Che cos'Ŕ l'obbligo di diligenza di un dipendente previsto da CCNL e Codice civile. Spiegazione e significato

╚ responsabilitÓ dei lavoratori non danneggiare gli altri per disattenzione. Significa che occorre fare attenzione per evitare di recare un danno con le proprie azioni o omissioni.

Che cos'Ŕ l'obbligo di diligenza di un d

Obbligo di diligenza: che cos'Ŕ?

Secondo il principio della diligenza sul posto di lavoro, il dipendente deve svolgere i compiti assegnati con precisione e scrupolosità. Il mancato rispetto lo espone a una sanzione disciplinare.

Per un lavoratore è di fondamentale importanza comprendere le implicazioni e le applicazioni dell'obbligo di diligenza.

Si tratta infatti di un principio presente sia nei Contratti collettivi nazionali di lavoro (terziario e servizi, edilizia e legno, alimentari, credito e assicurazioni, tessili, trasporti, meccanici, agricoltura e allevamento, enti e istituzioni private, chimica, poligrafici e spettacolo, marittimi, enti pubblici) e sia nel Codice civile e contribuisce a definire in maniera più chiara le responsabilità nelle diverse circostanze. Vediamo allora nel dettaglio

  • Obbligo di diligenza: che cos'è e cosa prevede
  • Obbligo di diligenza per dipendente e non solo

Obbligo di diligenza: che cos'è e cosa prevede

È responsabilità dei lavoratori non danneggiare gli altri per disattenzione. In termini pratici significa che occorre fare attenzione per evitare di recare un danno a qualcun altro con le proprie azioni.

Lo stesso Codice civile, all'articolo 2104, fissa in maniera cristallina questo principio: il prestatore di lavoro deve usare la diligenza richiesta dalla natura della prestazione dovuta, dall'interesse dell'impresa e da quello superiore della produzione nazionale.

In buona sostanza deve svolgere i compiti assegnati con precisione e scrupolosità. Il secondo comma va oltre e precisa che il dipendente deve osservare le disposizioni per l'esecuzione e per la disciplina del lavoro impartite dall'imprenditore e dai collaboratori di questo dai quali gerarchicamente dipende. Il lavoratore pone in essere una comportamento diligente se osserva le regole di tecnica e di esperienza connaturate al tipo di prestazione dovuta.

Sicuramente interessante è una pronuncia della Corte di Cassazione, secondo cui l'obbligo di diligenza non coincide con il dovere di osservare le disposizioni del datore di lavoro. Questo principio impone piuttosto al lavoratore di eseguire la prestazione secondo la particolare qualità dell'attività che risulta dalle mansioni e dai profili professionali che la definiscono.

Insomma, ogni dipendente ha il dovere di diligenza nei confronti delle persone a cui potrebbe arrecare danno con le proprie azioni o omissioni (mancata azione). Questo principio non si applica evidentemente solo nel lavoro ma nella vita di tutti i giorni.

Il mancato rispetto del dovere di diligenza sul posto di lavoro espone il dipendente a una sanzione disciplinare (in ordine di gravità sono il rimprovero verbale, il rimprovero scritto, la multa, la sospensione dal servizio e dalla retribuzione, il trasferimento, il licenziamento), a cui può comunque proporre opposizione ovvero esporre la propria versione dei fatti contestati.

Obbligo di diligenza per dipendente e non solo

L'obbligo di diligenza è evidentemente reciproco e coinvolge in pieno anche i datori di lavoro. Nel settore edile, ad esempio, significa garantire l'esecuzione di misure per mantenere i lavoratori al sicuro da una serie di pericoli fisici e chimici che possono essere presenti nei cantieri.

Da qui la diligente fornitura ai lavoratori di caschi e stivali di sicurezza, occhiali protettivi e altri dispositivi come maschere facciali. I datori di lavoro devono inoltre garantire che tutti i ponteggi e le scale siano al sicuro, tutti i cavi allentati e che le attrezzature e i macchinari pesanti siano azionati solo da coloro che hanno esperienza in quel compito. 

In un ufficio le misure di sicurezza sono molto diverse da quelle di un cantiere. Qui il dovere di cura di un datore di lavoro implica garantire che il posto di lavoro sia progettato ergonomicamente, ad esempio per ridurre al minimo il rischio di sindrome del tunnel carpale e altre lesioni da stress ripetitivo.

Nelle fabbriche e negli stabilimenti di produzione in cui i lavoratori svolgono attività fisiche faticose che sono spesso di natura ripetitiva, il dovere di diligenza di un datore di lavoro può variare dal fornire formazione sulle tecniche di lavoro adeguate, al garantire la corretta rotazione del personale in modo che nessuno svolga lo stesso lavoro per lunghi periodi di tempo.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il