Che cos'è il trasferimento di un ramo di azienda? Spiegazione, significato ed esempi secondo leggi 2021

Norme alla mano, in caso di trasferimento di un ramo d'azienda, il rapporto di lavoro continua con il cessionario e il lavoratore conserva tutti i diritti che ne derivano.

Che cos'è il trasferimento di un ramo di

Trasferimento di un ramo di azienda, che cos'è?

Per trasferimento di un ramo di azienda si intende una operazione che comporta il mutamento nella titolarità di un'attività economica organizzata.

Trasferimento di un ramo di azienda

C'è anche il trasferimento di un ramo d'azienda tra gli scenari che possono concretizzarsi nel corso della vita di una impresa. A differenza di quanto accade con la cessione, solo una parte dell'azienda viene interessata dall'operazione. Condizione fondamentale è l'unitarietà del complesso dei beni aziendali ovvero l'esistenza di una stabile indipendenza organizzativa e funzionale.

Le principali ragioni che spingono in questa direzione sono una ristrutturazione interna con possibili ripercussioni anche sul personale oppure l'esternalizzazione di servizi nell'ottica di una migliore e maggiore efficienza della macchina produttiva. Approfondiamo allora le implicazioni che derivano da questa operazione e più specificatamente:

  • Trasferimento di un ramo di azienda, che cos'è secondo leggi 2021

  • Spiegazione, significato ed esempi trasferimento di un ramo di azienda

Trasferimento di un ramo di azienda, che cos'è secondo leggi 2021

Per trasferimento di un ramo di azienda si intende una operazione che comporta il mutamento nella titolarità di un'attività economica organizzata, anche senza scopo di lucro. Cambia quindi la titolarità dell'azienda con l'applicazione di una formula ben precisa tra compravendita, affitto, fusione o usufrutto. Il trasferimento include sia i beni materiali e sia quelli immateriali ovvero i contratti stipulati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa e i contratti di lavoro.

A tal proposito, l'aspetto a cui prestare attenzione e che approfondiremo nel paragrafo successivo è il mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento d'azienda. Detto in altri termini, vanno garantite la continuità lavorativa e la conservazione dei diritti maturati con il nuovo datore di lavoro obbligato in solido per la soddisfazione di eventuali crediti maturati dai dipendenti con il precedente datore che ha trasferito il ramo d'azienda.

Per la determinazione del valore del ramo d'azienda si fa generalmente riferimento al metodo misto patrimoniali-reddituali. Caratteristica di fondo è la conservazione nel trasferimento della propria identità a prescindere dalla tipologia negoziale o dal provvedimento sulla base del quale il trasferimento è attuato.

In questo contesto sono inclusi l'usufrutto o l'affitto di azienda. Le disposizioni si applicano anche al trasferimento di parte dell'azienda, intesa come articolazione autonoma di un'attività economica organizzata, identificata dal cedente e dal cessionario al momento del trasferimento Nella definizione di attività economica organizzata rientrano sia il trasferimento del complesso dei beni per l'esercizio dell'impresa e sia la cessione di ogni attività economica, ma solo se organizzata per la produzione o lo scambio di beni o servizi.

Spiegazione, significato ed esempi trasferimento di un ramo di azienda

Norme alla mano, in caso di trasferimento di un ramo d'azienda, il rapporto di lavoro continua con il cessionario e il lavoratore conserva tutti i diritti che ne derivano. Il cedente ed il cessionario sono obbligati, in solido, per tutti i crediti che il lavoratore aveva al tempo del trasferimento. Secondo il Codice civile, Il lavoratore può consentire la liberazione del cedente dalle obbligazioni derivanti dal rapporto di lavoro.

E ancora: il cessionario è tenuto ad applicare i trattamenti economici e normativi previsti dai contratti collettivi nazionali, territoriali e aziendali vigenti alla data del trasferimento, fino alla loro scadenza, salvo che siano sostituiti da altri contratti collettivi applicabili all'impresa del cessionario.

L'effetto di sostituzione si produce esclusivamente fra contratti collettivi del medesimo livello. Dopodiché, ferma restando la facoltà di esercitare il recesso ai sensi della normativa in materia di licenziamenti, il trasferimento d'azienda non costituisce di per sé motivo di licenziamento. Il lavoratore, le cui condizioni di lavoro subiscono una sostanziale modifica nei tre mesi successivi al trasferimento d'azienda, può rassegnare le proprie dimissioni.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il