Cartella esattoriale arrivata a defunto. Chi deve pagare Agenzia Entrate

Chi deve pagare una cartella esattoriale arrivata ad un defunto: cosa prevede la legge e informazioni e chiarimenti

Cartella esattoriale arrivata a defunto. Chi deve pagare Agenzia Entrate

Chi paga le cartelle esattoriali arrivate a un defunto dall’Agenzia delle Entrate?

Le cartelle esattoriali che l’Agenzia delle Entrate notifica ad un defunto devono essere pagate dagli eredi che accettano l’eredità e in diverse modalità. Dipende dal genere di pagamento per cui è stata notificata la cartella esattoriale.

 

Cosa fare nel caso di una cartella esattoriale di multa del Fisco inviata da Agenzie Entrate ad un defunto? Chi deve pagare se la persona destinataria della cartella è scomparso? Le cartelle di pagamento dell’Agenzia delle Entrate, si sa, devono essere pagate.

I contribuenti possono anche scegliere di pagare in un’unica soluzione il debito dovuto o pagare a rate ma l’importante per il Fisco è che ognuno regolarizzi la sua posizione, altrimenti di arriva a pignoramenti e prelievi forzosi. Vediamo di seguito cosa accade se il destinatario della cartella esattoriale da parte dell’Agenzia delle Entrate è defunto.

  • Chi paga una cartella esattoriale già notificata dalle Entrate?
  • Come avviene la notifica delle cartelle esattoriali dall’Agenzia delle Entrate a defunto?

Chi paga una cartella esattoriale notificata a defunto

Quando una persona scompare e lascia una eredità, gli eredi hanno dieci anni di tempo per decidere se accettare o rifiutare l’eredità. Nel caso in cui l’eredità venga accettata, sugli eredi ricadono anche eventuali debiti della persona defunta, comprese le cartelle esattoriali notificate dall’Agenzia delle Entrate che devono essere pagate (oggi anche con nuovo modello Pago Pa) Se, invece, gli eredi decidono di rifiutare l’eredità, non hanno alcun debito da pagare.

Chi invece accetta l’eredità con beneficio di inventario risponde dei debiti del defunto, cartelle esattoriali comprese, nei limiti dei beni ereditati. Se il Fisco vuole, per esempio, procedere con un pignoramento, può aggredire non tutti i beni dell’erede ma solo quelli acquisiti grazie all’eredità del defunto.

Sono poi diversi i pagamenti dovuti per le cartelle esattoriali arrivate a defunti da parte delle Entrate. Stando a quanto previsto dalla legge:

  • per cartelle esattoriali per pagamenti di Irpef e Irap vale la responsabilità solidale degli eredi, ogni erede può avere l’obbligo di pagare l’intera somma dovuta e può poi rivalersi sugli altri eredi per la divisione della spesa;
  • per cartelle esattoriali per pagamenti di imposte indirette come bollo auto, Iva, Imu, Tasi, Tari sui rifiuti, imposta di registro, imposta sulle successioni, il pagamento deve avvenire pro quota tra gli eredi, cioè il pagamento si divide tra gli eredi in proporzione delle rispettive quote.

E’ bene, però, precisare che gli eredi però non devono pagare le sanzioni amministrative e penali per il mancato pagamento delle tasse da parte del defunto, perché le sanzioni non rappresentano importi trasmissibili.

Come avviene la notifica delle cartelle esattoriali dall’Agenzia delle Entrate a eredi del defunto

La notifica delle cartelle esattoriali, come di altre richieste di pagamento dovuto da un defunto, arrivano agli eredi che devono provvedere al pagamento all’ultimo domicilio del defunto e ha comunque validità se gli eredi non provvedono a comunicare alle Entrate le loro generalità e relativi indirizzi.

Gli eredi hanno, infatti, trenta giorni di tempo dalla scomparsa del familiare per comunicare all’Agenzia delle Entrate le proprie generalità per ricevere comunicazioni ed eventuali cartelle direttamente ai propri indirizzi. Se non dovessero comunicare le loro generalità, comunque sono responsabili di cartelle esattoriali dall’Agenzia delle Entrate da pagare.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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