Calcolo ed esempi contributi pensione da pagare per partita iva ordinaria nel 2021

Uno dei punti cardini di ogni partita Iva in regime ordinario 2021 è il pagamento dei contributi previdenziali. Non c'è possibilità di sfuggire da questo appuntamento.

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Partita Iva ordinaria nel 2021: chi deve pagare i contributi pensione?

Non tutte le partite Iva versano i propri contributi all'Inps. O meglio, lo fanno la maggior parte di loro, come commercianti, lavoratori autonomi e artigiani tra falegnami, pasticceri, massaggiatori, idraulici, estetisti, gelatai, fotografi, elettricisti. Ma i professionista iscritti a un albo o ordine professionale fanno riferimento a una cassa autonoma.

Ai fini dell'assistenza previdenziale, i lavoratori con partita Iva ordinaria sono chiamati ad adempiere ai propri obblighi nei confronti dell'Inps con il pagamento della contribuzione previdenziale richiesta. Come vedremo nel corso dell'articolo, la quota da pagare è duplice: fissa e in base allo scaglione di reddito.

L'appuntamento con la cassa per il pagamento dei contributi fissi va effettuato in 4 rate: 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre e 16 febbraio dell'anno successivo. I contributi previdenziali calcolati sulla base della percentuale del reddito vanno invece versati in due momenti: il 30 giugno e il 30 novembre.

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  • Contributi pensione partita Iva ordinaria: calcolo ed esempi

Partita Iva ordinaria nel 2021: chi deve pagare i contributi pensione

Uno dei punti cardini di ogni partita Iva in regime ordinario 2021 è il pagamento dei contributi previdenziali con aliquote che non hanno subito variazione rispetto ai 12 mesi dello scorso anno.

Non c'è possibilità di sfuggire da questo appuntamento che, d'altronde, permette al lavoratore di riscuotere l'assegno previdenziale una volta che ha raggiunto l'età della pensione.

Non tutte le partite Iva versano i propri contributi all'Inps. O meglio, lo fanno la maggior parte di loro, come commercianti, lavoratori autonomi e artigiani tra falegnami, pasticceri, massaggiatori, idraulici, estetisti, gelatai, fotografi, elettricisti.

Ma i professionista iscritti a un albo o ordine professionale fanno riferimento a una cassa autonoma.

Si tratta di geologi, ragionieri e periti commerciali, farmacisti, ingegneri e architetti liberi professionisti, geometri, periti industriali, commercialisti, psicologi.

E ancora: infermieri, avvocati, veterinari, giornalisti, consulenti del lavoro, medici liberi professionisti, chimici, agronomi, notariato, biologi.

Tutti loro fanno variamente riferimento alle Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Dottori Commercialisti, Cassa Ingegneri e Architetti, Cassa nazionale del Notariato, Ente nazionale di assistenza per gli agenti e i rappresentanti di commercio, Cassa Forense o Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense, Cassa Psicologi. ma anche Cassa dei Farmacisti, Cassa Agrotecnici e Periti Agrari, Cassa Infermieri, Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza dei Geometri Liberi Professionisti, Cassa Medici e Cassa Veterinari.

E infine: Cassa Assistenti Sanitari e Vigilatrici d'infanzia, Cassa Dottori Agronomi, Forestali, Attuari, Chimici, Geologi, Cassa Giornalisti e Liberi Professionisti, Cassa Ragionieri e Periti Commerciali, Cassa Consulenti del Lavoro, Periti Industriali, Cassa Biologi.

Contributi pensione partita Iva ordinaria: calcolo ed esempi

Quando si parla di contributi pensione da pagare per partita Iva ordinaria nel 2021 occorre innanzitutto fare una distinzione tra contributi fissi e contributi legati al fatturato. Ciascuna lavoratore è infatti chiamato a pagare un importo di base che non tiene conto del reddito.

In pratica va corrisposto anche se il fatturato è di 100 euro. Provando a fare un esempio concreto, nel caso dei commercianti, è obbligatori pagare almeno 3.850 euro all'anno mentre per gli artigiani la soglia è leggermente inferiore, 3.800 euro.

Le cifre aumentano ma mano cresce la soglia di reddito. Per intenderci, se è compresa tra 15.549 e 46.123 euro, la quota dei contributi previdenziali è del 23,10% per gli artigiani e del 23,19% per i commercianti. Oltre 46.123 euro, le percentuali aumentano ancora: rispettivamente del 24,10% e del 24,19%.

Tuttavia la cifra da pagare per i contributi per la pensioni non cresce all'infinito. La normativa in vigore prevede infatti un tetto di 76.872 euro che artigiani e commercianti sono chiamati a versare all'Inps.

A completamento del quadro ricordiamo che gli aderenti al regime agevolato forfettario delle partite Iva fruiscono di un facilitazione contributiva pari al 35% di quanto dovuto annualmente. L'accesso è comunque subordinato al rispetto di una serie di condizioni.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il