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Che cos'è l'acconto sul Tfr e cosa cambia rispetto anticipo Tfr? Tutte le differenze

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Il trattamento di fine rapporto (TFR) viene solitamente erogato al lavoratore al termine del rapporto di lavoro. Tuttavia, in alcune circostanze, può essere erogato anticipatamente. Vediamo insieme i casi possibili.
Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
e aggiornato con informazioni attualizzate il
Che cos'è l'acconto sul Tfr e cosa cambia rispetto anticipo Tfr? Tutte le differ

Perché l’acconto del Tfr è diverso dall’anticipo del Tfr?


 

Il Tfr, acronimo di Trattamento di Fine Rapporto, rappresenta una somma di denaro che spetta ai lavoratori al termine del rapporto di lavoro dipendente. Questo importo viene accumulato durante il periodo di lavoro e può essere corrisposto al momento della cessazione del rapporto lavorativo o in determinate circostanze previste dalla legge.

Negli ultimi anni, sono state introdotte varie modalità per consentire ai lavoratori di usufruire del TFR accumulato, tra cui l'anticipo sul TFR e l'acconto sul TFR. Tuttavia, è importante comprendere le differenze tra queste due opzioni.

Che cos'è l'acconto sul Tfr

L'acconto sul Tfr è stato introdotto dalla circolare INPS n. 70/2015. Si verifica solo dopo la cessazione del rapporto di lavoro, quando l'azienda, invece di pagare l'intera somma in una volta, concorda con il dipendente di versare una o più anticipazioni, mensilmente o periodicamente, seguite dal saldo.

A differenza dell'anticipo, l'acconto è il risultato di un accordo scritto tra datore di lavoro e dipendente, generalmente promosso dall'azienda per affrontare situazioni di crisi finanziaria che richiedono un pagamento dilazionato del TFR.

Anticipo sul Tfr, i requisiti

L'anticipo sul Tfr, disciplinato dall'articolo 2120 del Codice Civile e dalla legge n. 297/1982, consente al lavoratore dipendente del settore privato, di richiedere una somma pari al massimo al 70% del Tfr maturato dopo almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro. Le motivazioni per richiedere l'anticipo possono includere spese sanitarie straordinarie, acquisto della prima casa per il lavoratore o per i figli, situazioni di grave disagio economico e altri motivi specifici previsti dai contratti collettivi.

Per richiedere l'anticipo del Tfr, i lavoratori dipendenti devono avere almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro e rispettare i limiti del 10% degli aventi diritto e del 4% del totale dei dipendenti. La concessione dell'anticipo non è automatica: il datore di lavoro può rifiutare la richiesta, pur giustificandola, in base alle capacità finanziarie dell'azienda o alle condizioni specifiche del contratto di lavoro.

Principali differenze tra acconto e anticipo sul Tfr

La differenza principale tra l'acconto e l'anticipo sul Tfr risiede nelle modalità e nelle condizioni di accesso:

  • Anticipo sul Tfr: è una somma una tantum richiesta per specifiche esigenze personali, sottoposta a un tetto massimo del 70% sul totale maturato e richiedibile solo dopo 8 anni di servizio continuativo.  L’anticipo trattamento fine rapporto, dipende dalle esigenze del lavoratore e non dell’azienda.
  • Acconto sul Tfr: in genere, il trattamento di fine rapporto viene liquidato in un'unica soluzione al termine del rapporto di lavoro. Tuttavia, in casi di difficoltà economica dell'azienda, potrebbe essere proposto al lavoratore di concordare un pagamento dilazionato del TFR, suddiviso in acconti e saldo. L'accordo deve essere formalizzato per iscritto e firmato da entrambe le parti, specificando le rate di acconto e quella del saldo finale. L'acconto sul trattamento di fine rapporto, quindi, dipende dalle necessità dell'azienda.

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