Cassa integrazione ad ore. Stipendio come cambia. Calcolo ed esempi

Possibile accedere a questo strumento di sostegno al reddito dei lavoratori per un numero di giorni ben preciso e perfino per una quantità di ore predefinita.

Cassa integrazione ad ore. Stipendio come cambia. Calcolo ed esempi

Se c'è un aspetto apprezzato dalle imprese della cassa integrazione è la sua flessibilità. Al di là dei requisiti richiesti alle aziende per accedere a quella ordinaria o straordinaria, si segnala la possibilità di accedere a questo strumento di sostegno al reddito dei lavoratori per un numero di giorni ben precisi e perfino per una quantità di ore predefinita.

Punto di partenza per avanzare la richiesta di cassa integrazione ordinaria è la sospensione parziale o totale dell'attività per eventi non evitabili, per cause di forza maggiore non imputabili all'impresa o per contrazioni temporanee di mercato o riduzioni di lavoro.

La cassa integrazione straordinaria, sia essa concessa a ore o meno, prende invece le mosse da un contesto differente, come il cambiamento dell'attività, il mutamento dell'organizzazione aziendale, l'aggiornamento delle di tecnologie.

Ma anche il ricorso all'amministrazione straordinaria, la liquidazione coatta amministrativa, il concordato preventivo o il fallimento. In linea di massima è concessa per un periodo di tempo più lungo rispetto alla cassa integrazione ordinaria. Vediamo adesso

  • Come cambiano stipendi con cassa integrazione a ore
  • Cassa integrazione a ore, calcolo ed esempi

Come cambiano stipendi con cassa integrazione a ore

La regola generale prevede che la cassa integrazione copra l'80% dello stipendio dal lavoratore in rapporto alle ore non lavorate. Di conseguenza la parte della busta paga che cambia è solo quella delle ore in cui è collocato "a riposo" mentre tutto il resto dell'importo continua a essere ricevuto in maniera regolare.

C'è però un aspetto da tenere conto ed è quello dei valori massimali mensili, che rappresentano la misura massima del trattamento. Sono due, variano in base alla retribuzione del dipendente e sono rivalutati tutti gli anni di una quota pari alla variazione dell'indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

La conseguenza può essere la ricezione di un importo inferiore a quello atteso. Bisogna infatti ricordare che agli importi dei massimali va detratta la ritenuta previdenziale e la cifra ottenuta è l'imponibile fiscale.

Occorre quindi ricostruire lo stipendio mensile ricalcolando la retribuzione annua come somma di tutte le mensilità e includendo le voci salariali così come previsto dal Contratto collettivo nazionale di lavoro applicato.

Cassa integrazione a ore, calcolo ed esempi

Nel calcolo della cassa integrazione a ore e quando si tratta di fare gli esempi occorre innanzitutto tenere conto del Ccnl applicato tra Terziario e Servizi, Edilizia e legno, Alimentari, Credito e assicurazioni, Tessili, Trasporti, Meccanici, Agricoltura e Allevamento, Enti e Istituzioni Private, Chimica, Poligrafici e Spettacolo, Marittimi, Enti Pubblici.

E quindi definire il valore orario dividendo il massimale mensile di competenza per un divisore pari alle ore lavorative del singolo mese, inclusi i giorni di festività infrasettimanali. Ne consegue che cambia di mese in mese poiché i giorni effettivi non sono mai gli stessi.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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