimborso o una trattenuta in busta paga. Nel primo caso lo stipendio sarà un po' più alto, nel secondo più basso.

Ma perché proprio alla fine dell'anno si provvede con le operazioni di conguaglio se tutti i mesi al lavoratore sono comunque sottratte le imposte in busta paga? Per la semplice ragione che solo alla fine dell'anno il datore viene a conoscenza della retribuzione effettiva e definitiva dell'anno.

Ecco quindi che si parla di conguaglio a credito se le tasse prelevate mese dopo mese al lavoratore dipendente (a tempo determinato o indeterminato) sono superiori rispetto a quanto dovuto nel periodo d'imposta sulla base del reddito complessivo e definitivo.

In caso contrario, se l'Irpef pagata nel corso dell'anno è più bassa rispetto a quella dovuta, si parla di conguaglio a debito

La voce da osservare in busta paga è quella della retribuzione effettiva. Si tratta dell'importo che deriva dalla retribuzione mensile rapportata al proprio orario di lavoro svolto nel mese.

L'importo viene ridotto nel caso di impiego a tempo parziale o di aspettative non retribuite. E solo nella busta pagar di fine anni ovvero quella di dicembre tiene conto anche delle eventuali trattenute.

Calcoli ed esempi busta paga lavoratori fine anno

L'Irpef è una imposta progressiva e viene calcolata sull'imponibile secondo il meccanismo degli scaglioni ovvero delle fasce di reddito del lavoratore. Più precisamente, in attesa di una modifica più volte annunciata, il quadro è il seguente:

  • Irpef del 23% del reddito con reddito imponibile annuo fino a 15.000 euro
  • Irpef di 3.450 euro + 27% sulla parte eccedente i 15.000 euro con reddito imponibile annuo oltre 15.000 e fino a 28.000 euro
  • Irpef di 6.960 euro + 38% sulla parte eccedente i 28.000 euro con reddito imponibile annuo oltre 28.000 e fino a 55.000 euro
  • Irpef di 17.220 euro + 41% sulla parte eccedente i 55.000 euro con reddito imponibile annuo oltre 55.000 e fino a 75.000 euro
  • Irpef di 25.420 euro + 43% sulla parte eccedente i 75.000 euro con reddito imponibile annuo oltre i 75.000 euro

Per il calcolo dell'Irpef netta bisogna quindi sottrarre tutte le detrazioni di cui si può beneficiare, tra cui le più note sono quelle per lavoro dipendente e per carichi di famiglia.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il