Calcolo ed esempi periodo di comporto per invalidi civili

Il periodo di comporto non è un diritto a tempo indeterminato, ma occorre tenere conto della normativa generale in materia e dei contratti collettivi nazionali di lavoro.

Calcolo ed esempi periodo di comporto pe

Tra i diritti di cui può godere il lavoratore assunto, a tempo determinato o indeterminato, full time o part time, c'è il cosiddetto periodo di comporto. Si tratta di quel lasso di tempo, generalmente di alcuni giorni, in cui ha diritto a conservare la retribuzione e il posto di lavoro, nonostante l'assenza per malattia.

Ma cosa succede per gli invalidi civili? Caratteristica comune in tutti i casi è periodo di tempo limitato per fruire di questa possibilità. In buona sostanza non è un diritto a tempo indeterminato, ma occorre tenere conto della normativa generale in materia e dei contratti collettivi nazionali di lavoro.

E se c'è un aspetto che non manca è la varietà, tenendo conto che dell'esistenza dei vari Ccnl Edilizia e Legno, Chimica, Terziario e Servizi, Agricoltura e Allevamento, Poligrafici e Spettacolo, Dirigenti Settore Privato, Meccanici, Alimentari, Turismo, Enti e Istituzioni Private, Tessili, Credito ed Assicurazioni, Trasporti, Marittimi, Enti Pubblici.

Gli altri parametri da tenere in considerazione sono l'anzianità di servizio e la qualifica del lavoratore poiché, in base al livello raggiunto, la durata del periodo di comporto può aumentare o ridursi. Vediamo quindi i dettagli rispetto alla caso oggetto di questo articolo e analizziamo

  • Invalidi civili, quale periodo di comporto
  • Periodo di comporto, calcoli ed esempi

Invalidi civili, quale periodo di comporto

Da dove nascondono le incertezze rispetto a un trattamento differente degli invalidi invalidi rispetto al periodo di comporto? Semplicemente dalle maggiori esigenze che hanno per via della peculiarità della condizione.

A norma di legge sono considerati invalidi civili coloro che sono affetti da una infermità, di tipo fisico o psichico che provoca un danno funzionale. Di conseguenza è impossibilitato a svolgere un'attività nel modo corretto. Il possibile peggioramento della situazione o semplicemente il riacutizzarsi della malattia può provocare un periodo di riposo maggiore che si riflette anche nella maggior durata di quello di comporto.

Non dimentichiamo che in questa categoria rientrano anche i sordomuti e il cittadino con più di 65 anni che ha difficoltà a svolgere i compiti e le funzioni proprie della sua età.

Così come i ciechi civili, il minore con difficoltà persistenti a svolgere compiti e funzioni proprie dell'età, gli affetti da minorazioni psichiche o insufficienze mentali derivanti da difetti sensoriali e funzionale con riduzione della capacità lavorativa in misura superiore a un terzo.

Tuttavia anche il lavoratore con invalidità civile non può prescindere dal periodo di comporto, terminato il quale deve tornare alla proprie mansioni se non vuole essere licenziato.

Periodo di comporto, calcoli ed esempi

Per sapere quanto dura il periodo di comporto e dunque effettuare calcoli ed esempi occorre consultare il Contratto collettivo nazionale di lavoro di appartenenza. Qui si scopre che non è previsto un trattamento differente per gli invalidi civili. In pratica anche loro hanno diritto a conservare la retribuzione e il posto di lavoro, nonostante l'assenza per malattia, per lo stesso numero di giorni.

Ci pensano però le sentenze dei tribunali a fornire alcune precisazioni importanti. Come quella secondo cui nel calcolo del periodo di comporto non devono essere incluse le assenze per malattia provocate dall'ambiente di lavoro ovvero dalla mancata applicazione del datore di lavoro di tutte le misure di sicurezza necessarie.

Un seconda decisione altrettanto importante stabilisce che non sono incluse nel conteggio i giorni di assenza strettamente legati alla malattia alla base dell'invalidità civile.

Da qui l'importanza del riconoscimento dell'invalidità civile, ricordando che in caso di peggioramento delle condizioni di salute, l'invalido civile può richiedere la visita per l'aggravamento per ottenere una valutazione maggiore di quella riconosciuta dalla prima commissione medica.

Occorre specificare che si tratta di domanda di aggravamento, allegare i documenti sanitari che comprovino il cambiamento del quadro clinico e aggiungere la copia del precedente verbale di riconoscimento dell'invalidità.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
Ultime Notizie