Che cos'è la marca da bollo virtuale e in quali casi si può usare secondo leggi 2021

Quando è possibile apporre la marca da bollo di virtuale e come ottenere autorizzazione da Agenzia delle Entrate: cosa prevedono leggi in vigore

Che cos'è la marca da bollo virtuale e i

Quali sono i casi in cui si può usare la marca da bollo virtuale?

Stando a quanto previsto dalle leggi 2021, la marca da bollo virtuale si può usare su fatture emesse da aziende o professionisti nel corso di un anno a condizione, però, che si tratti di attività che emettono un elevato numero di fatture. Se, infatti, le fatture emesse annualmente sono poche l’Agenzia delle Entrate non rilascia l’autorizzazione all’apposizione della marca da bollo virtuale. 
 

Che cos'è la marca da bollo virtuale? La marca da bollo è un’imposta che si applica sui documenti dove non si applica l’Iva, come fatture, atti civili o giudiziari, atti notarili, sottoscrizione di contratti di locazione, rilascio di documenti da parte delle pubbliche amministrazioni.

La marca da bollo è sempre stata cartacea e anche oggi è quella generalmente più usata ma l'Agenzia delle Entrate ha introdotto anche la marca da bollo virtuale. Vediamo di cosa si tratta e in quali casi si può usare.

  • Marca da bollo virtuale quando si può usare
  • Come si paga la marca da bollo virtuale
  • Quando si paga la marca da bollo virtuale

Marca da bollo virtuale quando si può usare

La marca da bollo virtuale per pagare l’imposta di bollo si può usare per fatture emesse da aziende o professionisti a condizione che, però, siano di elevato numero all’anno ed è valida solo per coloro che presentano apposita richiesta all’Agenzia delle Entrate che, a sua volta, rilascia relativa autorizzazione. Spetta, infatti, alle Entrate autorizzare l’azienda o il professionista all’uso della marca da bollo virtuale e non sempre l’autorizzazione da parte delle Entrate si ottiene.

Stando a quanto previsto dalle leggi attuale, l’autorizzazione all’uso della marca da bollo virtuale viene generalmente concessa ad attività che emettono un alto numero di fatture annuali. Se, invece, azienda o professionista emettono poche fatture all’anno o non risultano in regola con il pagamento dei contributi, allora l’Agenzia delle Entrate non concede la possibilità di apposizione della marca da bollo virtuale. 

Dunque, nei casi in cui è possibile usare la marca da bollo virtuale bisogna seguire il seguente iter:

  • presentare richiesta di autorizzazione all’Agenzia delle Entrate, riportando il numero approssimativo dei documenti fiscali che si devono emettere nel corso dell’esercizio e per cui serve la marca da bollo virtuale;
  • se l’Agenzia delle Entrate rilascia l’autorizzazione all’apposizione della marca da bollo virtuale indica l’importo che l’azienda deve pagare con il modello F24, utilizzando il codice 2505 Bollo virtuale-rata;
  • riportare sulla fattura o ricevuta fiscale la dicitura ‘Bollo virtuale ex art.15 del DPR 642/1972’;
  • presentare entro il 31 gennaio dell’anno successivo la dichiarazione per la liquidazione effettiva riportando il numero di documenti fiscali emessi con l’imposta di bollo virtuale pagata. 

Come si paga la marca da bollo virtuale

La marca da bollo virtuale si può pagare in piena autonomia tramite l’apposito software Bollo Virtuale (BOV) o rivolgendosi a Caf o al proprio commercialista, compilando il modello disponibile nel sito dell’Agenzia delle Entrate da presentare con l’F24. 

Quando si paga la marca da bollo virtuale

Per il pagamento della marca da bollo virtuale esistono specifiche scadenza che variano a seconda che la marca da bollo sia da applicare su fatture elettroniche si importo inferiore o superiore a 1.000 euro. In particolare, come previsto dalla legge in vigore, la scadenza è semestrale se l’imposta di bollo totale è inferiore a 1.000 euro ed è trimestrale se l’imposta dovuta è superiore a 1.000 euro.
 

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il