Che cos'è il Tfr senza soluzione di continuità? Spiegazione, significato ed esempi 2021

Sicuramente interessante è rilevare che nel calcolo della retribuzione annua utile al Tfr senza soluzione di continuità rientrano i contributi a carico del datore di lavoro.

Che cos'è il Tfr senza soluzione di cont

Tfr senza soluzione di continuità, che cos'è?

Il Tfr senza soluzione di continuità riguarda quei lavoratori che hanno cambiato datore di lavoro. In questa circostanza, la somma messa da parte viene trasferita al nuovo datore di lavoro e di conseguenza il lavoratore non percepisce alcuna somma a titolo di liquidazione o buonuscita.

Il Tfr o Trattamento di fine rapporto è quella somma della retribuzione del lavoratore dipendente che viene accantonata mese dopo mese e corrisposta al momento della cessazione del rapporto di lavoro. Detta anche liquidazione o buonuscita, viene erogata al termine del rapporto di lavoro. Nel corso della propria carriera professionale, il dipendente può scegliere se mantener in azienda il Tfr oppure destinarlo a un fondo di previdenza complementare.

Solo nel caso in cui il lavoratore ha scelto di mantenere il proprio Tfr in azienda può successivamente decidere di destinarlo alla previdenza complementare. Ma non viceversa, in quanto la scelta diventa irreversibile. I lavoratori che hanno cambiato azienda avranno certamente sentito parlare di Tfr senza soluzione di continuità in quanto si tratta di una situazione che hanno affrontato di persona. Spieghiamo tutto:

  • Tfr senza soluzione di continuità, che cos'è
  • Conteggio Tfr senza soluzione di continuità

Tfr senza soluzione di continuità, che cos'è

Il Tfr è un istituto presente nello stesso Codice civile, in cui si legge che in ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato, il prestatore di lavoro ha diritto al trattamento di fine rapporto.

Si calcola sommando per ciascun anno di servizio una quota pari all'importo della retribuzione dovuta per l'anno stesso divisa per 13,5. La percentuale è ridotta proporzionalmente per le frazioni di anno, computandosi come mese intero le frazioni di mese uguali o superiori a 15 giorni. Il Tfr senza soluzione di continuità riguarda quei lavoratori che hanno cambiato datore di lavoro. In questa circostanza, la somma messa da parte viene trasferita al nuovo datore di lavoro e di conseguenza il lavoratore non percepisce alcuna somma a titolo di liquidazione o buonuscita.

Sono quindi considerati periodi di sospensione della prestazione utili alla maturazione del Tfr numerose circostanze che il lavoratore può essere chiamato ad affrontare nel corso della sua vita lavorativa. Pensiamo ad esempio al congedo parentale o al congedo matrimoniale, ai riposi giornalieri della madre e del padre nel primo anno di vita del bambino e ai permessi studio, fino ad arrivare ai contratti di solidarietà difensivi ed espansivi.

All'opposto, non sono considerati periodi utili alla maturazione del Tfr il congedo per la formazione, le aspettative per cariche elettive o sindacali, gli scioperi, le aspettative non retribuite, i permessi non retribuiti.

Conteggio Tfr senza soluzione di continuità

Sicuramente interessante è rilevare che nel calcolo della retribuzione annua utile al Tfr senza soluzione di continuità rientrano i contributi a carico del datore di lavoro versati a favore di fondi pensionistici integrativi individuali o collettivi, gli elementi corrisposti mensilmente, quali premi presenza, indennità di cassa, il compenso per lavoro straordinario prestato con continuità e non occasionalmente, i premi per polizze stipulate dal datore di lavoro in favore del lavoratore altre mensilità aggiuntive previste dalla contrattazione collettiva.

E poi: minimo contrattuale, paga base, salario o stipendio previsto dal Ccnl di riferimento, le maggiorazioni contrattuali per lavorazioni o orari disagiati, gli straordinari forfettari e maggiorazioni di turno, gli elementi con corresponsione periodica ricorrente, tredicesima mensilità e gratifica natalizia, l'elemento distinto della retribuzione, l'indennità sostitutiva del preavviso. Spazio infine agli importi per festività non godute, al superminimo o ad personam, all'indennità di contingenza, ai superminimi collettivi, agli scatti di anzianità e all'indennità di mensa.

Allo stesso tempo sono esclusi indennità chilometriche per l'utilizzo di veicoli personali per scopi aziendali, contributi a carico del datore di lavoro versati a favore di fondi pensionistici integrativi individuali o collettivi somme corrisposte in seguito a conciliazioni o pronunce giudiziali a titolo di risarcimento, contributi a carico del datore di lavoro versati a fondi assistenziali integrativi, indennità sostitutiva delle ferie e dei permessi non goduti, compenso per lavoro straordinario prestato occasionalmente.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il