Che cos'è il diritto alla disconnessione in smart working (telelavoro). Spiegazione e significato

La crescente prevalenza dell'importanza del diritto alla disconnessione è derivata dall'aumento delle comunicazioni legate al lavoro sperimentate dai dipendenti nel tempo libero.

Che cos'è il diritto alla disconnessione

Diritto alla disconnessione in smart working, che cos'è?

Il diritto di disconnettersi in smart working fa riferimento alla possibilità per un lavoratore di disimpegnarsi dall'attività che svolge e di astenersi dal partecipare durante il tempo libero a comunicazioni relative al lavoro.

La pandemia ha sconvolto la vita sociale anche in Italia, ma ha anche cambiato radicalmente il modo in cui le persone lavorano. Un termine come smart working è ormai entrato nella vita di tutti i giorni e anche altri si stanno affiancando, come il diritto all disconnessione.

Per via del numero sempre più elevato di persone che lavorano da casa e sono costantemente raggiungibili dal datore o dai colleghi, i confini tra lavoro e vita privata sono diventati sempre più sfumati con la necessità di porre un limite. E che non sia solo di carattere personale, ma regolamentato e valido per tutti.

Il diritto alla disconnessione si basa proprio su questo punto ovvero sula necessità che i dipendenti non possano essere disponibili tramite smartphone o e-mail 24 ore su 24. Le conseguenze sono dannose per la propria salute mentale e il proprio benessere.

Da qui gli sforzi normativi affinché ai lavoratori dovrebbe essere consentito di essere offline senza subire tagli di retribuzione da parte del datore di lavoro. Approfondiamo meglio la questione e vediamo con maggiore attenzione:

  • Diritto alla disconnessione in smart working, che cos'è: significato
  • Spiegazione e prospettive diritto alla disconnessione in smart working

Diritto alla disconnessione in smart working, che cos'è: significato

Il diritto di disconnettersi in smart working fa riferimento alla possibilità per un lavoratore di disimpegnarsi dall'attività che svolge e di astenersi dal partecipare durante il tempo libero a comunicazioni relative al lavoro, come e-mail e messaggi WhatsApp.

Gli studi dimostrano che un programma di lavoro costante è infatti legato all'inefficienza e alla cattiva gestione del tempo. Alcuni datori di lavoro si aspettavano anche che essere disponibili in ogni momento fosse un dovere.

La crescente prevalenza dell'importanza del diritto alla disconnessione è derivata dall'aumento delle comunicazioni legate al lavoro sperimentate dai dipendenti durante la sera e nei fine settimana. L'utilizzo quotidiano degli smartphone, la maggior parte dei quali infatti vengono dati dal datore di lavoro al dipendente, hanno reso questa pratica la normalità.

A differenza di quanto accade in altri Paesi, come in Francia, il diritto alla disconnessione non è regolamento in Italia ed è per ora lasciato alla libera organizzazione del lavoro dei dipendenti delle singole aziende.

Spiegazione e prospettive diritto alla disconnessione in smart working

In questo quadro, la Commissione per l'occupazione e gli affari sociali del Parlamento europeo ha adottato una relazione di iniziativa legislativa in cui ha invitato la Commissione europea a proporre una direttiva dell'Unione europea affinché stabilisca requisiti minimi per il diritto alla disconnessione.

Come viene fatto notare, la pratica dello smart working attraverso strumenti digitali - rispetto a cui sono previsti precisi diritti e doveri per il lavoratori - intensificata dalle misure di distanziamento sociale, ha spunto l'attenzione sulle questioni della connettività continua e dell'offuscamento dei confini tra orario lavorativo e tempo libero.

La direttiva sull'orario di lavoro fa riferimento a una serie di diritti che riguardano indirettamente questioni simili e non esiste un quadro giuridico europeo che definisca e disciplini direttamente il diritto alla disconnessione. La relazione è stata elaborata al termine di una consultazione di esperti e parti interessate.

L'obiettivo è riaffermare il diritto di non ricevere sollecitazioni professionali al di fuori dell'orario di lavoro nel rispetto della legislazione sull'orario di lavoro e delle disposizioni in materia nei contratti collettivi e nelle disposizioni contrattuali.

Stabilisce requisiti minimi sull'uso degli strumenti digitali a scopi lavorativi al di fuori dell'orario di lavoro, con l'obiettivo di creare una cultura che eviti i contatti lavorativi nel tempo libero.

La relazione sottolinea il ruolo delle parti sociali nell'attuazione del diritto alla disconnessione e la necessità di soluzioni su misura che rispondano alle necessità e ai vincoli specifici delle aziende.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il