Cedolare secca per casa in affitto conviene sempre o no? I pro e contro nel 2022

Quali sono i casi in cui conviene la cedolare secca per affitti di casa e quando non è poi così tanto conveniente

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Cedolare secca per casa in affitto conviene sempre o no?

La convenienza o meno della cedolare secca sugli affitti è molto variabile e soggettiva e dipende da caso a caso ed è, in generale, conveniente sia per inquilini, che una volta fissato il prezzo di canone di affitto pagheranno sempre lo stesso fino alla scadenza del contratto, e sia per proprietari, che pagano una sola imposta con aliquota specifica al posto della tassazione ordinaria, che prevede Irpef, addizionale comunale e regionale e imposta di registro e imposta di bollo. 
 

Cedolare secca per casa in affitto conviene sempre o no? La cedolare secca è il regime fiscale alternativo al regime ordinario di tassazione Irpef che prevede aliquote di pagamento agevolate e può essere applicato sia ad affitti a canone concordato e sia ad affitti con canone libero. Pur trattandosi di un regime fiscale agevolato, la cedolare secca ha pro e contro e conviene o meno a seconda dei casi. Vediamo allora quando conviene la cedolare secca per case in affitto. 

  • Cedolare secca per casa in affitto regole in vigore
  • Pro e contro cedolare secca per affitto casa 2022

Cedolare secca per casa in affitto regole in vigore

Chi sceglie di affittare casa con la cedolare secca per case in affitto stabilisce un importo per il canone di locazione che deve poi rimanere sempre lo stesso nel tempo senza mai subire modifiche per adeguamento ai valori Istat fino alla scadenza del contratto con l’inquilino.

La cedolare secca per case in affitto prevede due aliquote, una al 10% per contratti a canone concordato (3+2) e una al 21% per i contratti a canone libero (4+4) e riunisce in un’unica imposta:

  • Irpef;
  • addizionale comunale e regionale;
  • imposta di registro;
  • imposta di bollo.

Per fare un esempio pratico di calcolo di cedolare secca per una casa in affitto, considerando un importo di canone annuo pari a 10mila euro e l’aliquota del 21%, le di imposte complessive da pagare sono pari a 2.100 euro.

La decisione di applicare la cedolare secca deve essere esercitata dal proprietario di casa in sede di stipula del contratto di locazione. 

La cedolare secca per i contratti di affitto di casa vale solo per locazione di immobili ad uso abitativo e, una volta stipulato il contratto di locazione, deve essere registrato all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla sua stipula. 

Pro e contro cedolare secca per affitto casa 2022

Il regime fiscale della cedolare secca per l’affitto di una casa è conveniente sia per inquilini, che una volta fissato il prezzo di canone di affitto da pagare non sono soggetti mai ad aumenti e sanno che dal momento della stipula del contratto in poi l’importo dell’affitto da pagare sarà sempre lo stesso, e sia per proprietari.

Rispetto al regime fiscale ordinario, la cedolare secca è conveniente per i proprietari perché riunisce tutte le tasse e imposte da pagare per la casa in affitto, e cioè Irpef, addizionale comunale e regionale e imposta di registro e di bollo, in un’unica imposta e il pagamento da effettuare vale solo sull’importo complessivo dei canoni di locazione, per cui conviene ai proprietari di case che non hanno altri redditi soggetti a tassazione Irpef. 

La convenienza o meno della cedolare secca sugli affitti è molto variabile e soggettiva e dipende da caso a caso e, per esempio, non conviene quando si prevede un aumento dell’inflazione durante il periodo di validità del contratto e i proprietari non hanno altri redditi oltre a quelli da locazione della casa. 
 





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il