Che cosa succede quando due conviventi si separano con o senza figli. Tutti i casi 2021

Regole e norme in vigore per due conviventi che si separano: cosa cambia tra presenza di figli e non. Chiarimenti

Che cosa succede quando due conviventi s

Cosa succede quando due conviventi si separano?

Quando due conviventi si separano a seconda che siano presenti figli o meno le regole cambiano. O meglio, nei rapporti esclusivi tra i due la situazione non cambia sia che ci siano figli e sia che non ci siano, perché tra due conviventi non vale il diritto ad avere la pensione di reversibilità e altri trattamenti pensionistici e assistenziali, nessuno dei due coniugi può entrare nell’asse ereditario dell’altro, ecc. In presenza di figli, invece, anche per due conviventi che si separano valgono le stesse norme, diritti e doveri che devono essere rispettati da due coniugi spostati che si separano.
 

Cosa succede quando due conviventi si separano? Separarsi è una decisione che possono prendere tutte le coppie, sia che siano spostate, sia che siano conviventi, con effetti legali e giuridici differenti, ma in ogni caso con conseguenze che regolano i rapporti tra ex conviventi e soprattutto in presenza di figli. Vediamo allora cosa accade quando due conviventi si separano con e senza figli.

  • Separazione conviventi con figli cosa succede
  • Separazione conviventi senza figli cosa accade


Separazione conviventi con figli cosa succede

Due conviventi che si separano e che hanno figli, secondo quanto previsto dalle norme in vigore, devono rispettare stesse regole, doveri e obblighi che valgono per una coppia di coniugi che divorziano e in presenza di figli. Devono, innanzitutto, provvedere al mantenimento del figlio o dei figli in base a reddito e patrimonio di ognuno. Generalmente il giudice decide con quale dei due genitori il figlio deve rimanere e vivere e in tal caso spetta all’altro genitore, non collocatario, provvedere al versamento regolare dell’assegno di mantenimento.

Nel caso di due conviventi che si separano, l’importo dell’assegno di mantenimento che deve essere versato per il figlio si calcola secondo specifici elementi che sono:

  • esigenze dei figli;
  • tenore di vita di cui godevano prima della separazione dei genitori;
  • risorse economiche dei genitori.

Oltre al versamento dell’assegno di mantenimento per il figlio, i genitori conviventi che si separano devono contribuire, esattamente come stabilito per le coppie sposate con figli, al 50% delle spese straordinarie necessarie per i figli. Ciò significa che oltre all’importo del mantenimento per i figli, il genitore non collocatario deve pagare il 50% di eventuali spese straordinarie, come, per esempio, spese dentistiche o per oculista del figlio, o per la gita scolastica, e l’altro 50% di spesa straordinaria spetta al genitore collocatario. 

Per due conviventi che si separano vigono, inoltre, anche gli stessi diritti nei confronti dei figli che valgono per coppie sposate con figli che si separano. I genitori conviventi che si separano hanno il diritto di continuare ad avere rapporti costanti e continuativi con i propri figli, o secondo quanto stabilito da un giudice o in base agli accordi da essi stessi raggiunti. 

Per quanto riguarda la casa dove la coppia ha convissuto, sia nel caso in cui la casa di proprietà di uno dei due conviventi o di entrambe, sia nel caso si tratti di una casa in affitto, come stabilito dalla Corte di Cassazione, la casa rimane al convivente con cui restano a vivere i figli, esattamente come accade alle coppie sposate che si separano o divorziano, almeno fino alla maggiore età del figlio. 

Separazione conviventi senza figli cosa accade

Quando due conviventi si separano non valgono molte delle norme in vigore per una coppia coniugata che si separa. Se, infatti, in presenza di figli, nei loro confronti valgono le stesse regole per coppie sposate per figli, lo stesso non può dirsi per altri aspetti della separazione.

In assenza di figli, innanzitutto, la casa in cui la coppia ha convissuto può o rimanere ad uno dei due conviventi, se si tratta di una casa in affitto, che si accolla tutte le spese, di affitto e utenze e se il contratto di affitto era intestato ad entrambe i conviventi basta modificarlo, cancellando il nome del convivente che lascia la casa.

Se, invece, nessuno dei due vuole rimanere nella casa in cui la coppia ha convissuto, basta semplicemente recedere dal contratto di affitto, dando preavviso al proprietario e terminando eventualmente in anticipo il contratto. Nel caso di casa di proprietà dei due conviventi, entrambe possono decidere di vendere la casa e dividersi in parti uguali il ricavato della vendita o uno dei due conviventi può rimanere a vivere nella casa liquidando all’altro la sua parte spettante in denaro.

In caso di separazione tra conviventi, è bene sottolineare che a loro non spettano gli stessi diritti validi per coniugi che si separano. Per i conviventi non è, infatti, prevista la possibilità di entrare nell’asse ereditario dell’altro convivente, non ereditano la pensione di reversibilità e altri trattamenti pensionistici e assistenziali, non è previsto l’assegno di mantenimento all’altro convivente anche se uno dei due è economicamente disagiato. 

Inoltre, se i due conviventi hanno aperto un conto corrente cointestato di deve la somma complessiva presente sul conto per quote uguali, a meno che tra i due non sia stato concluso un accordo differente.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il