Che cos'Ŕ l'indennitÓ di licenziamento. Spiegazione e significato 2021

Anche il Codice civile fa riferimenti all'indennitÓ di licenziamento quando disciplina il recesso per giusta causa. Ma non Ŕ la sola fonte da consultare.

Che cos'Ŕ l'indennitÓ di licenziamento.

Che cos'Ŕ l'indennitÓ di licenziamento?

Condizione fondamentale per ricevere l'indennità di licenziamento è la cessazione del rapporto per motivi illegittimi. Non lo è se l'allontanamento del lavoratore è invece avvenuto nel pieno rispetto delle norme, ad esempio per giusta causa.

C'è anche l'indennità di licenziamento tra gli strumenti da considerare nel rapporto di lavoro. Si tratta di quella cifra destinata al dipendente nel caso di caso di cessazione del rapporto per un motivo economico illegittimo. Sono quindi ben definiti i casi in cui è possibile accedere all'indennità di licenziamento e di recente sono anche stati oggetto di importanti modifiche. Esaminiamo quindi:

  • Spiegazione indennità di licenziamento, che cos'è
  • Significato indennità di licenziamento secondo le norme 2021

Spiegazione indennità di licenziamento, che cos'è

Condizione fondamentale per ricevere l'indennità di licenziamento è la cessazione del rapporto per motivi illegittimi. Non lo è se l'allontanamento del lavoratore è invece avvenuto nel pieno rispetto delle norme, ad esempio per giusta causa o per giustificato motivo oggettivo. La differenza rispetto al recente passato è l'estensione dei termini di applicazione in quanto parte adesso da un minimo di 6 a un massimo di 36 mensilità.

I parametri che incidono sull'entità e la durata dell'importo sono il tipo di contratto di lavoro e le dimensioni dell'azienda. Nella determinazione del numero dei mesi si tiene conto anche dell'anzianità del lavoratore, del numero dei dipendenti, del comportamento delle parti, delle iniziative assunte dal lavoratore per la ricerca di una nuova occupazione e dell'eventuale attivazione di una procedura di conciliazione obbligatoria.

Al lavoratore spetta anche una indennità risarcitoria di 2 mensilità dell'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del Tfr per ogni anno di servizio, compresa tra 4 e 24 mensilità. Questa cifra è stata di recente aumentata da un minimo di 6 a un massimo di 36 mensilità. L'accettazione dell'assegno con l'indennità di licenziamento comporta il diritto all'indennità di disoccupazione, la rinuncia a impugnare il licenziamento subito e l'estinzione del rapporto di lavoro alla data del licenziamento.

Significato indennità di licenziamento secondo le norme 2021

Anche il Codice civile fa riferimento all'indennità di licenziamento quando disciplina il recesso per giusta causa. In particolare, chiarisce che ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto prima della scadenza del termine, se il contratto è a tempo determinato o senza preavviso, se il contratto è a tempo indeterminato, qualora si verifichi una causa che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto.

Se il contratto è a tempo indeterminato - viene messo nero su bianco - al prestatore di lavoro che recede per giusta causa compete l'indennità. Ma attenzione, non è giusta causa di risoluzione del contratto il fallimento dell'imprenditore o la liquidazione coatta amministrativa dell'azienda. Di conseguenza, in questa circostanza non è previsto alcuno stanziamento economico. Le norme sul lavoro prevedono quindi che quando risulti accertato che non ricorrono gli estremi del licenziamento per giusta causa o giustificato motivo, il datore deve riassumere il prestatore di lavoro entro 3 giorni o a risarcire il danno con una indennità tra un minimo di 2,5 e un massimo di 6 mensilità dell'ultima retribuzione.

A contare sono il numero dei dipendenti occupati, le dimensioni dell'impresa, l'anzianità di servizio del prestatore di lavoro, il comportamento e le condizioni delle parti. La misura massima dell'indennità può quindi essere aumentata fino a 10 mensilità per il prestatore di lavoro con anzianità superiore ai 10 anni e fino a 14 mensilità per il prestatore di lavoro con anzianità superiore ai 20 anni, se dipendenti da datore di lavoro che occupa più di 15 prestatori di lavoro.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il