Che cos'è il reddito netto per un professionista (partita iva). Spiegazione e significato

Nel caso di adesione al regime forfettario, il reddito imponibile si calcola applicando all'ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti il coefficiente di redditività.

Che cos'è il reddito netto per un profes

Reddito netto per un professionista con partita Iva, che cos'è?

Per reddito netto di un professionista con partita Iva si tratta l'importo finale che conserva dopo aver pagato le tasse e i contributi previdenziale. Calcolato generalmente su base annuale, il punto di partenza è proprio il valore del fatturato.

Anticipiamo subito che non è la somma degli importi in fattura a rappresentare il reddito netto di un professionista che lavora con partita Iva. Sia che si tratti del regime ordinario e sia di quello forfettario, questo è solo il punto di partenza per ricavare la cifra finale. Vediamo meglio tutti i dettagli:

  • Reddito netto per un professionista con partita Iva, che cos'è
  • Limiti per il calcolo del reddito netto agevolato

Reddito netto per un professionista con partita Iva, che cos'è

Per reddito netto di un professionista con partita Iva si tratta l'importo finale che conserva dopo aver pagato le tasse e i contributi previdenziale. Calcolato generalmente su base annuale, il punto di partenza è proprio il valore del fatturato.

A oggi, le strade percorribili sono 2. La prima è quella del regime ordinario, la cui tassazione sul reddito Irpef viene determinata in modo progressivo sulla base delle seguenti aliquote e scaglioni. Si tratta della voce che maggiormente incide nel passaggio dal reddito lordo al reddito netto. Lo schema è il seguente:

  • aliquota al 23% per i redditi annui fino a 15.000 euro
  • aliquota al 27% per i redditi annui compresi tra 15.001 e 28.000 euro
  • aliquota al 38% per i redditi annui compresi tra 28.001 e 55.000 euro
  • aliquota al 41% per i redditi annui compresi tra 55.001 e 75.000 euro
  • aliquota al 43% per i redditi annui superiori a 75.000 euro

Aliquote a parte, occorre tenere conto anche del pagamento dell'Irap, l'Imposta regionale sulle attività produttive, a cui sono soggetti persone fisiche esercenti attività commerciali o di lavoro autonomo, società in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata, società in accomandita semplice, società in nome collettivo, società per azioni, produttori agricoli.

Per completezza ricordiamo che devono pagare l'Ires, l'Imposta sul reddito della società, le società per azioni, le società in accomandita per azioni, le società a responsabilità limitata, le società cooperative, le società di mutua assicurazione, gli enti pubblici e privati diversi dalle società, i trust, le società e gli enti di ogni tipo con o senza personalità giuridica, non residenti nel territorio dello Stato.

Nel caso di adesione al regime forfettario, il reddito imponibile si calcola applicando all'ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti il coefficiente di redditività previsto in relazione al codice Ateco relativo all'attività esercitata. Il reddito conseguito non concorre alla determinazione di quello complessivo del contribuente ma costituisce un reddito assoggettato all'imposta unica sostitutiva dell'Irpef al 15%.

Limiti per il calcolo del reddito netto agevolato

Occorre comunque ricordare che non possono accedere al regime forfettario i contribuenti che controllano, in modo diretto o indiretto, società a responsabilità limitata o esercitano attività che sono riconducibili a quelle svolte dal contribuente che vuole avvalersi del regime forfettario. Allo stesso tempo, il semaforo è rosso per i contribuenti che adottano regimi speciali Iva e per chi adottano regimi forfettari di determinazione del reddito.

Non sono ammessi al regime agevolato i soggetti che non sono residenti - tranne i contribuenti residenti in uno Stato dell'Unione europea o in uno Stato aderente all'Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni - che producono almeno il 75% del reddito in Italia. Sono quindi esclusi i contribuenti che effettuano in via esclusiva o prevalente attività di cessione di fabbricati o di porzioni di essi, terreni edificabili o la vendita di mezzi di trasporto nuovi.

Nessuna possibilità per i soggetti che detengono partecipazioni in società di persone, in associazioni in partecipazione, associazioni professionali o imprese familiari. Sono infine esclusi dal regime forfettario i soggetti che detengono quote in società a responsabilità limitata in regime di trasparenza e quelli che esercitano la propria attività prevalentemente verso datori di lavoro con i quali sono presenti rapporti di lavoro o con ex datori di lavoro con cui hanno avuto rapporti di lavoro nei due anni precedenti o verso soggetti che sono riconducibili direttamente o indirettamente al datore di lavoro.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il