Che cos'è la sospensione sul lavoro? Spiegazione ed esempi in base a CCNL e normativa 2021 attuali

La sospensione non è un atto neutrale e dovrebbe essere usata con cautela. Di conseguenza da parte del datore è sempre buona norma controllare sempre il contratto del dipendente.

Che cos'è la sospensione sul lavoro? Spi

Cosa significa sospensione sul lavoro?

Con la sospensione dal lavoro, al dipendente viene impedito di esercitare le proprie mansioni all'interno dell'azienda in cui è stato assunto. Alla base della sanzione disciplinare ci deve essere una ragione di elevata gravità.

La sospensione è un provvedimento disciplinare a carico del dipendente che viene applicato nel caso in cui il comportamento si configuri un comportamento contrario alle norme sul lavoro. In termini pratici, il dipendente viene rimandato a casa dal lavoro. I datori di lavoro hanno il diritto di sospendere un lavoratore anche in attesa di un'indagine per colpa grave o altra grave questione disciplinare.

Il diritto alla sospensione viene solitamente stabilito nel Contratto collettivo nazionale di lavoro, a cui si aggiungono i regolamenti interni all'azienda così come le norme generali in materia, tra cui quelle contenute nel Codice civile. Vediamo meglio in questo articolo:

  • Cosa significa sospensione sul lavoro: spiegazione e significato

  • Leggi e Ccnl 2021 in vigore sospensione sul lavoro

Cosa significa sospensione sul lavoro: spiegazione e significato

Con la sospensione dal lavoro, al dipendente viene impedito di esercitare le proprie mansioni all'interno dell'azienda in cui è stato assunto. Alla base della sanzione disciplinare ci deve essere una ragione di elevata gravità, ma non tale da spingere all'adozione di provvedimenti più gravi come il licenziamento.

Il dipendente ha ad esempio l'obbligo di non diffondere notizie riservate apprese sul lavoro, rispettare le regole di condotta scritte nel Contratto collettivo nazionale di lavoro e nel codice disciplinare interno, svolgere le mansioni con diligenza e accuratezza, rispettare le direttive impartite dai superiore, rispettare le norme sulla sicurezza e la salute collettiva, arrivare al lavoro in orario o non fare concorrenza alla propria azienda.

La sospensione non è un atto neutrale e dovrebbe essere usata con cautela. Di conseguenza da parte del datore è sempre buona norma controllare sempre il contratto del dipendente, eventuali linee guida di legge e la possibile applicazione di altri provvedimento. In ogni caso la sospensione dovrebbe essere il più breve possibile e tenuta sotto controllo. a sospensione sul lavoro è certamente tra i provvedimenti più gravi che potrebbe comminare il datore. Ma non è la sola sanzione.

Il lavoratore potrebbe infatti essere raggiunto dal rimprovero orale, dal rimprovero scritto, dalla multa ovvero dalla trattenuta dallo stipendio una somma di denaro fino a un massimo di 4 ore, alla sospensione dal lavoro e dalla retribuzione per un massimo di 10 giorni, al licenziamento disciplinare nel caso in cui ci sia di mezzo un fatto molto grave.

Leggi e Ccnl 2021 in vigore sospensione sul lavoro

Da parte sua, il dipendente può sempre impugnare il provvedimento di sospensione del lavoro nel caso in cui lo ritenga ingiusto. Più precisamente, lo può fare appellandosi all'autorità giudiziaria ovvero depositando il ricorso negli uffici del giudice del lavoro. In questo caso chiede esplicitamente all'organo giudicante di verificare l'illegittimità della sanzione della sospensione e dunque di annullarla. L'alternativa è avviare nei venti giorni successivi alla comunicazione della sospensione dal lavoro e dalla retribuzione a costituzione di un collegio di conciliazione ed arbitrato. Lo può fare tramite il proprio sindacato di riferimento o l'Ispettorato territoriale del lavoro.

Il Codice civile precisa due casi in cui l'inosservanza delle disposizioni può dar luogo all'applicazione di sanzioni disciplinari secondo la gravità dell'infrazione e in conformità delle norme corporative. In prima battuta Il prestatore di lavoro non deve trattare affari, per conto proprio o di terzi, in concorrenza con l'imprenditore, né divulgare notizie attinenti all'organizzazione e ai metodi di produzione dell'impresa, o farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio.

Quindi il prestatore di lavoro deve usare la diligenza richiesta dalla natura della prestazione dovuta, dall'interesse dell'impresa e da quello superiore della produzione nazionale. Sempre secondo il Codice civile, deve osservare le disposizioni per l'esecuzione e per la disciplina del lavoro impartite dall'imprenditore e dai collaboratori di questo dai quali gerarchicamente dipende.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il