Che cosa sono gli Etf sintetici. Spiegazione e significato 2021

Gli emittenti di Etf sintetici hanno capito l'importanza della trasparenza e della copertura dei rischi di controparte.

Che cosa sono gli Etf sintetici. Spiegaz

Qual è il significato di Etf sintetici?

Un Etf sintetico è progettato per fornire il rendimento di un indice selezionato. Ma è il modo in cui l'Etf sintetico arriva da quel rendimento che rivela la sua natura.

Quando si parla di Etf, il primo concetto da comprendere è l'esistenza di diverse tipologie di questa forma di investimento. Ci sono quelli sintetici che vedremo adesso nello specifico, ma anche gli Etf passivi che riproducono le posizioni di portafoglio e la performance di un indice di mercato.

Poi ci sono gli Etf attivi hanno obiettivi specifici che realizzano puntando solo sui titoli considerati più interessanti, che sono selezionati da team di gestori professionisti.

E quindi gli Etf Strategic Beta che si propongono di ottimizzare il rendimento potenziale di portafogli ponderati per la capitalizzazione di mercato distribuendo il rischio in modo più uniforme tra regioni, settori e titoli. Approfondiamo meglio:

  • Etf sintetici, cosa sono: la spiegazione
  • Quali possibilità oltre agli Etf sintetici

Etf sintetici, cosa sono: la spiegazione

Un Etf sintetico è progettato per fornire il rendimento di un indice selezionato. La performance dell'indce è garantita da una banca che stipulata uno swap (derivato) con la banca. Quest'ultima si impegna a pagare all'Etf la performance dell'indice ed espone il sottoscrittore dell'Etf sintetico a un rischio di controparte.

In pratica è il modo in cui l'Etf sintetico arriva da quel rendimento che rivela la sua natura. Il modo più ovvio per replicare un indice è possedere tutti dei titoli che lo compongono nella stessa proporzione dell'indice. In questo modo, l'Etf dovrebbe generare il rendimento dell'indice meno i costi e alcune altre inefficienze.

È così che lo fa un Etf fisico. Nel caso di un Etf sintetico, si tratta di un contratto stipulato con un partner finanziario - noto come controparte - per pagare all'Etf il rendimento preciso dell'indice scelto - sia plusvalenze che dividendi - in cambio di un flusso di denaro.

La replica sintetica traccia l'indice di riferimento mediante la stipula di un contratto swap con una controparte selezionata, in base al quale il fondo trasferisce il denaro derivante dalle sottoscrizioni.

Il primo Etf è stato lanciato sul mercato americano e aveva come riferimento l'indice S&P 500. In Italia sono quotati svariati Etf, emessi da grandi gruppi bancari internazionali. Il loro investimento è indirizzato soprattutto verso il settore azionario. Sono meno numerosi quelli specializzati in obbligazioni.

Per quanto riguarda le dimensioni del mercato, la crescita è notevole e le contrattazioni giornaliere sono consistenti, a dimostrazione che i privati stanno iniziando a conoscere e apprezzare questo nuovo strumento finanziario.

Quali possibilità oltre agli Etf sintetici

Da un Etf all'altro su cui investire oltre a quelli sintetici, quelli puramente passivi replicano indici di mercato globali di solito ponderati per la capitalizzazione di mercato.

All'estremità opposta ci sono gli Etf attivi, i cui portafogli di titoli sono costruiti da gestori di portafoglio. In posizione intermedia si trovano gli Etf strategic beta ovvero i fondi Smart Beta che replicano la performance di indici creati per attenuare alcuni dei rischi intrinseci dei benchmark ponderati per la capitalizzazione di mercato.

Nel caso degli investimenti passivi, il vantaggio è la possibilità di ottenere risultati uguali al mercato meno i costi di gestione, ma anche l'accesso più efficiente a certe asset class di investimento.

Tuttavia occorre mettere in conto l'assenza di potenziale extra rendimento rispetto al mercato. Allo stesso tempo possono risultare meno efficiente in asset class poco liquide e in alcune strategie può portare alla concentrazione in specifici titoli.

Nel caso di investimento attivo, il vantaggio è che può potenzialmente dare extra rendimento rispetto al mercato. Ma anche che può proteggere dal rischio di ribasso fornendo un controllo del rischio. Allo stesso tempo mandati di gestione flessibili possono aumentare l'esposizione all'asset class macro o ai singoli settori. Sono vantaggi da controbilanciare con potenziali rendimenti negativi rispetto al mercato e costi di gestione più alti.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il