Che cos'è la formazione per la sicurezza dei lavoratori prevista nel 2021. Spiegazione e significato

Il datore deve condividere le informazioni sui rischi presenti in azienda e che riguardano il lavoro svolto dai dipendenti.

Che cos'è la formazione per la sicurezza

Formazione per la sicurezza dei lavoratori, che cos'è?

Spetta al datore di lavoro mettere a punto le misure necessarie per la protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori all'interno dell'azienda. Regole e metodologie del sistema di prevenzione passano attraverso la formazione, l'informazione e l'addestramento dei dipendenti.

La formazione per la sicurezza dei lavoratori è uno dei capitoli centrali nelle relazioni all'interno di un'azienda. Una dettagliata normativa che disciplina cosa devono fare le parti e quali sono le nozioni da trasmettere è infatti attualmente in vigore.

La regola generale prevede che il datore garantisca a ciascun lavoratore la possibilità di ricevere una formazione sufficiente e adeguata in materia di salute e sicurezza. Le disposizioni attuali disciplinano quindi le modalità di svolgimento, i tempi, i contenuti minimi e la documentazione necessaria. Approfondiamo in questo articolo:

  • Formazione per la sicurezza dei lavoratori, che cos'è
  • Lavoratori, dirigenti e preposti: compiti per la sicurezza

Formazione per la sicurezza dei lavoratori, che cos'è

Spetta al datore di lavoro mettere a punto le misure necessarie per la protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori all'interno dell'azienda. Regole e metodologie del sistema di prevenzione passano attraverso la formazione, l'informazione e l'addestramento dei dipendenti.

Tra le misure generali di tutela rientrano l'informazione e la formazione adeguate per i lavoratori, per i dirigenti e i preposti, per il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

Il personale deve essere in possesso di titolo di studio e dell'attestato di frequenza a specifici corsi di formazione adeguati ai rischi presenti nell'unità produttiva. Il datore di lavoro ha l'obbligo di assicurare che ciascun lavoratore, dirigente, preposto e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza riceva adeguate informazione e formazione.

Il datore deve condividere le informazioni sui rischi presenti in azienda e che riguardano il lavoro svolto dai dipendenti con il medico competente e con i servizi di prevenzione e protezione. Allo stesso tempo deve rendere edotti i lavoratori sui rischi in azienda e che riguardano l'attività da svolgere.

La durata della formazione generale è di 4 ore con argomenti e concetti generali su rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale. Quella specifica è di 4 ore per i settori di classe di rischio basso, di 8 ore per i settori della classe di rischio medio, di 12 ore per i settori della classe di rischio alto

Docenti interni ed esterni devono dimostrare esperienza triennale di insegnamento in materia di salute e sicurezza sul lavoro. I corsi devono possedere requisiti specifici, come il soggetto formatore, il responsabile del progetto formativo, i nominativi dei docenti, il registro presenza, i corsi in lingua per stranieri. Dal punto di vista metodologico è richiesto equilibrio tra lezioni frontali ed esercitazioni teoriche e pratiche, discussione, lavori di gruppo.

Da segnalare quindi che il Testo Unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro dedica uno spazio alla tutela dei lavoratori immigrati per via della crescita progressiva di infortuni e incidenti che hanno coinvolti lavoratori stranieri all'interno delle aziende italiane.

Lavoratori, dirigenti e preposti: compiti per la sicurezza

Dal punto di vista formale, il lavoratore è la persona che svolge un'attività nell'ambito dell'organizzazione di un datore pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche per apprendere un mestiere, un'arte o una professione.

Il datore di lavoro è il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore ovvero con colui che presta la propria attività. Ha la responsabilità dell'organizzazione o dell'unità produttiva in quanto esercita poteri decisionali. Nelle pubbliche amministrazioni per datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione.

Il dirigente è la persona che, per via delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell'incarico, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l'attività lavorativa. Il preposto è la persona che per via delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali, sovraintende all'attività lavorativa e garantisce l'attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando potere di iniziativa.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il